Il 19 e 20 settembre il Festival della Dieta Mediterranea 2026. Medici, ricercatori ed esperti a confronto, poi il centro storico diventa un laboratorio di salute, cultura e sapori
di Fiore Sansalone
AIELLO CALABRO (CS) – Non soltanto un modo di mangiare, ma un patrimonio fatto di abitudini, prodotti della terra, convivialità, memoria e attenzione alla salute. Aiello Calabro dedica due giornate alla Dieta Mediterranea, trasformando il centro storico in luogo d'incontro tra ricerca scientifica, prevenzione, cultura e tradizioni.
Sabato 19 e domenica 20 settembre torna infatti il Festival della Dieta Mediterranea 2026, con un programma che affianca al confronto tra studiosi una serie di iniziative aperte al pubblico.
Il cuore scientifico della manifestazione sarà il convegno nazionale “Dieta Mediterranea, invecchiamento e longevità – Nutrire la mente, vivere a lungo”, in programma sabato, dalle 8.30 alle 17.30, nel Teatro Comunale.
Medici, docenti universitari, ricercatori, biologi nutrizionisti e professionisti si confronteranno su alcuni dei temi che maggiormente interessano la medicina e la ricerca contemporanee: neurobiologia, nutrizione, genetica, microbiota, salute cerebrale, prevenzione delle demenze, fragilità e longevità.
Un appuntamento che parte dunque dalla tavola per spingersi molto più lontano. Perché parlare di Dieta Mediterranea significa interrogarsi sul rapporto tra ciò che mangiamo e il nostro benessere, ma anche su quanto contino gli stili di vita e la prevenzione nel modo in cui si affronta l'invecchiamento.
Dalla scienza alle strade del centro storico
Terminati i lavori del convegno, dalle 17.30 il Festival si sposterà nel borgo. Aiello Calabro diventerà così parte integrante della manifestazione, con visite guidate e iniziative dedicate al patrimonio locale, alla biodiversità agroalimentare, alle produzioni del territorio e alla cucina mediterranea.
Alle 19.30 spazio anche al teatro e all'animazione culturale, attraverso sketch legati alle tradizioni e alla memoria della comunità. Alla stessa ora una parata musicale itinerante, accompagnata da fiati e percussioni, attraverserà le strade del paese.
Particolarmente interessante l'appuntamento delle 20 con “Ascoltare i sapori”, esperienza sensoriale al buio curata dall'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione territoriale di Cosenza.
Privati della vista, i partecipanti saranno invitati ad affidarsi agli altri sensi per riconoscere profumi, consistenze e sapori. Un modo diverso di avvicinarsi al cibo e, nello stesso tempo, di riflettere sulla percezione e sulla relazione con ciò che ci circonda.
Domenica il Villaggio della Salute
La seconda giornata, domenica 20 settembre, prenderà il via dalle 18 in Piazza Plebiscito e nel centro storico, dove sarà allestito il Villaggio della Salute.
Cinque hub coinvolgeranno adulti, famiglie e bambini con attività dedicate alla valutazione della composizione corporea, all'educazione alimentare, alla biodiversità, alle spezie, alla manipolazione creativa, al Mindful Eating, all'erboristeria e alle tisane.
Alle 18.30 arriverà poi uno dei momenti più legati alle produzioni della terra: la Masterclass dei Sensi.
Protagonisti saranno quattro alimenti che raccontano, ciascuno a modo proprio, secoli di storia contadina e cultura mediterranea: pane, olio, vino e miele. Non una semplice degustazione, ma un percorso tra conoscenza, biodiversità e valorizzazione delle eccellenze locali.
Ed è forse proprio questo il tratto più interessante del Festival: far dialogare il sapere scientifico con quello custodito per generazioni nelle comunità e nelle campagne.
Aiello Calabro, con le sue strade e il suo centro storico, diventa così per due giorni il luogo nel quale parlare di longevità significa anche riscoprire gesti semplici: conoscere ciò che arriva sulla tavola, rispettare la stagionalità, muoversi, incontrarsi, condividere il cibo.
Il 19 e 20 settembre la Dieta Mediterranea torna quindi là dove, prima ancora di essere studiata nei laboratori, è stata vissuta: nei paesi, nelle famiglie e nella quotidianità. E Aiello Calabro prova a raccontarla mettendo insieme passato e futuro, ricerca e tradizione, salute e identità.









