Lanciato il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nelle scuole attraverso il videogioco più venduto della storia. Presto sarà nelle scuole calabresi

 

Coltivare un orto, allevare animali, scoprire la biodiversità, imparare a leggere le etichette e distinguere gli alimenti freschi da quelli ultraformulati.  Sono alcune delle missioni di Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il nuovo progetto di Coldiretti,  che porta l’educazione alimentare nel mondo di Minecraft, il videogioco più venduto della storia, con oltre 400 milioni di copie. Il progetto è stato presentato in occasione del primo giorno del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti.

L’obiettivo è utilizzare uno degli strumenti di intrattenimento più popolari tra le nuove generazioni per costruire un ponte tra il mondo digitale e quello reale, trasformando un videogioco in uno strumento per coltivare il futuro dell’alimentazione. Con Farmcraft, Coldiretti racconta l’agricoltura ai ragazzi attraverso un contest che partirà nelle scuole, con cui farla vivere in aula.

In questo modo l’azione di tutela della salute raggiunge direttamente bambini, famiglie e insegnanti. Rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni, Farmcraft trasforma il gioco in una forte esperienza educativa.

Le attività comprenderanno missioni sulla Dieta Mediterranea, la sostenibilità e il rapporto tra alimentazione e attività fisica. Il digitale sarà però solo il punto di partenza per esperienze concrete, con attività nelle fattorie didattiche, incontri con gli agricoltori, laboratori e visite ai mercati di Campagna Amica, per avvicinare i ragazzi al cibo, alla sua origine e al lavoro necessario per produrlo.

Farmcraft si inserisce in un percorso più ampio avviato da Coldiretti e Campagna Amica, a partire dal Manifesto di Udine per l’Educazione Alimentare nelle Scuole del giugno 2025 e proseguito con gli accordi con la Federazione Italiana Medici Pediatri e l’Anci, fino al lancio del progetto Campagna Amica per la Salute con l’alleanza tra agricoltori e medici.

Proprio il legame tra cibo e salute è al centro dell’installazione “La fabbrica dei malati” che campeggia all’ingresso del Forum, una figura di uomo attraversato da snack, merendine, bibite zuccherate e altri prodotti ultraformulati.

Leggere le etichette, conoscere l’origine e scegliere consapevolmente cosa mettere nel carrello:

da una parte gli alimenti 100% italiani, che garantiscono tracciabilità, qualità e controlli lungo la filiera; dall’altra prodotti d’importazione, realizzati secondo regole che possono essere meno rigorose e con l’impiego di sostanze vietate in Italia, che rischiano di arrivare sulle tavole delle famiglie senza un’adeguata trasparenza, favorita dalle manovre di veri e propri trafficanti che mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.

Come il grano canadese coltivato con l‘utilizzo del glifosate, molecola considerata da molti studi potenzialmente cancerogena e vietata in Italia in pre raccolta; oppure l’olio d’oliva straniero di bassa qualità, miscelato o addirittura  integrato con l’aggiunta di clorofilla per far diventare extravergine un prodotto che non lo è. O il riso asiatico, coltivato con l’uso di sostanze proibite in Europa oltre che con lo sfruttamento del lavoro minorile.

Un messaggio che punta a promuovere scelte di consumo più consapevoli, valorizzando il cibo fresco, genuino e legato alla tradizione agroalimentare italiana, partendo in primis dalle giovani generazioni.

L’obiettivo è costruire un’alleanza tra scuole, famiglie, agricoltori e professionisti della salute, perché imparare a mangiare bene significa tutelare il futuro delle nuove generazioni e valorizzare il lavoro agricolo italiano.

Ufficio Stampa Coldiretti Calabria 

 

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