di Maria Gabriella Gallo
Malito, 22 giugno 2026 – Il dolore si trasforma in ricordo, e il ricordo diventa presenza. L’Associazione Centro Ippico, il presidente Ciccio Turco e la squadra dei cavalieri vogliono onorare tre amici, tre volti, tre storie indissolubili legate alla loro scuderia: Peppino Gagliardi, Geppino Amendola e Davide Pate.
La commemorazione ha avuto inizio alle ore 17.30 con una Santa Messa solenne, presso la chiesa di Sant’Elia Profeta in Malito, celebrata da don Emanuele Mastrilli, alla presenza di una numerosa comunità di fedeli per ricordare, a un anno dalla scomparsa, il cavaliere Peppino Gagliardi, presenti i familiari, le autorità, il sindaco Franco De Rosa, i cavalieri della scuderia Fondo Valle Ranch, parenti e amici. Un momento di raccoglimento per stringersi attorno alle famiglie e pregare insieme.

Al termine della celebrazione, i presenti si sono spostati a piedi verso la casa dell’amico dottore Lucio Galli che ha messo a disposizione la parete esterna della sua abitazione, dove è stata affissa una gigantografia in ricordo dei tre cavalieri. Un’immagine grande come il vuoto che hanno lasciato, ma anche come l’amore che hanno dato. Un’opera che ritrae i tre amici a cavallo durante una passeggiata, li ritrae sorridenti, con i loro cavalli, in una di quelle giornate di sole che sapevano di libertà, con la scritta “Fate ciò che è giusto”, una frase che amavano ripetere, parole semplici che li hanno sempre guidati e che oggi la comunità vuole custodire.
Prima della benedizione ha preso la parola l’amico cavaliere Mattia Pizzuti: “Tre veri amici” dai valori sani, lealtà, condivisione, pronti ad esserci per tutti, una passione per i cavalli che abbiamo vissuto insieme, rendendoci forti gli uni gli altri e intrecciando legami veri, perché la passione comune porta ad essere amici anche nella vita quotidiana”.

Ha sottolineato che l’immagine non è un semplice ricordo, ma un modo per averli ancora qui con noi, ad accoglierci all’ingresso del paese, perché chi ama i cavalli lo sa: certe amicizie non finiscono con un ultimo saluto, continuano nel rumore degli zoccoli, nel profumo del fieno, in ogni galoppata. Ci sono persone che, quando se ne vanno, non lasciano solo un posto vuoto in campo, lasciano un’eco. Il rumore degli stivali nel corridoio della scuderia, una risata durante il giro di maneggio, quel modo unico di accarezzare i cavalli, un’eco che resterà nei ricordi.

Il sacerdote ha poi impartito la benedizione, un congedo solenne che ha emozionato tutti i presenti.

