Il celebre attore americano, protagonista di cinema e televisione internazionale, porta nel suo albero genealogico un pezzo di Calabria. Il nonno paterno Stanislao Tucci era originario di Marzi, dove l'artista è tornato nel 2022 alla ricerca della memoria familiare. Una storia che unisce emigrazione, identità e successo
di Fiore Sansalone
MARZI – Ci sono storie che cominciano in un piccolo paese di montagna e arrivano, attraversando oceani e generazioni, fino ai palcoscenici più prestigiosi del mondo. Storie che sembrano lontanissime dalla quotidianità dei nostri borghi, eppure custodiscono un legame profondo con la loro terra d'origine. Quella di Stanley Tucci, attore, regista e volto amatissimo del cinema e della televisione internazionale, è una di queste.
Nel suo percorso artistico, costellato di interpretazioni memorabili e riconoscimenti prestigiosi, c'è anche un filo che conduce direttamente nel cuore della Valle del Savuto, a Marzi. È qui che affondano le radici della famiglia paterna dell'attore americano, capace di conquistare sei Emmy Awards nel corso della sua carriera.
Un successo internazionale che, per gli abitanti del Savuto, assume un significato particolare. Perché dietro il nome conosciuto in tutto il mondo c'è anche la storia di un nonno partito dalla Calabria, portando con sé il proprio passato e il desiderio di costruire una nuova vita oltreoceano.
Si chiamava Stanislao Tucci, il nonno paterno dell'attore, ed era originario proprio di Marzi. Come tanti calabresi della sua generazione, lasciò la terra natale per cercare nuove opportunità negli Stati Uniti. Un viaggio che appartiene alla grande storia dell'emigrazione italiana, fatta di partenze dolorose, sacrifici, speranze e legami mai del tutto spezzati.
In quelle valigie, spesso povere di beni materiali ma ricche di ricordi, viaggiavano anche la lingua, i sapori, le tradizioni e l'identità dei piccoli paesi calabresi. Un patrimonio immateriale destinato a sopravvivere nel tempo, anche quando i discendenti sarebbero nati e cresciuti a migliaia di chilometri di distanza.
La storia familiare di Stanley Tucci racconta proprio questo intreccio di luoghi e appartenenze. Anche altre località calabresi fanno parte delle sue origini: la nonna paterna Teresa Pisani era legata a Serra San Bruno, mentre la famiglia materna, i Tropiano, proveniva da Cittanova, nel Reggino.
Ma Marzi occupa un posto speciale in questa geografia degli affetti.
Nel 2022, infatti, Stanley Tucci è tornato nel paese dei suoi antenati durante il viaggio alla scoperta delle tradizioni italiane raccontato nella serie televisiva Stanley Tucci: Searching for Italy. Una visita che ha trasformato per qualche ora il piccolo centro del Savuto in un luogo di incontro tra memoria familiare e notorietà internazionale.
Accompagnato dai genitori, l'attore ha potuto ripercorrere alcuni passaggi della storia della propria famiglia. Ad accoglierlo fu anche il sindaco Rodolfo Aiello, che gli consegnò documenti anagrafici legati ai suoi antenati.
Tra i momenti più significativi della visita, quello alla casa dei nonni: un ritorno simbolico alle origini, nei luoghi da cui era cominciato il cammino di una famiglia destinata a scrivere, attraverso le generazioni, una storia ben diversa da quella immaginata al momento della partenza.
È facile comprendere quanto un episodio del genere possa significare per una comunità come Marzi. Non soltanto per l'orgoglio di vedere un artista di fama mondiale riscoprire le proprie origini, ma soprattutto perché quel ritorno restituisce dignità e visibilità a una storia condivisa da tante famiglie del territorio.
Quanti nonni e bisnonni del Savuto sono partiti verso l'America? Quante case hanno conservato fotografie ingiallite, lettere, documenti e racconti di parenti mai più tornati? E quanti discendenti, oggi, cercano ancora nei registri comunali e nelle vie dei borghi le tracce di un passato familiare?
La vicenda di Stanley Tucci dà un volto conosciuto a questa memoria collettiva.
Nato negli Stati Uniti, l'attore ha costruito una carriera straordinaria, passando con naturalezza dal cinema alla televisione. Il grande pubblico lo ricorda per film come Il diavolo veste Prada, Julie & Julia, Amabili resti e Hunger Games, nei quali ha dimostrato una versatilità capace di attraversare generi e personaggi molto diversi.
Ma Tucci ha conquistato il pubblico anche attraverso il suo amore per la cucina e la cultura italiana. Nei suoi programmi dedicati al viaggio e alla gastronomia, il cibo diventa molto più di un piacere della tavola: è una chiave per raccontare territori, famiglie, tradizioni e modi di vivere.
Ed è proprio questa sensibilità a rendere ancora più significativo il suo legame con la Calabria.
Perché la nostra regione, spesso raccontata soltanto attraverso le sue difficoltà, è anche una terra che ha lasciato un'impronta profonda nel mondo. Lo ha fatto attraverso milioni di emigrati, attraverso il lavoro silenzioso delle famiglie, attraverso figli e nipoti che hanno raggiunto traguardi importanti senza cancellare del tutto le proprie origini.
I sei Emmy Awards conquistati da Stanley Tucci nel corso della carriera rappresentano il riconoscimento di un talento artistico straordinario. Ma per Marzi e per la Valle del Savuto quella storia possiede anche un altro valore: dimostra come il destino di un piccolo paese possa intrecciarsi, in modi imprevedibili, con quello di una personalità conosciuta a livello internazionale.
Naturalmente, il merito dei successi dell'attore appartiene al suo talento e al suo percorso professionale. Eppure, sapere che una parte della sua storia familiare è cominciata tra le montagne del Savuto offre alla comunità un motivo autentico di orgoglio.
È il valore delle radici: non determinano ciò che diventeremo, ma continuano a raccontare da dove veniamo.
E così, mentre il nome di Stanley Tucci continua a brillare nel panorama internazionale, a Marzi resta una storia da custodire e tramandare. Quella di Stanislao, un uomo partito dalla Calabria verso l'America, e di un nipote che, generazioni dopo, ha voluto ritrovare il luogo da cui tutto aveva avuto inizio.
Da un piccolo paese del Savuto ai grandi schermi del mondo. E poi, idealmente, di nuovo a casa.
Perché certe distanze si misurano in chilometri, ma altre si annullano davanti alla forza della memoria.









