Per Maria Gabriella Gallo, di Colosimi, il caro vita non è soltanto una questione di prezzi. È un cambiamento profondo nelle abitudini delle famiglie, costrette a controllare ogni spesa e a ridimensionare attività che un tempo facevano parte della normalità. Nella sua riflessione trovano spazio il risparmio domestico, la solidarietà tra cittadini e la necessità di interventi capaci di restituire prospettive, oltre che sostegni immediati.
«Non è più una sensazione: è un conto che non torna alla fine del mese.
Con il caro vita non si rinuncia soltanto al superfluo. Si rinuncia a pezzi di vita normale. Questa situazione sta rendendo le persone più povere, più stanche, più sole e più arrabbiate.
Eppure, in Calabria come altrove, la gente non molla. Stringe i denti, si aiuta, trova soluzioni. Ma non dovrebbe essere una gara di resistenza. Si dovrebbe tornare a potersi permettere una vita dignitosa, non soltanto a sopravvivere.
Il caro vita, ormai, più che affrontarlo, si cerca di arginarlo. Mese dopo mese, famiglie, imprese e istituzioni mettono in campo strategie difensive per contenere una pressione economica che ha cambiato le abitudini quotidiane.
Il primo fronte è quello domestico. Le famiglie hanno modificato radicalmente i consumi. La spesa si fa confrontando i volantini, privilegiando discount e offerte, riducendo gli sprechi e acquistando quantità più piccole. Si riducono gli acquisti d'impulso, mentre cresce l'attenzione verso i mercati rionali e i gruppi di acquisto solidale.
La cena fuori, la vacanza, qualche spesa in più per i figli sono spesso le prime voci da tagliare.
Il secondo fronte è quello del risparmio energetico e dell'abitare. Si abbassano i riscaldamenti, si spegne tutto ciò che non è essenziale, si cerca di rinegoziare mutui e affitti. Molti nuclei familiari tornano a forme di autoproduzione e di economia informale.
Una rete di solidarietà che, in Calabria in particolare, continua a rappresentare un sostegno fondamentale.
Sul piano istituzionale, la risposta si articola in bonus, sostegni al reddito e misure temporanee. Interventi utili, ma spesso percepiti come soluzioni tampone e non come risposte strutturali.
Restano aperti i problemi principali: la perdita del potere d'acquisto dei salari, il costo dell'energia e dei trasporti, le difficoltà di accesso alle cure sanitarie e ai servizi per le famiglie.
Anche le attività commerciali provano a resistere attraverso rateizzazioni, promozioni e vendita di quantità ridotte. Ma per molte piccole imprese i margini diventano sempre più sottili.
In sintesi, oggi il caro vita si affronta attraverso una combinazione di rinunce private e piccoli adattamenti collettivi.
Manca ancora, però, una strategia di lungo periodo che restituisca alle persone non soltanto la possibilità di arrivare alla fine del mese, ma anche la serenità di progettare il proprio futuro».
