Grande partecipazione al Museo del Presente di Rende per la mostra presentata da Gabriele Ferrari. Al taglio del nastro il sindaco Sandro Principe, la figlia di Bud Spencer e il sindaco di Altilia Pasquale De Rose

 

RENDE – La pietra diventa memoria, arte e racconto di un territorio. E l'antica tradizione degli scalpellini di Altilia approda al Settembre Rendese, portando con sé una delle pagine più affascinanti della cultura artigiana della Valle del Savuto.

Una folta presenza di pubblico ha accompagnato, al Museo del Presente di Rende, la presentazione della mostra “Gli Scalpellini di Altilia”, curata e presentata dallo scultore e professore Gabriele Ferrari nell'ambito della 66ª edizione del Settembre Rendese.

Una manifestazione dalla lunga storia, legata alla figura del compianto Francesco Principe, che negli anni ha assunto un ruolo importante nel panorama degli appuntamenti culturali calabresi.

La mostra dedicata agli scalpellini ha rappresentato l'occasione per riportare sotto i riflettori un mestiere antico che ad Altilia non è stato semplicemente un'attività lavorativa, ma una vera espressione dell'identità locale.

Il taglio del nastro

Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato il sindaco di Rende Sandro Principe e il sindaco di Altilia Pasquale De Rose.

Presente anche la figlia di Bud Spencer, protagonista di un altro momento della manifestazione con la presentazione di abiti e scarpe appartenuti al padre, l'indimenticato attore italiano.

Il taglio del nastro è stato affidato al sindaco Principe insieme alla figlia di Bud Spencer, alla presenza del primo cittadino di Altilia.

Nel corso della visita Sandro Principe si è soffermato sulle opere esposte, manifestando apprezzamento per il lavoro realizzato da Gabriele Ferrari.

Le creazioni dello scultore hanno ormai raggiunto un pubblico che supera i confini regionali, contribuendo a far conoscere attraverso l'arte una tradizione profondamente radicata nel territorio del Savuto.

De Rose: «Un grande onore per Altilia»

Il sindaco Pasquale De Rose, nel rivolgere il proprio saluto ai presenti, ha sottolineato il valore della partecipazione di Altilia alla manifestazione rendese e l'importanza di poter presentare al pubblico l'antica arte degli scalpellini.

Per il Comune, ha evidenziato il primo cittadino, rappresenta motivo di orgoglio vedere valorizzate le opere di Ferrari e, attraverso esse, una parte significativa della storia della comunità.

De Rose ha inoltre proposto al sindaco Sandro Principe e al vicesindaco di Rende Fabio Liparoti di costruire insieme una nuova iniziativa culturale da ospitare proprio ad Altilia.

Un'idea che potrebbe trasformare l'incontro di Rende nell'inizio di una collaborazione tra le due comunità, nel segno della cultura e della valorizzazione delle rispettive identità.

Quando la pietra racconta un paese

La mostra assume un significato che va oltre l'esposizione delle singole opere.

Quella degli scalpellini rappresenta infatti una delle testimonianze più caratteristiche di Altilia. Per generazioni, mani esperte hanno saputo lavorare la pietra trasformando un elemento della natura in manufatti destinati a resistere al tempo.

Ed è proprio la capacità di tramandare questa memoria alle nuove generazioni uno degli aspetti centrali dell'iniziativa.

Riscoprire gli antichi mestieri significa raccontare da dove veniamo, restituendo dignità a conoscenze, tecniche e capacità manuali che hanno contribuito alla costruzione materiale e culturale dei nostri paesi.

Altilia, un piccolo borgo con una grande storia

La presenza al Settembre Rendese diventa anche un'occasione per riportare l'attenzione sul patrimonio storico di Altilia, piccolo centro della Valle del Savuto che custodisce testimonianze di epoche diverse.

Tra le vicende ricordate figura quella di Vincenzo Federici, legato alla storia della Carboneria calabrese e al territorio altiliese, dove si trova il palazzo associato alla sua memoria.

Di particolare interesse è anche il patrimonio legato all'antica viabilità nella Valle del Savuto. Sul fiume sorge il ponte tradizionalmente conosciuto come Ponte di Annibale, che collega il territorio di Altilia a quello di Scigliano e costituisce una delle testimonianze storiche più suggestive dell'area.

Altilia conserva inoltre una forte dimensione religiosa e spirituale. La tradizione locale lega il territorio al passaggio di Sant'Antonio di Padova e San Francesco di Paola. Proprio a quest'ultimo è associata una grotta eremitica scavata nella roccia, divenuta nel tempo luogo di interesse per visitatori e scolaresche.

Storia, fede, artigianato e paesaggio finiscono così per intrecciarsi in un unico racconto.

Dal Savuto a Rende, una tradizione che continua

È questo, probabilmente, il messaggio più significativo della presenza degli scalpellini di Altilia al Settembre Rendese.

Una tradizione sopravvive davvero quando non rimane chiusa nei ricordi, ma viene raccontata, mostrata e consegnata a chi verrà dopo.

Le opere di Gabriele Ferrari diventano allora un ponte ideale tra passato e presente: la pietra lavorata conserva la memoria delle mani degli antichi maestri e, allo stesso tempo, trova nuove forme attraverso l'espressione artistica contemporanea.

Dal piccolo borgo di Altilia al Museo del Presente di Rende, quella pietra porta con sé qualcosa che appartiene all'intera Valle del Savuto.

Perché ci sono tradizioni che non hanno bisogno soltanto di essere ricordate. Hanno bisogno di mani capaci di continuare a farle vivere. 

 

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