Le dichiarazioni rilasciate nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi responsabili della Nazionale italiana, con Roberto Mancini nel ruolo di allenatore e Claudio Ranieri come direttore tecnico, hanno acceso il dibattito sul futuro del calcio italiano. Tra le affermazioni che hanno suscitato maggiore attenzione c'è quella secondo cui le scuole calcio sarebbero diventate troppo costose.
Parole che Francesco Greco, responsabile della Scuola Calcio Savuto Calcio, respinge con fermezza.
«Leggo queste dichiarazioni sui media e resto sinceramente sorpreso. Parlare in maniera generica delle scuole calcio significa non conoscere la realtà delle società dilettantistiche che ogni giorno operano nei piccoli centri con enormi sacrifici.»
La Savuto Calcio rappresenta da oltre trent'anni un punto di riferimento per il territorio del Savuto, offrendo ai giovani non solo la possibilità di praticare sport, ma anche un ambiente educativo nel quale crescere nel rispetto delle regole e dei valori.
«Le famiglie che da anni scelgono la nostra scuola calcio sanno bene quali sacrifici affrontiamo per garantire ai loro figli un'attività seria e organizzata. Ogni stagione combattiamo contro costi sempre più elevati: spese di gestione, trasferte, iscrizioni ai campionati, manutenzione degli impianti e tante altre difficoltà. Se oggi riusciamo ancora ad andare avanti è anche grazie al sostegno delle amministrazioni locali. Senza il loro contributo, molte realtà come la nostra sarebbero costrette a chiudere i battenti.»
Greco si rivolge poi direttamente a Claudio Ranieri.
«Prima di fare affermazioni che rischiano di mettere tutte le scuole calcio sullo stesso piano, sarebbe opportuno documentarsi e visitare le realtà che, lontano dai riflettori, tengono in piedi il calcio italiano. Qui nessuno si arricchisce. Qui si investono tempo, risorse e passione esclusivamente per dare un'opportunità ai ragazzi.»
Il responsabile della Savuto Calcio conclude con una riflessione che punta il dito verso i vertici del sistema calcistico.
«La vera rovina del calcio italiano non sono le scuole calcio, che continuano a formare giovani e a svolgere un'importante funzione sociale. Il problema è un sistema che troppo spesso guarda soltanto al calcio dei grandi, dimenticando chi ne costruisce le fondamenta. È il "palazzo" che dovrebbe fare un serio esame di coscienza, sostenendo concretamente le società di base invece di attribuire loro responsabilità che non hanno.»
Le scuole calcio rappresentano il primo passo nel percorso di migliaia di bambini. Difenderle significa difendere il futuro del calcio italiano. Per questo motivo, prima di esprimere giudizi, sarebbe necessario conoscere il lavoro silenzioso che ogni giorno viene svolto sui campi di provincia, dove passione, volontariato e sacrificio valgono molto più di qualsiasi slogan.










