CALABRIA – Prosegue la mobilitazione degli autotrasportatori calabresi contro il caro carburante e l'aumento dei costi di gestione delle imprese. Una protesta che, iniziata nei giorni scorsi, ha coinvolto numerosi punti strategici della regione, con particolare attenzione allo svincolo autostradale di Falerna e alle aree industriali di Rende e Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza.
La novità più importante della giornata arriva proprio da Falerna, dove all'alba di oggi, lunedì 19 ottobre, è stato rimosso il blocco delle rampe di ingresso e uscita dell'autostrada A2 del Mediterraneo. I mezzi pesanti che impedivano l'accesso allo svincolo sono stati spostati, consentendo il ripristino della circolazione sulle rampe.
La riapertura, confermata dall'ANSA con un aggiornamento delle ore 9:35, non coincide però con la conclusione della protesta: il presidio di autotrasportatori e agricoltori rimane nelle vicinanze dello svincolo.
Falerna, rampe liberate ma la situazione resta sotto osservazione
Lo svincolo di Falerna è stato uno dei principali punti di tensione della mobilitazione calabrese. Durante il fine settimana, la presenza dei mezzi pesanti aveva determinato il blocco degli accessi autostradali, creando disagi per automobilisti, pendolari e trasportatori.
Con la rimozione dei camion dalle rampe, la situazione è migliorata sensibilmente. Rimane tuttavia necessario distinguere la riapertura dello svincolo dalla completa normalizzazione della viabilità.
Il CCISS ha infatti riportato nella mattinata del 19 ottobre una segnalazione di corsia chiusa per manifestazione in corrispondenza dello svincolo Falerna–Lamezia Terme. La segnalazione non permette di stabilire con certezza quale corsia fosse interessata.
Non risultano invece conferme di una chiusura totale delle carreggiate principali dell'A2, né in direzione Salerno né verso Reggio Calabria.
La protesta continua dunque a richiedere attenzione, soprattutto per eventuali nuove limitazioni agli accessi e per possibili rallentamenti sulla viabilità circostante.
Rende e Montalto Uffugo, proseguono i presidi degli autotrasportatori
Anche nel Cosentino la mobilitazione mantiene una presenza significativa, soprattutto nelle aree industriali tra Rende e Montalto Uffugo.
Nei giorni scorsi numerosi mezzi pesanti hanno raggiunto i principali snodi della zona, con presidi segnalati nell'area di Settimo di Rende, nei pressi di Castiglione Cosentino e nella zona del Coretto a Montalto Uffugo.
La presenza dei camion ha provocato rallentamenti e disagi alla circolazione locale, senza che questo comportasse necessariamente la chiusura completa delle strade interessate.
La novità di oggi riguarda anche la partecipazione sindacale. Dalle ore 6 di lunedì 19 ottobre, la Usb Cosenza ha avviato un presidio insieme ad agricoltori e autotrasportatori nella zona industriale di Rende, all'altezza della stazione di rifornimento Metallo Petroli.
Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, l'iniziativa dovrebbe proseguire almeno fino alla notte di martedì 20 ottobre. Per questo pomeriggio, alle ore 18, è prevista un'assemblea pubblica aperta ai lavoratori e ai cittadini.
L'iniziativa si inserisce anche nel percorso di mobilitazione verso lo sciopero generale del 30 ottobre.
Per Montalto Uffugo, invece, le informazioni disponibili confermano i presidi dei giorni precedenti, ma non consentono di attestare nuove chiusure stradali nella giornata di lunedì.
Caro gasolio e costi insostenibili: le ragioni dello sciopero
Al centro della protesta ci sono le difficoltà economiche delle aziende di autotrasporto, alle prese con l'aumento del prezzo del carburante, dei pedaggi autostradali e dei costi di gestione.
Gli operatori denunciano una situazione nella quale le tariffe riconosciute per il trasporto delle merci non riescono più a compensare le spese sostenute dalle imprese.
Tra le principali richieste figurano l'introduzione di un prezzo calmierato del gasolio, misure specifiche per il carburante destinato all'autotrasporto e interventi strutturali per sostenere la competitività delle aziende.
A Falerna, nei giorni scorsi, alcuni trasportatori hanno raccontato pubblicamente le difficoltà del settore, denunciando un aumento molto pesante del costo necessario per effettuare un pieno di carburante.
Una crisi che, secondo i manifestanti, rischia di avere ripercussioni non soltanto sulle imprese di trasporto, ma sull'intera filiera produttiva, dalla distribuzione alimentare all'agricoltura, fino al commercio.
Fermo regionale fino al 20 ottobre
La mobilitazione proclamata da Fedralog Calabria è prevista dal 16 al 20 ottobre 2026, secondo il calendario ufficiale degli scioperi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il fermo riguarda il trasporto merci per conto terzi delle imprese aderenti all'organizzazione e ha rilevanza regionale.
La partecipazione degli agricoltori e di altre realtà sindacali ha progressivamente ampliato il significato della protesta, trasformandola in una mobilitazione che coinvolge più comparti dell'economia calabrese.
Viabilità e prossime ore: attenzione ai presidi ancora attivi
La riapertura delle rampe di Falerna rappresenta un primo importante miglioramento per la circolazione lungo l'A2 del Mediterraneo.
Restano però i presidi nelle vicinanze dello svincolo e nelle aree industriali del Cosentino, mentre la mobilitazione regionale si avvicina alla conclusione prevista per martedì 20 ottobre.
Non sono al momento confermate nuove chiusure delle carreggiate principali dell'A2 o nuove deviazioni obbligatorie riconducibili alla protesta.
Le prossime ore saranno decisive per comprendere se la mobilitazione si concluderà nei tempi annunciati oppure se le organizzazioni coinvolte decideranno di proseguire le iniziative in assenza di risposte ritenute soddisfacenti.
La situazione resta quindi in evoluzione: a Falerna gli accessi autostradali sono stati liberati, mentre tra Rende e Montalto Uffugo continua la mobilitazione di un settore che chiede interventi urgenti per poter sostenere i costi del proprio lavoro.









