Il sindaco Lepore ha incontrato la religiosa nella Sala consiliare prima della sua partenza. Un lungo cammino fatto di ascolto, vicinanza e gesti quotidiani che hanno lasciato un segno nel paese

 

AIELLO CALABRO – Ci sono partenze che non hanno bisogno di grandi cerimonie per farsi sentire. Basta pensare agli anni trascorsi insieme, ai volti incontrati, alle porte aperte, alle parole dette nei momenti difficili. E allora anche un semplice saluto diventa qualcosa di più.

Ad Aiello Calabro è il momento di salutare Suor Maria Pia Bonetti, che dopo sedici anni si appresta a lasciare la casa delle Suore e una comunità della quale, nel tempo, è diventata una presenza familiare.

Sedici anni non passano senza lasciare traccia.

Sono una parte importante della vita di una persona e, nello stesso tempo, un pezzo della storia recente di un piccolo paese, dove le relazioni conservano ancora un valore particolare e dove una presenza costante finisce inevitabilmente per intrecciarsi con quella di tante famiglie.

A rivolgerle il saluto dell'Amministrazione e della comunità è stato il sindaco Luca Lepore, che ieri mattina ha incontrato Suor Maria Pia nella Sala consiliare. 

Non soltanto un momento istituzionale, ma soprattutto l'occasione per dire grazie.

«Sedici anni sono un tempo importante, fatto di presenza, ascolto, vicinanza e tante piccole e grandi azioni che hanno lasciato un segno nella nostra comunità», ha scritto il primo cittadino.

Ed è forse proprio nelle parole “piccole e grandi azioni” che si trova il senso più autentico di questi anni.

Perché la presenza di una religiosa in una comunità non si misura soltanto negli appuntamenti ufficiali o nelle occasioni pubbliche. Vive soprattutto nella quotidianità: nell'ascolto offerto a chi ne aveva bisogno, in una parola di conforto, nell'attenzione verso una persona anziana, nella vicinanza a una famiglia, in un sorriso incontrato per strada.

Gesti che raramente fanno rumore, ma che restano.

Lepore ha voluto ringraziare Suor Maria Pia per quanto fatto per Aiello Calabro, ricordandone «l'impegno quotidiano» e «l'umanità con cui ha accompagnato tante persone in questi anni».

Parole dalle quali emerge il sentimento che accompagna questo momento.

Perché dopo sedici anni non si saluta semplicemente qualcuno che cambia destinazione. Si saluta una persona che ha conosciuto il paese, ne ha condiviso giornate felici e momenti più difficili, ha visto crescere bambini, invecchiare genitori, cambiare famiglie e generazioni.

E probabilmente è questo che rende più difficile un arrivederci.

Suor Maria Pia porterà con sé tanti frammenti di Aiello. E Aiello conserverà qualcosa di lei.

Il sindaco non ha nascosto la commozione: «Oggi la salutiamo con un po' di commozione, perché dopo sedici anni di presenza, dedizione e vicinanza, il suo cammino ad Aiello ha lasciato un segno importante nel cuore di tanti».

Non occorrono molte altre parole.

In un tempo in cui tutto sembra correre velocemente, sedici anni trascorsi accanto alle persone hanno ancora un peso enorme. Significano esserci. E spesso, nella vita di una comunità, esserci conta più di qualsiasi discorso.

Adesso per Suor Maria Pia comincerà un nuovo tratto del suo cammino. Per Aiello Calabro rimarranno i ricordi e soprattutto le persone che potranno dire di averla incontrata e conosciuta.

Il messaggio conclusivo del sindaco Lepore diventa così quello dell'intero paese:

«Grazie, Suor Maria Pia, per tutto ciò che ha fatto e per tutto ciò che ha rappresentato per la nostra comunità».

Un grazie semplice, pronunciato con affetto.

Perché alcune persone arrivano in un paese per svolgere una missione. Poi trascorrono gli anni, entrano silenziosamente nella quotidianità della gente e, quando arriva il momento di partire, ci si accorge che non erano più soltanto ospiti: erano diventate parte della comunità.

E sedici anni di vita condivisa non si cancellano con una partenza. Restano nei ricordi, negli incontri e nel bene seminato lungo il cammino.  

 

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