Il 31 ottobre, a Miglianò, l'associazione Miglianò APS – Country Club propone un incontro tra le antiche usanze calabresi della notte dei defunti e il Día de los Muertos messicano. Tra lumi accesi, tavole apparecchiate e racconti che un tempo facevano tremare anche i più coraggiosi

 

Nelle case calabresi di una volta, la notte tra il primo e il 2 novembre non era una notte come le altre.

C'era chi lasciava un lume acceso sul davanzale, chi apparecchiava la tavola per gli ospiti invisibili e chi, accanto al pane e al vino, sistemava persino un mazzo di carte. Perché, secondo un'antica credenza, quella notte i morti tornavano a casa. E dopo un viaggio tanto lungo, era giusto accoglierli come si deve.

Non erano gli spettri minacciosi dei film dell'orrore, ma padri, madri, nonni e parenti scomparsi. Anime alle quali bisognava riservare rispetto e qualche piccola attenzione. Perché, si sa, con i morti era meglio non scherzare.

In alcune località si raccontava persino che i defunti portassero doni ai bambini: dolci, monetine e piccoli regali lasciati nelle scarpe. Un'usanza che oggi può sembrare curiosa, ma che faceva parte di un mondo nel quale il confine tra la vita quotidiana e il soprannaturale era molto meno netto di quanto non sia oggi.

Queste credenze, diverse da paese a paese e ormai quasi dimenticate, presentano sorprendenti somiglianze con una tradizione che continua a essere celebrata dall'altra parte dell'oceano, in Messico.

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Durante il Día de los Muertos, le famiglie preparano altari domestici, chiamati ofrendas, con fotografie dei defunti, candele, fiori e persino i loro piatti preferiti. Una celebrazione vivace, accompagnata da musica e colori, ben diversa dal raccoglimento silenzioso che caratterizzava molte delle nostre comunità rurali.

Eppure, dietro quelle tavole apparecchiate e quei lumi accesi, si ritrova un'idea molto simile: i morti, almeno per qualche ora, possono tornare tra i vivi.

Sabato 31 ottobre, a partire dalle ore 19, le due tradizioni saranno protagoniste di un'iniziativa organizzata a Miglianò, nel territorio di Celico, dall'associazione Miglianò APS – Country Club, che ha sede nell'antico Casino del Governo.

Non si tratterà di una semplice festa di Halloween, con streghe e travestimenti improvvisati. L'intenzione degli organizzatori è raccontare il significato del Día de los Muertos e metterlo a confronto con le credenze che, fino a qualche decennio fa, facevano parte della vita di numerose comunità calabresi.

All'iniziativa prenderà parte Vincenzo Rota, Console Onorario del Messico in Calabria, che ha collaborato all'organizzazione dell'evento. Sono attesi anche i Mariachi México Italia, in arrivo da Roma, con il loro repertorio musicale tradizionale.

La serata comprenderà racconti, letture, una reinterpretazione dell'altare messicano e proposte gastronomiche ispirate alla cucina del Paese latinoamericano.

Sarà anche l'occasione per riportare alla luce quelle storie che si raccontavano nelle cucine, quando fuori era già buio e bastava uno scricchiolio della porta per far tacere tutti.

Storie alle quali non era necessario credere fino in fondo. Bastava ascoltarle.

Oggi le case sono illuminate a giorno, le vecchie credenze fanno sorridere e i bambini conoscono molto meglio Halloween delle usanze dei propri bisnonni.

Ma c'è da scommettere che, se chiedessimo a qualche anziano dei nostri paesi cosa succedeva nella notte dei defunti, avrebbe ancora parecchio da raccontare.

E forse comincerebbe proprio così: «Una volta, la notte dei morti...»

 

Informazioni per partecipare

L'appuntamento è per sabato 31 ottobre 2026, dalle ore 19, presso il Country Club di Miglianò, nel territorio di Celico (CS).

Secondo il programma diffuso dagli organizzatori, l'evento è riservato ai soci, con prenotazione entro il 30 ottobre. Il contributo di partecipazione è di 25 euro, oltre a 5 euro per la tessera associativa.

 

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