di Graziella Crisci
COSENZA – Il rumore dei trattori, gli striscioni, le voci degli studenti e dei lavoratori. Questa mattina Cosenza è diventata il punto di riferimento della mobilitazione calabrese nell'ambito dello sciopero generale proclamato dall'Unione Sindacale di Base. Una protesta che ha portato in strada tantissime persone, accomunate dalla preoccupazione per l'aumento del costo della vita e per le difficoltà economiche che interessano una parte crescente della popolazione.
Il corteo ha preso il via da piazza Loreto, dove si sono ritrovati studenti delle scuole superiori, universitari, docenti, lavoratori del settore pubblico e privato, sindacalisti, piccoli imprenditori e rappresentanti del mondo agricolo. Presenti anche gli autotrasportatori, alle prese con le conseguenze dei rincari dei carburanti e dei costi di gestione delle imprese.
Particolarmente significativa la partecipazione degli agricoltori, arrivati con i propri trattori per richiamare l'attenzione sulle difficoltà di un settore che deve fare i conti con l'aumento delle spese di produzione e con prezzi di vendita ritenuti spesso insufficienti a garantire un'adeguata remunerazione del lavoro.
Al centro della manifestazione il carovita, diventato il principale terreno di incontro tra categorie professionali e generazioni diverse. Carburanti, bollette, generi alimentari e spese quotidiane pesano sempre di più sui bilanci familiari, mentre salari e pensioni, secondo l'USB, non hanno recuperato il potere d'acquisto perduto.
Una situazione particolarmente delicata in Calabria, dove alle difficoltà economiche si aggiungono problemi strutturali che riguardano l'occupazione, i collegamenti, la sanità e le opportunità per i giovani.
La manifestazione ha assunto anche una marcata connotazione politica. I partecipanti hanno contestato le scelte economiche del Governo, chiedendo che maggiori risorse vengano destinate al sostegno dei redditi, alla scuola, alla sanità e ai servizi pubblici, anziché all'incremento delle spese militari.
A spiegare le ragioni della mobilitazione è stato Stefano Catanzariti, rappresentante dell'USB, che ha richiamato la necessità di riportare al centro dell'azione politica le famiglie e il lavoro. Il sindacato chiede interventi concreti contro i rincari dell'energia, dei carburanti e dei prodotti alimentari, insieme a misure capaci di tutelare il potere d'acquisto.
Tra le questioni sollevate durante la giornata figurano anche le condizioni della sanità pubblica calabrese, le carenze del sistema dei trasporti, il precariato e la vertenza dei tirocinanti TIS. Temi differenti, ma collegati dalla richiesta di maggiori tutele sociali e di prospettive occupazionali più stabili.
La presenza degli autotrasportatori assume un significato particolare in una fase già segnata dalle rivendicazioni del settore sul caro gasolio. L'aumento dei costi del trasporto merci, infatti, riguarda direttamente le imprese ma può avere ripercussioni anche sui prezzi dei prodotti destinati ai consumatori.
La protesta di Cosenza ha così riunito realtà che raramente si ritrovano nello stesso corteo: chi studia e teme di non trovare lavoro, chi vive di uno stipendio, chi gestisce una piccola attività, chi coltiva la terra e chi percorre ogni giorno centinaia di chilometri per trasportare merci.
Dalla piazza è arrivata una richiesta comune: affrontare l'aumento dei prezzi e le difficoltà economiche con interventi che producano effetti concreti sulla vita quotidiana.
La mobilitazione di questa mattina si inserisce nello sciopero generale nazionale dell'USB. Resta ora da capire quali risposte arriveranno dalle istituzioni alle rivendicazioni espresse dai manifestanti, in una regione nella quale il costo della vita e la fragilità dei redditi continuano a rappresentare questioni centrali per famiglie e imprese.

