Dal Cosentino a Falerna, la prima giornata di sciopero degli autotrasportatori raccontata dalle voci di chi vive ogni giorno sulla strada. Il gasolio mette in ginocchio le imprese, mentre Fedralog avverte: senza risposte entro il 20 ottobre, i tir potrebbero arrivare a Roma

 

di Fiore Sansalone

COSENZA – Non è soltanto una protesta contro il caro gasolio. È il grido di un'intera categoria che teme di non riuscire più a sostenere i costi del proprio lavoro. Dietro i camion fermi, i presidi lungo le strade e i disagi alla circolazione ci sono imprenditori, autisti e famiglie che raccontano una crisi diventata, giorno dopo giorno, sempre più difficile da affrontare.

Venerdì 16 ottobre la Calabria ha vissuto la prima giornata del fermo degli autotrasportatori proclamato da Fedralog Calabria, destinato a proseguire fino al 20 ottobre. Una mobilitazione che ha interessato diversi punti strategici della regione, dal Cosentino al Lametino, fino alle aree portuali e industriali, riportando al centro dell'attenzione una questione che riguarda da vicino l'intera economia: il costo del trasporto delle merci.

Nel Cosentino, i presidi hanno coinvolto in particolare Settimo di Rende e Montalto Uffugo, dove gli autotrasportatori hanno manifestato contro l'aumento delle spese di esercizio e la progressiva riduzione dei margini di guadagno. I mezzi pesanti si sono concentrati nei pressi di alcuni snodi della zona industriale, con ripercussioni sulla viabilità.

A raccontare il disagio della categoria è Domenico Mammone, referente cosentino di Fedralog, che ha affidato all'ANSA parole nette: «Non possiamo più andare avanti».

Secondo quanto riferito dall'autotrasportatore, con il gasolio arrivato in alcuni casi a 2,50 euro al litro e i pedaggi autostradali sempre più onerosi, lavorare rischia di diventare un'attività economicamente insostenibile. Le imprese, denuncia, si trovano a utilizzare persino i propri risparmi per coprire le spese dei viaggi.

La richiesta è precisa: un prezzo calmierato del carburante oppure un gasolio dedicato agli autotrasportatori, sul modello delle agevolazioni previste per il settore agricolo.

A rendere ancora più difficile la situazione, soprattutto per chi opera in Calabria, è la particolare conformazione del territorio. Strade di montagna, percorsi impegnativi e lunghe distanze dai principali mercati nazionali fanno aumentare consumi e costi.

Nelle testimonianze raccolte emerge anche il peso delle trasferte verso il Nord Italia. L'autotrasportatore Francesco De Rose ha spiegato che per affrontare un viaggio di questo tipo possono servire circa mille litri di gasolio, con una spesa che, ai prezzi denunciati dai manifestanti, può raggiungere i 2.500 euro soltanto per il carburante.

Una cifra che dà la misura delle difficoltà incontrate dalle aziende, soprattutto quando le tariffe riconosciute per il trasporto non crescono allo stesso ritmo delle spese.

Ma è a Falerna, nel Lametino, che la protesta ha assunto anche i contorni di un racconto umano particolarmente significativo. Qui il presidio degli autotrasportatori si è affiancato alla mobilitazione degli agricoltori, mentre le difficoltà alla circolazione hanno interessato anche le rampe dello svincolo dell'autostrada A2.

Tra i manifestanti c'è Luigi Paola, autotrasportatore da oltre quattordici anni, intervistato dal Corriere della Calabria.

Il suo racconto parte da due numeri: 900 e 1.580 euro. È la differenza tra quanto, secondo la sua testimonianza, costava prima un pieno di gasolio e quanto arriva a costare oggi.

Un aumento che pesa sui bilanci aziendali e rende sempre più complicato garantire la continuità del lavoro.

Paola parla di mezzi che rischiano di restare nei piazzali, di difficoltà nel trovare nuovi autisti, di contributi e spese che continuano ad accumularsi. Ma soprattutto racconta il prezzo personale di questa situazione.

I figli, ha spiegato, gli chiedono da tempo di abbandonare un'attività che gli sta costando sacrifici e preoccupazioni anche sul piano della salute.

Sono parole che portano la protesta fuori dai soli confini delle rivendicazioni economiche. Perché dietro ogni camion c'è spesso una piccola impresa, una famiglia e la responsabilità di mantenere in piedi un'attività costruita in anni di lavoro.

Anche l'intervento straordinario da 15 milioni di euro della Regione Calabria, richiamato nel corso della protesta, viene considerato da Paola insufficiente a risolvere problemi che, secondo gli operatori, richiedono misure strutturali e decisioni a livello nazionale.

Intanto, la mobilitazione si è estesa ad altre aree della regione. Presidi e concentramenti di mezzi pesanti sono stati segnalati nel Lametino, nei pressi dell'aeroporto di Lamezia Terme, nell'area di Gioia Tauro e in diversi punti del territorio calabrese. In alcune zone si sono registrati rallentamenti e restringimenti della carreggiata; altrove, come allo svincolo di Falerna, le segnalazioni hanno riguardato la chiusura delle rampe di accesso e uscita.

È importante, tuttavia, distinguere queste limitazioni da un blocco generalizzato dell'autostrada: la chiusura di uno svincolo non significa necessariamente l'interruzione del traffico sulle carreggiate principali.

La protesta, dunque, non riguarda soltanto il prezzo del gasolio alla pompa. Gli autotrasportatori chiedono condizioni che consentano alle imprese di continuare a operare senza scaricare interamente i rincari sui clienti e, di conseguenza, sui consumatori.

Perché se aumentano i costi necessari a trasportare generi alimentari, materiali e prodotti di ogni tipo, le conseguenze possono arrivare fino agli scaffali dei supermercati e ai bilanci delle famiglie.

Nel pomeriggio è arrivata anche una presa di posizione destinata ad alzare ulteriormente il livello della mobilitazione.

Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog Calabria, ha annunciato che, in assenza di risposte concrete entro il 20 ottobre, gli autotrasportatori sono pronti a portare la protesta nella capitale, raggiungendo Roma con i propri tir.

Una dichiarazione che assume particolare rilievo alla luce dell'incontro convocato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il 27 ottobre con le organizzazioni riunite in Unatras. Fedralog, ha precisato Pansini, non fa parte di quel raggruppamento e non è stata invitata al confronto.

Da qui la decisione di mantenere alta la pressione sulle istituzioni, senza attendere l'appuntamento ministeriale.

La prima giornata di sciopero si è chiusa quindi con una mobilitazione diffusa, richieste precise e una prospettiva ancora incerta. I presidi proseguiranno secondo il calendario annunciato, mentre resta da capire se nelle prossime ore arriveranno segnali di apertura da parte delle istituzioni.

Anche nel comprensorio del Savuto, territorio attraversato quotidianamente dai flussi commerciali tra il Cosentino e il resto della Calabria, l'evoluzione della protesta viene seguita con attenzione. Il trasporto su gomma rappresenta infatti un collegamento essenziale per molte attività produttive e commerciali.

Al di là dei disagi e delle difficoltà alla circolazione, resta una domanda che attraversa tutte le testimonianze raccolte in questa giornata: come può continuare a lavorare un'impresa quando il costo di ogni viaggio rischia di superare ciò che riesce a guadagnare?

È attorno a questa domanda che gli autotrasportatori calabresi hanno costruito la loro protesta.

E ora attendono risposte. 

 

FIORE SANSALONE
Author: FIORE SANSALONE
Biografia:
Fiore Sansalone vive e lavora a Rogliano, in provincia di Cosenza. Editore e giornalista pubblicista, è iscritto all'albo della Calabria dal 2003. Ha studiato Scienze economiche presso l'Unical di Cosenza e Scienze politiche all'università "Aldo Moro" degli studi di Bari. Ha collaborato con il quotidiano "La Provincia cosentina". Dal 1998 dirige il periodico del territorio a sud di Cosenza, "La Voce del Savuto"; per alcuni anni ha diretto il mensile "Grimaldi 2000", edito dall'amministrazione comunale. Ed ancora, è stato editore e direttore responsabile de "La Voce del Savuto in Canada". È ideatore del "Premio Sabatum", un'importante rassegna che rende testimonianza ai protagonisti attivi delle arti, della cultura, delle scienze, dello spettacolo e del giornalismo che, negli anni, con passione e professione, hanno dato lustro alla terra del Savuto. Organizzatore di eventi, da un trentennio promuove concorsi letterari, mostre e rassegne culturali e musicali. Per 18 anni è stato direttore artistico del concorso regionale della canzone "Città di Rogliano". Studioso di tradizioni, da 22 anni pubblica "Il calendario del Savuto", ed è coautore in numerosi volumi sulla ricerca popolare. Nel 1980 ha pubblicato, insieme all'insegnante Brunella Aiello, "Trilogia della vita - Quannu sona la campana - Nascita, matrimonio e morte nella cultura contadina". È presidente dell'associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura", con sede a Rogliano (Cosenza) e Pegli (Genova). Suona la chitarra e ama la pittura, la fotografia e la poesia.