La Regione Calabria annuncia l'estensione del servizio, già attivo nella provincia di Catanzaro. Trasporto gratuito per raggiungere le strutture sanitarie, ma restano da chiarire tempi, requisiti e prestazioni ammesse
Una visita medica prenotata a trenta chilometri da casa può diventare un ostacolo difficile da superare per un anziano che non guida, vive solo o non ha familiari disponibili ad accompagnarlo.
Nei piccoli centri dell'entroterra calabrese, dove i collegamenti pubblici sono spesso insufficienti, raggiungere un ospedale può trasformarsi in un problema non meno gravoso dell'attesa per ottenere un appuntamento.
È a questa esigenza che intende rispondere il Social Taxi, il servizio di trasporto gratuito promosso dalla Regione Calabria per agevolare l'accesso alle prestazioni sanitarie.
Un'automobile con conducente raggiunge l'abitazione del paziente, lo accompagna alla struttura sanitaria, attende il termine della visita e lo riporta a casa. Il trasporto è finanziato attraverso fondi europei e non comporta spese per i cittadini ammessi al servizio.
L'iniziativa è collegata al Centro unico di prenotazione (Cup), attraverso il quale vengono verificati i requisiti per usufruire dell'accompagnamento.
La sperimentazione è già attiva nella provincia di Catanzaro. Il 26 ottobre il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha annunciato che il servizio sarà esteso all'intero territorio calabrese nelle prossime settimane, senza tuttavia indicare una data precisa per la provincia di Cosenza.
La fase iniziale del progetto era destinata agli ultrasessantacinquenni con un Isee inferiore a 15mila euro, limitatamente alle visite cardiologiche e alle mammografie.
Nel nuovo annuncio, invece, Occhiuto ha fatto riferimento agli over 75, senza chiarire se il limite di reddito resterà invariato e se il trasporto sarà disponibile anche per altre prestazioni specialistiche.
Per la Valle del Savuto, dove molti anziani risiedono lontano dai principali presìdi sanitari, l'arrivo del taxi sociale potrebbe rappresentare un sostegno importante. Sarà però necessario conoscere anche le modalità di prenotazione e verificare che il servizio raggiunga effettivamente i comuni dell'entroterra.
L'iniziativa risponde a un bisogno concreto. L'auspicio è che possa essere estesa anche ad altri esami e visite, perché le difficoltà di spostamento non riguardano soltanto cardiologia e mammografie.
Per chi vive lontano dai servizi sanitari, poter raggiungere una visita non dovrebbe dipendere dalla disponibilità di un familiare o dalle proprie possibilità economiche.
La Voce del Savuto seguirà gli sviluppi dell'iniziativa e informerà i lettori non appena saranno disponibili indicazioni ufficiali sull'attivazione del servizio nel Cosentino.
