ASSOTIR avverte sul rischio di un fermo del settore. In Calabria gli autotrasportatori preparano la mobilitazione. Nelle aree interne l’aumento dei costi può pesare sulla distribuzione delle merci e, a cascata, sui prezzi
Il caro gasolio torna a scuotere il mondo dell’autotrasporto italiano e l’allarme lanciato a livello nazionale riguarda da vicino anche la Calabria e territori come quello del Savuto, dove gran parte della movimentazione delle merci continua inevitabilmente a passare dalla strada.
A richiamare l’attenzione sulla situazione è ASSOTIR, l’Associazione italiana imprese di trasporto, che parla di un «rischio concreto» che il settore possa fermarsi quando verranno meno le attuali riduzioni delle accise sul carburante. L’associazione illustrerà le proprie proposte venerdì 25 settembre nel corso di un incontro con la stampa.
Non si tratta, è bene precisarlo, dell’annuncio di un fermo nazionale già proclamato. È invece un allarme sulle condizioni economiche in cui si trovano molte aziende e sulle conseguenze che potrebbero derivare da un ulteriore aumento del costo del gasolio.
Il nodo delle accise
Il Governo è intervenuto nuovamente con il decreto-legge n. 162 del 17 settembre. Dal 18 al 25 settembre è previsto un taglio dell’accisa sul gasolio di 10 centesimi; dal 26 settembre al 5 ottobre la riduzione scenderà a 5 centesimi. Lo stesso provvedimento ha inoltre esteso a ottobre il credito d’imposta straordinario destinato all’autotrasporto per compensare parte dei maggiori costi del carburante.
Il problema, secondo le associazioni di categoria, è capire cosa accadrà quando queste misure temporanee verranno progressivamente meno.
Anche CNA Fita ha chiesto interventi strutturali, sottolineando come l’aumento del carburante stia incidendo sulla tenuta economica e sulla competitività delle imprese di autotrasporto.
La protesta arriva in Calabria
Il quadro assume un significato ancora più importante per la nostra regione. In Calabria è stata convocata per mercoledì un’assemblea straordinaria degli autotrasportatori a Lamezia Terme. Secondo quanto riportato da LaC News24, tra le ipotesi sul tavolo ci sono lo stato di agitazione e, in assenza di risposte alle richieste avanzate alle istituzioni, anche un possibile fermo dei servizi.
Una situazione che rende il problema nazionale immediatamente calabrese.
Il prezzo del carburante, infatti, pesa particolarmente su un territorio nel quale la mobilità su gomma rimane fondamentale sia per le persone sia per le merci. Secondo rilevazioni riportate il 18 settembre, il gasolio self service in Calabria si attestava mediamente sopra i 2,30 euro al litro, leggermente oltre la media nazionale registrata nello stesso giorno.
Il Savuto e il costo delle distanze
Ed è proprio guardando al Savuto e alle aree interne che la vicenda assume una dimensione ancora più concreta.
Ogni giorno camion e furgoni trasportano prodotti alimentari, materiali, merci destinate ai negozi e alle attività produttive dei nostri comuni. Allo stesso modo, le aziende del territorio devono sostenere costi di trasporto per far arrivare i propri prodotti sui mercati regionali e nazionali.
Quando aumenta il gasolio, dunque, il problema non rimane confinato alla pompa.
Aumentano i costi per chi trasporta, cresce la pressione sulle aziende che producono e commercializzano e una parte di questi maggiori oneri può, nel tempo, riflettersi sui prezzi finali pagati dai consumatori.
Per territori distanti dai grandi centri logistici, inoltre, il peso dei chilometri può rendere ancora più evidente l'incidenza del carburante.
Dal camion allo scaffale
È questo l’aspetto che interessa maggiormente le famiglie.
Un prolungato aumento dei costi di trasporto può attraversare l’intera filiera: dal produttore al distributore, dal commerciante fino allo scaffale. Non significa che ogni rincaro del gasolio determini automaticamente un aumento equivalente dei prezzi, perché entrano in gioco molti altri fattori; significa però che il trasporto rappresenta una delle componenti del costo finale delle merci.
Il Governo ha già messo in campo strumenti di compensazione. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha annunciato a settembre ulteriori 11,4 milioni di euro destinati alle imprese del trasporto merci e persone in conto terzi, attraverso un credito d’imposta contro il caro gasolio.
Le associazioni chiedono però soluzioni capaci di andare oltre l’emergenza e di garantire maggiore stabilità alle imprese.
La partita delle prossime settimane sarà quindi decisiva per capire se il confronto tra Governo e rappresentanti dell’autotrasporto riuscirà a evitare un irrigidimento della protesta.
Per il Savuto, come per gran parte della Calabria, non è una questione lontana.
Dietro ogni camion che percorre l’autostrada, le statali e le provinciali del nostro territorio ci sono merci che devono raggiungere negozi, supermercati, aziende e famiglie. E quando aumenta il costo necessario per farle viaggiare, il rischio è che il conto, prima o poi, arrivi anche sulle nostre tavole e nei nostri portafogli.
