Il giornale racconta una notizia, non impone una scelta politica: il dissenso è legittimo, ma la libertà d’informazione va rispettata
In questi giorni La Voce del Savuto ha pubblicato una notizia: a Rogliano un gruppo di cittadini starebbe valutando l’adesione al progetto politico legato al generale Roberto Vannacci e a Futuro Nazionale.
Una notizia, appunto. Non una chiamata alle armi, non un endorsement, non un invito a iscriversi, non una presa di posizione imposta ai lettori. Semplicemente un fatto di interesse pubblico, soprattutto in una comunità dove ogni movimento politico, sociale o civico merita di essere raccontato.
Eppure, come spesso accade, la notizia è stata accolta da una raffica di commenti negativi, alcuni anche molto duri. Ci sta. Il dissenso fa parte della democrazia. Le opinioni diverse sono il sale del confronto. Nessuno pretende che tutti condividano tutto, né che una scelta politica debba piacere per forza.
Ma una cosa va detta con chiarezza: se un gruppo di cittadini decide di avvicinarsi a un movimento politico, la responsabilità non è del giornale che ne dà conto. Il compito di una testata libera non è nascondere ciò che può non piacere a una parte dei lettori, ma raccontare ciò che accade. Anche quando divide. Anche quando irrita. Anche quando genera discussione.
Chi legge può criticare Vannacci, può non condividere Futuro Nazionale, può contestare l’iniziativa, può esprimere tutte le perplessità che ritiene opportune. È un diritto. Ma confondere la pubblicazione di una notizia con l’approvazione automatica del suo contenuto significa fraintendere il ruolo dell’informazione.
Un giornale non deve essere il megafono di una sola sensibilità. Non deve pubblicare soltanto ciò che rassicura, ciò che piace, ciò che conferma le idee già presenti nel proprio pubblico. Un giornale, se vuole essere davvero libero, deve avere il coraggio di dare spazio ai fatti, alle voci, ai fermenti del territorio, anche quando questi non incontrano il favore generale.
A Rogliano, come in qualsiasi altro paese, i cittadini sono liberi di scegliere, di aderire, di simpatizzare, di organizzarsi, di cambiare idea, di partecipare alla vita politica secondo la propria coscienza. Questa libertà vale per tutti: per chi sta a destra, per chi sta a sinistra, per chi non si riconosce in nessuno schieramento e per chi decide di impegnarsi in un nuovo progetto.
La democrazia non funziona solo quando parlano quelli che ci piacciono. Funziona quando accettiamo che esistano anche idee diverse dalle nostre, purché espresse nel rispetto delle regole e delle persone.
La Voce del Savuto continuerà a fare questo: raccontare il territorio, senza chiedere il permesso agli umori del momento. Le critiche sono legittime, ci mancherebbe. Ma la libertà di stampa passa anche da qui: dalla possibilità di pubblicare una notizia senza che il giornale venga trasformato nel bersaglio di ciò che quella notizia racconta.
Perché informare non significa schierarsi contro qualcuno. Significa, molto più semplicemente, non voltarsi dall’altra parte.
