di Ugo Bianco*

"Dieci anni di Accoglienza: Incontri di Culture, Percorsi di Comunità” è stato il filo conduttore della giornata organizzata a Colosimi il 10 agosto 2026 per celebrare il decennale del SAI.

Un progetto che ha intrecciato accoglienza, inclusione, integrazione e territorio. Gestito dalla Cooperativa Futura SCS, rappresenta da tempo parte integrante del welfare locale. Punto di riferimento per le politiche di accoglienza ed inclusione sociale.

Nel corso degli anni, il SAI di Colosimi, il cui referente è Giuseppe Cosmano, ha accompagnato numerosi stranieri nel difficile percorso di integrazione nel tessuto sociale, promuovendone l’autonomia e la partecipazione. 

Un decennio in cui l’accoglienza non è stata solo interpretata come risposta a una necessità, ma un vero e proprio percorso di comunità, fondato sull’incontro e sulla capacità di trasformare le differenze culturali in occasioni di conoscenza e crescita reciproca.

L’evento non è stato soltanto un momento celebrativo, ma un’occasione per ripercorrere una storia fatta di persone, relazioni e percorsi di crescita, nella quale la comunità di Colosimi ha avuto un ruolo fondamentale.

La manifestazione è iniziata alle ore 17.00, nella Sala Consiliare del Comune di Colosimi, con un convegno dedicato ai temi dell’accoglienza, dell’inclusione, dell’immigrazione e dell’incontro tra culture.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Colosimi, Giovanni Lucia

Al confronto hanno partecipato Danilo Fuscaldo, Viceprefetto di Cosenza – Area Tutela dei Diritti Civili, Cittadinanza e Immigrazione, don Rodolfo Antonio Bruschi, Parroco della Chiesa Santa Maria Assunta di Colosimi, Marianna Muzzi, Assistente Sociale dell’ATS di Rogliano e del SAI di Colosimi e Teresa Cefalì, Coordinatrice Progetto SAI.

Particolarmente significativa la testimonianza di Glory Omorowa, una delle prime beneficiarie accolte nel progetto insieme alla propria famiglia nel 2016.

Arrivata a Colosimi quando aveva circa tre anni, Glory è cresciuta nella comunità e oggi rappresenta un esempio concreto di come l’accoglienza possa trasformarsi nel tempo in integrazione, autonomia e senso di appartenenza.

Il convegno è stato moderato da Maria Fuoco, educatrice del SAI di Colosimi, che opera all’interno del progetto sin dalle sue prime fasi, accompagnandone direttamente l’evoluzione e condividendone esperienze e percorsi delle persone accolte.

La manifestazione è proseguita con l’inaugurazione del Murales del Decennale, frutto della collaborazione tra Matteo Falbo, di Gulia Urbana, e l’artista Francesca Crispino, autrice dell’opera.

La creazione artistica, simbolo dell’incontro tra culture, della valorizzazione delle diversità, dell’inclusione e del senso di comunità, rappresenterà una testimonianza concreta dei dieci anni di accoglienza vissuti a Colosimi.

Alle ore 19.00, nella Chiesa Santa Maria Assunta, si è celebrata la Santa Messa dedicata ai migranti e alla memoria delle vittime delle migrazioni.

Un momento di raccoglimento e riflessione sul dramma di quanti affrontano percorsi migratori difficili e, in alcuni casi, perdono la vita durante il viaggio.

La serata è poi proseguita nei locali del SAI con un momento conviviale che ha riunito beneficiari, operatori, istituzioni, cittadini e ospiti. Anche la condivisione del cibo ha rappresentato un’occasione concreta di incontro tra culture e di costruzione di relazioni.

A concludere la giornata, alle ore 22.00, è stato il concerto di Cosimo Papandrea, con la musica a fare da linguaggio universale capace di superare differenze linguistiche e culturali e trasformare la celebrazione in un momento di festa e partecipazione collettiva.

Il decennale del SAI di Colosimi ha celebrato non soltanto un traguardo, ma soprattutto un percorso fatto di persone, storie, relazioni e incontri.

Un’esperienza nel corso della quale l’accoglienza ha saputo intrecciarsi con il territorio, trasformando la diversità in un’opportunità di conoscenza, crescita e arricchimento per l’intera comunità.

Da questa esperienza nasce una prospettiva di futuro fondata sulla consapevolezza che l’inclusione non rappresenta un punto di arrivo, ma un percorso da costruire e rinnovare nel tempo, attraverso il dialogo, la partecipazione e la capacità di creare nuove opportunità di integrazione e convivenza.

*Giornalista pubblicista  

 

UGO BIANCO
Author: UGO BIANCO
Biografia:
Ugo Bianco vive e lavora a Cosenza. È un professionista nel settore tecnico, sociale e giornalistico. Perito industriale e laureato in Scienze Economiche e Sociali indirizzo sociale, presso l’Università della Calabria, con una tesi dedicata alla figura dell’imprenditore nel pensiero sociologico, ha costruito un percorso multidisciplinare tra consulenza, pubblica amministrazione e rappresentanza professionale. Dal 2006 è funzionario del Patronato Epaca, dove si occupa di consulenza e assistenza in materia previdenziale e di welfare, seguendo pratiche legate a pensioni, ammortizzatori sociali e tutela delle persone. Parallelamente opera nel settore fiscale come funzionario di Impresa Verde Calabria, fornendo supporto a cittadini e imprese, con particolare attenzione al comparto agricolo. Iscritto all’Ordine dei Periti Industriali della Provincia di Cosenza, di cui è attualmente tesoriere, ha ricoperto nel tempo diversi incarichi dirigenziali all’interno della categoria. È inoltre impegnato nell’Associazione Nazionale Sociologi, di cui è dirigente nazionale e presidente del Dipartimento Calabria, dopo aver ricoperto il ruolo di presidente del Collegio dei Sindaci. La sua esperienza comprende anche attività nella pubblica amministrazione locale: è stato vicesindaco del Comune di Bianchi con deleghe ai servizi sociali, cultura e sport, nonché responsabile del servizio amministrativo dello stesso ente. Dal 2025 è giornalista pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Calabria. La sua attività professionale si distingue per l’integrazione di competenze tecniche, economiche e sociali, applicate alla consulenza ed ai servizi per cittadini, imprese e territorio. Nel tempo libero coltiva la passione per la bicicletta, in particolare per il trekking e la mountain bike.


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