Scattato dalla mezzanotte il fermo degli autotrasportatori. Mezzi pesanti lungo le principali arterie calabresi, rallentamenti e primi blocchi parziali. Proteste anche in Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania. Il Governo convoca le associazioni per il 27 ottobre, ma la categoria chiede risposte immediate

 

di Fiore Sansalone

I primi camion si sono fermati nella notte. All'alba, in diversi punti della Calabria, i presidi erano già attivi. È cominciata così la protesta degli autotrasportatori contro il caro gasolio e i costi di gestione che stanno mettendo in difficoltà centinaia di imprese. Una mobilitazione destinata a durare cinque giorni, fino al 20 ottobre, e che si inserisce in un'ondata di proteste ormai estesa a buona parte del Mezzogiorno.

La Calabria è uno dei centri della protesta. Dall'Alto Tirreno cosentino al Reggino, i mezzi pesanti hanno raggiunto svincoli autostradali, strade statali e importanti snodi logistici. La circolazione non è completamente interrotta, ma in diversi tratti si registrano restringimenti delle carreggiate, rallentamenti e difficoltà per gli automobilisti.

Il fermo regionale è stato proclamato da Fedralog Calabria, mentre continuano le iniziative di agricoltori e pescatori, anch'essi alle prese con l'aumento dei costi del carburante.

Nel Cosentino, uno dei primi concentramenti è stato segnalato a Santa Maria del Cedro, lungo la Statale 18, nell'area di un distributore di carburante. La mobilitazione interessa anche la fascia tirrenica, con iniziative annunciate a Tortora, Acquappesa e Guardia Piemontese.

Altri punti di attenzione sono gli svincoli dell'Autostrada A2 nell'area di Montalto Uffugo e Cosenza Nord, oltre alle zone di Sibari, Frascineto e Villapiana. Nel resto della regione sono stati individuati presidi nell'area aeroportuale di Lamezia Terme, a Falerna, nel Vibonese e nei pressi del porto di Gioia Tauro.

Nel Lametino si registra anche un blocco parziale della circolazione a Gizzeria, lungo la strada che conduce verso Mortilla e i depositi della GLS. I camion sono stati collocati in diversi casi ai margini della carreggiata, sotto la vigilanza delle forze dell'ordine, ma la presenza dei mezzi pesanti sta comunque creando difficoltà alla viabilità.

Le prime ricognizioni parlano di una quindicina di presidi individuati in Calabria. Gli organizzatori indicano una mobilitazione più ampia, con ulteriori punti di concentramento e centinaia di autotrasportatori coinvolti. Il numero effettivo delle adesioni potrà essere valutato soltanto nel corso della giornata.

La protesta non si ferma ai confini calabresi. In Sicilia è iniziato un fermo di cinque giorni: numerosi camion rimarranno nei piazzali e parte dei semirimorchi carichi di merci non sarà ritirata nei porti. Anche qui la categoria denuncia costi ormai insostenibili, aggravati dalle spese per i collegamenti marittimi.

In Puglia le manifestazioni erano cominciate già nei giorni precedenti, mentre in Basilicata si segnalano difficoltà lungo la Statale 106 Jonica, al confine con Calabria e Puglia, e sulla Bradanica, nel Vulture-Melfese.

Disagi anche in Campania, dove dalla mezzanotte sono attivi presidi nei pressi dei caselli di Nola, sull'A30, e di Caianello, sull'A1. Altri mezzi si sono concentrati nella zona di Caserta Sud. La Polizia Stradale sta seguendo l'evoluzione della situazione.

A preoccupare non è soltanto la circolazione. L'emergenza carburanti è già una realtà in diverse città del Sud. Nel Cosentino e nel Catanzarese numerose stazioni di servizio hanno esaurito le scorte di benzina e gasolio. Le code ai distributori, cominciate nei giorni scorsi, hanno aggravato una situazione già difficile.

Va precisato che le carenze non dipendono esclusivamente dallo sciopero degli autotrasportatori iniziato oggi. A pesare sono anche le precedenti interruzioni nelle forniture legate alla protesta presso la raffineria Eni di Taranto.

Il timore, adesso, è che il fermo prolungato possa rallentare ulteriormente l'arrivo dei carburanti e la distribuzione delle merci. Supermercati, negozi, aziende agricole e attività produttive dipendono quotidianamente dal trasporto su gomma. Per il momento non è possibile parlare di una paralisi generale dei rifornimenti alimentari, ma le prossime giornate saranno decisive per capire la reale portata delle conseguenze.

Al centro della protesta resta il prezzo del gasolio, diventato una delle voci più pesanti nei bilanci delle imprese. Gli autotrasportatori denunciano anche i ritardi nell'erogazione delle risorse già stanziate per sostenere il settore e chiedono interventi sulle accise e sui costi complessivi del trasporto.

Per molte aziende, soprattutto quelle più piccole, il problema è ormai quotidiano: fare un viaggio, pagare il carburante, sostenere le spese del mezzo e riuscire a conservare un margine sufficiente per continuare a lavorare.

Il Governo ha convocato un tavolo di confronto con le rappresentanze dell'autotrasporto per martedì 27 ottobre, al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Una data che, tuttavia, arriva una settimana dopo la conclusione prevista del fermo. Le associazioni nazionali chiedono un incontro più rapido e avvertono che, senza risposte, il malcontento potrebbe sfociare in iniziative ancora più estese.

Anche nel comprensorio del Savuto la protesta viene seguita con particolare attenzione. È stata annunciata la partecipazione di rappresentanze del territorio al fermo regionale, in un settore che assicura collegamenti essenziali alle attività commerciali, agricole e produttive dell'entroterra cosentino.

La giornata è appena cominciata e il quadro può ancora cambiare. Nuovi mezzi potrebbero raggiungere i presidi, mentre le autorità continueranno a monitorare i punti più delicati della rete stradale.

Una cosa, però, è già evidente: la protesta degli autotrasportatori non è più soltanto una vertenza di categoria. Quando si fermano i camion, le conseguenze possono arrivare fino ai supermercati, alle fabbriche, alle aziende agricole e alle famiglie.

La Calabria e il Sud chiedono risposte. Da questa mattina lo fanno anche attraverso i camion fermi lungo le strade. 

 

FIORE SANSALONE
Author: FIORE SANSALONE
Biografia:
Fiore Sansalone vive e lavora a Rogliano, in provincia di Cosenza. Editore e giornalista pubblicista, è iscritto all'albo della Calabria dal 2003. Ha studiato Scienze economiche presso l'Unical di Cosenza e Scienze politiche all'università "Aldo Moro" degli studi di Bari. Ha collaborato con il quotidiano "La Provincia cosentina". Dal 1998 dirige il periodico del territorio a sud di Cosenza, "La Voce del Savuto"; per alcuni anni ha diretto il mensile "Grimaldi 2000", edito dall'amministrazione comunale. Ed ancora, è stato editore e direttore responsabile de "La Voce del Savuto in Canada". È ideatore del "Premio Sabatum", un'importante rassegna che rende testimonianza ai protagonisti attivi delle arti, della cultura, delle scienze, dello spettacolo e del giornalismo che, negli anni, con passione e professione, hanno dato lustro alla terra del Savuto. Organizzatore di eventi, da un trentennio promuove concorsi letterari, mostre e rassegne culturali e musicali. Per 18 anni è stato direttore artistico del concorso regionale della canzone "Città di Rogliano". Studioso di tradizioni, da 22 anni pubblica "Il calendario del Savuto", ed è coautore in numerosi volumi sulla ricerca popolare. Nel 1980 ha pubblicato, insieme all'insegnante Brunella Aiello, "Trilogia della vita - Quannu sona la campana - Nascita, matrimonio e morte nella cultura contadina". È presidente dell'associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura", con sede a Rogliano (Cosenza) e Pegli (Genova). Suona la chitarra e ama la pittura, la fotografia e la poesia.


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