La mobilitazione contro il caro carburanti entra nel terzo giorno. Presìdi in diverse zone della regione e attenzione concentrata sullo svincolo dell'A2 Falerna–Lamezia Terme. Martedì 20 ottobre il confronto con il Governo
di Fiore Sansalone
Sarà una domenica segnata dalla protesta sulle strade calabresi. La mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburanti, alla quale si sono affiancati agricoltori e cittadini, entra nel suo terzo giorno senza che sia stata annunciata una sospensione dei presìdi.
Da venerdì 16 ottobre, camion e trattori sono diventati il simbolo di un disagio economico che attraversa diversi settori produttivi della regione. Al centro delle rivendicazioni ci sono il costo del gasolio, le spese di gestione dei mezzi e le difficoltà delle aziende nel mantenere sostenibile la propria attività.
Ma è soprattutto la situazione della viabilità a preoccupare chi deve mettersi in viaggio.
Il punto più delicato resta lo svincolo dell'A2 Falerna–Lamezia Terme, uno degli accessi strategici per il territorio lametino e per i collegamenti tra la costa tirrenica e l'entroterra.
Sabato sera, 17 ottobre, la protesta ha fatto registrare una nuova mobilitazione, con circa 300 persone tra autotrasportatori, agricoltori e cittadini presenti nell'area dello svincolo.
Alle 22:03 è stato segnalato traffico bloccato per manifestazione in corrispondenza di Falerna–Lamezia Terme. Già nelle ore precedenti erano emerse criticità relative alle rampe di ingresso e uscita in entrambe le direzioni.
È però necessaria una precisazione: la chiusura delle rampe e il blocco delle carreggiate principali dell'A2 sono due situazioni differenti. Le segnalazioni disponibili documentano problemi allo svincolo, ma non consentono di affermare che l'intera autostrada sia interrotta.
Per questa domenica mattina non risulta ancora una conferma ufficiale aggiornata sull'eventuale riapertura delle rampe. Chi deve percorrere la zona è quindi invitato a verificare le condizioni della viabilità prima della partenza.
La protesta, intanto, non riguarda soltanto Falerna.
Nel Cosentino, i presìdi hanno interessato la Statale 18 lungo la costa tirrenica, da Tortora a Santa Maria del Cedro, fino alle zone di Guardia Piemontese e San Lucido. In alcune località si sono verificati rallentamenti temporanei e interruzioni della circolazione.
Altri punti della mobilitazione sono stati individuati nelle aree di Rende e Montalto Uffugo, negli accessi autostradali del nord della provincia di Cosenza e lungo alcuni collegamenti della fascia ionica.
Nel Catanzarese, oltre al territorio lametino e alla zona dell'aeroporto, i presìdi hanno interessato anche Vena di Maida, Caraffa e San Floro.
Nel Vibonese, l'attenzione si è concentrata sulle aree dei depositi di carburante, su Sant'Onofrio e Vazzano. Manifestazioni sono state segnalate anche nel Crotonese e nel Reggino, con il porto di Gioia Tauro tra i luoghi più significativi della mobilitazione.
La presenza di un presidio, tuttavia, non equivale automaticamente alla chiusura di una strada. In numerose località i mezzi pesanti sono rimasti parcheggiati ai margini delle carreggiate, provocando rallentamenti senza impedire completamente il transito.
A Lamezia Terme, per esempio, nella giornata di sabato sono stati segnalati camion e furgoni fermi a bordo strada, con traffico rallentato ma ancora scorrevole. Una situazione diversa da quella registrata in serata allo svincolo di Falerna.
Il quadro resta dunque differenziato da zona a zona e può cambiare nel corso della giornata.
La protesta nasce da difficoltà che gli operatori del settore considerano ormai insostenibili. L'aumento dei costi del carburante, delle assicurazioni, delle manutenzioni e delle altre spese di esercizio sta mettendo in seria difficoltà molte imprese di autotrasporto.
A queste preoccupazioni si aggiungono quelle degli agricoltori, alle prese con il rincaro del gasolio agricolo e dei costi di produzione.
Il fermo, proclamato dal 16 al 20 ottobre, ha visto crescere la partecipazione anche di persone esterne alle categorie direttamente coinvolte. Nella giornata di sabato risultavano numerosi presìdi distribuiti sul territorio regionale.
Nel frattempo, si registra una novità importante sul fronte istituzionale.
Sabato mattina una delegazione di Fedralog è stata ricevuta dal prefetto di Catanzaro, Clemente Di Nuzzo. Al termine dell'incontro, il coordinatore regionale Mario Pansini ha riferito che le richieste della categoria saranno trasmesse agli organi del Governo.
La svolta è arrivata nella serata di sabato, con la convocazione di un tavolo tecnico istituzionale da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
L'incontro è fissato per martedì 20 ottobre, alle ore 15, presso la Prefettura di Milano. Sarà presente anche una delegazione calabrese di Fedralog.
L'organizzazione valuterà l'eventuale conclusione delle manifestazioni sulla base delle risposte che arriveranno dal confronto.
Fino ad allora, l'indicazione resta quella di proseguire la mobilitazione.
Un altro tema che preoccupa cittadini e imprese è quello dei rifornimenti. Dopo le difficoltà registrate nei giorni scorsi, venerdì pomeriggio sono riprese le consegne di benzina e gasolio dai depositi di Vibo Valentia verso diversi distributori calabresi.
Si tratta di un segnale positivo, anche se non equivale alla certezza che ogni stazione di servizio sia già tornata alla normalità. Allo stesso modo, non risultano confermate carenze generalizzate di generi alimentari nei supermercati della regione.
Per la giornata di oggi, dunque, lo scenario è quello di una protesta ancora in corso, con possibili rallentamenti e criticità localizzate, soprattutto nei pressi dei presìdi e degli svincoli più sensibili.
Non è invece possibile prevedere con certezza nuove chiusure, blocchi improvvisi o deviazioni senza ulteriori comunicazioni ufficiali.
La Calabria si prepara così a vivere una domenica diversa dalle altre. Una domenica nella quale, accanto al normale movimento delle famiglie e degli automobilisti, continueranno a esserci i camion fermi, i trattori e le richieste di un mondo produttivo che attende risposte.
La data decisiva sarà martedì 20 ottobre, quando le ragioni della protesta arriveranno al tavolo del Governo.
Nel frattempo, Falerna rimane il punto da osservare con maggiore attenzione: non soltanto perché rappresenta uno snodo fondamentale della viabilità calabrese, ma perché è diventato uno dei luoghi più visibili di una mobilitazione che chiede risposte concrete sul futuro del lavoro e delle imprese.









