La teoria del "tutto e subito" è una teoria che ha sempre incuriosito, soprattutto nel mondo del dimagrimento. Da tanti anni, diverse multinazionali, propongono pasti sostitutivi promettendo risultati miracolosi. In realtà non è il pasto sostitutivo che determina la perdita di peso ma il deficit calorico giornaliero raggiunto tra il pasto sostitutivo ed il resto dell'alimentazione.
Se elaborariamo un piano ipocalorico-equilibrato ad un paziente ,senza l'ausilio di integratori, il paziente dimagrirà poichè le kcal giornaliere sono inferiori al fabbisogno giornaliero. Quindi non è il pasto sostitutivo a determinare la perdita di peso.
Diffidate da chi non è competente in materia, da chi vuole vendervi pasti sostitutivi,bustine e bibitoni poichè NON SONO NECESSARI per il dimagrimento. Affidatevi a professionisti del settore ma anche qui state molto attenti perchè molti colleghi,PURTROPPO, utilizzano nei loro percorsi integratori, bustine e pasti sostitutivi che non fanno certamente ingrassare i pazienti, ma servono ad "ingrassare" i loro portafogli.
Viva la dieta mediterranea, viva la sana e corretta alimentazione. Perchè mangiare bene si può.... basta volerlo!

Il diabete mellito di tipo 2 (T2DM) è una minaccia per la salute pubblica.
Gli uomini con T2DM mostrano spesso ipogonadismo, ossia una ridotta attività testicolare con conseguente infertilità e bassi livelli di testosterone.
In questo studio gli autori hanno valutato se la terapia con testosterone (TTh) negli uomini con ipogonadismo e T2DM migliora il controllo glicemico, la sensibilità all'insulina e si traduce in remissione di T2DM.
Materiale e metodi: 356 uomini con testosterone totale (T) ≤12,1 nmol / L (350 ng / dL) e sintomi di ipogonadismo sono stati inclusi nello studio e osservati per 11 anni. Tutti i pazienti hanno ricevuto un trattamento standard per il diabete. 178 uomini hanno inoltre ricevuto T undecanoato parenterale 1000 mg ogni 12 settimane dopo un intervallo iniziale di 6 settimane. 178 uomini ipogonadici che hanno optato per il TTh hanno servito come gruppo di controllo.
Risultati: gli uomini con ipogonadismo e T2DM trattati con T hanno avuto significative riduzioni progressive e sostenute di glucosio a digiuno, HbA1c e insulina a digiuno durante il periodo di trattamento.
Nel gruppo di controllo, il glucosio a digiuno, l'HbA1c e l'insulina a digiuno sono aumentati. Il 34,3% degli uomini trattati con T ha raggiunto la remissione del diabete e il 46,6% dei pazienti ha raggiunto una normale regolazione del glucosio. L'83,1% del gruppo trattato con T ha raggiunto l'obiettivo HbA1c del 6,5%, il 90% ha raggiunto l'obiettivo HbA1c del 7,0%. Al contrario, nel gruppo di controllo non è stata osservata remissione del diabete o riduzione dei livelli di glucosio o HbA1c. Ci sono stati meno decessi, infarti del miocardio, ictus e complicanze diabetiche nel gruppo trattato con T.
Conclusioni: il TTh a lungo termine negli uomini con T2DM e ipogonadismo migliora il controllo glicemico e la resistenza all'insulina.
La remissione del diabete si è verificata in un terzo dei pazienti.
La terapia sostitutiva con testosterone è potenzialmente una nuova terapia aggiuntiva per gli uomini con T2DM e ipogonadismo.

Molti si chiedono perchè non riescono a staccarsi dai dolci. Il problema è lo zucchero che crea una dipendenza 8 volte maggiore di cocaina ed eroina; ma mentre cocaina ed eroina attivano solo un'area di piacere nel cervello, lo zucchero nel cervello attiva molte aree.
Adesso capite perchè lo zucchero é un veleno?
Adesso capite perchè si entra in quel circolo vizioso?
E allora che consiglio posso darvi?
Semplice: cercate di eliminare totalmente lo zucchero ed usate dolcificanti naturali come la Stevia o l'Eritritolo, anche per i dolci fatti in casa; mangiate solo cioccolato fondente dall'80 % in sù che contiene pochissimo zucchero e tanto cacao che a sua volta contiene Triptofano che è il precursore della serotonina che è l'ormone del buon umore.
Fate vostri questi consigli ed iniziate a modificare le vostre cattive abitudini alimentari. Perchè mangiare bene si può....basta volerlo.

Negli ultimi anni sempre piu persone si sono convinte di essere intolleranti a specifici alimenti. In molti casi, in realtà, c'è solo una dieta scorretta oppure alterazioni gastro-intestinali che causano disturbi che vengono spesso attribuiti, erroneamente, ad intolleranze alimentari. Generalmente i pazienti accusano gonfiore addominale e scarsa digeribilità causati semplicemente da colite, o gastrite o esofagite da reflusso o ernia iatale.
Tengo a chiarire che le intolleranze non creano un aumento di peso ma solo problematiche gastro-intestinali. Esistono test SENZA VALIDITÀ SCIENTIFICA che vengono pubblicizzati sia nelle farmacie e sia in laboratori privati, che vi SCONSIGLIO di fare. Possono costare da 70 fino a piu di 200 euro, ed il fatto di essere dosati su sangue genera nel paziente la convinzione di aver fatto un esame diagnostico affidabile... ma non è cosi.
I test più diffusi E SENZA VALIDITÀ SCIENTIFICA SONO: Dosaggio IGg4, test citotossico, Alcat test, test elettrici (Vega-test, Elettroagopuntura di Voll, bioscreening, biostrengt test, sarm test, moratest), test kinesiologico,dria test,analisi del capello, iridologia, biorisonanza, pulse test, riflesso cardiaco auricolare.
Gli unici test validati scientificamente riguardano l'INTOLLERANZA AL LATTOSIO, che può essere evidenziata sia tramite test genetico e sia tramite il breath test, e l'INTOLLERANZA AL GLUTINE, che può essere evidenziata tramite le seguenti analisi: anti andomisio, anti gliadina ed anti transglutaminasi, anche se la certezza della celiachia si ha tramite biopsia dei villi intestinali.
Consultate sempre uno specialista del settore che possa consigliarvi il giusto iter da seguire ed, eventualmente, un piano alimentare personalizzato per le vostre problematiche. Il Biologo Nutrizionista ONESTO è una di queste figure.

Il deficit di testosterone e la sindrome metabolica (MetS) sono fortemente associati.
I pazienti che si consultano per la disfunzione sessuale possono avere carenza di testosterone, fornendo una preziosa opportunità per valutare la sindrome metabolica (MetS).
L'identificazione delle variabili che prevedono la sindrome metabolica (MetS) è di grande importanza.
Obiettivi di questo studio erano quelli identificare le comorbidità cardiovascolari e i fattori di rischio, inclusa la disfunzione erettile (DE), associati con la sindrome metabolica (MetS) negli uomini di età ≥45 con testosterone totale (TT) <8 nmol / L (o <12 nmol / L quando il testosterone libero calcolato era <50 pmol / L) e per ottenere ulteriori informazioni sulla relazione tra le due condizioni.
I dati sono stati raccolti da uno studio osservazionale multicentrico, trasversale, condotto in Spagna tra uomini che visitavano gli ambulatori di andrologia con una diagnosi confermata di carenza di testosterone.
I soggetti con dati per la valutazione del MetS sono stati inclusi in questa analisi. Altri dati disponibili erano antropometrici, abitudini tossiche, comorbidità cardiovascolari, diagnosi di ED e valori di TT.
L'ED è stata diagnosticata e classificata utilizzando il questionario International Index of Erectile Function-5 (IIEF-5). Sono state eseguite analisi di regressione logistica bivariata e multivariata per calcolare i rapporti di probabilità (OR) per MetS.
Risultati: l'età media era di 61,2 ± 8,1 anni.
Le prevalenze di ED e MetS erano rispettivamente del 97,6% e del 69%, entrambe in aumento con l'età. L'analisi bivariata ha mostrato che ED, obesità e malattia vascolare periferica (PVD) moderate o gravi erano le variabili associate alle maggiori probabilità di MetS (OR = 2.672 e 2.514, rispettivamente), seguite dall'assunzione di alcol (OR = 1.911).
Trigliceridi elevati e colesterolo HDL sono stati i fattori di rischio del MetS associati a un livello di TT inferiore.
L'elevata prevalenza di sindrome metabolica tra gli uomini con carenza di testosterone evidenzia l'opportunità di valutare la salute cardiovascolare nei pazienti che si consultano per la disfunzione sessuale. L'ED, l'obesità, il PVD e l'alcool da moderati a gravi aumentano significativamente la probabilità di MetS.

Tra le cattive abitudini alimentari, che purtroppo caratterizzano l'essere umano, ce n'è una molto comune: la mancanza delle giuste quantità giornaliere di acqua. Un essere umano elimina giornalmente circa 1,5 -1,8 litri di acqua tramite urina, feci, respirazione e sudorazione ed è proprio questa la quantità che va reintrodotta.
Per quanto riguarda gli sportivi, la quantità di acqua arriva anche ai 3 litri giornalieri. Il mio consiglio è quello di suddividere il litro e mezzo in 3 bottigliette piccole da mezzo litro da bere tra mattina, pomeriggio e sera. L'acqua è fondamentale poichè migliora la ritenzione idrica, stimola il metabolismo, migliora la depurazione e la digestione, idrata la pelle,migliora la vista ecc..
E allora, cosa aspetti?
Da oggi cambia le tue cattive abitudini ed inizia a bere, magari aiutandoti anche con delle tisane. E ricorda: cambiare le cattive abitudini é un atto di amore verso se stessi.

Nei roditori e nell’uomo, la carenza di vitamina D (VDD) è associata all’alterata struttura e funzione degli spermatozoi (principalmente ridotta motilità e anomalie morfologiche) che sono principalmente attribuite all’ipocalcemia indotta dal VDD.
Tuttavia, si sospetta che la carenza di vitamina D abbia effetti molto più drastici sugli spermatozoi di mammifero.

Obiettivi

Lo scopo di questo studio era di illustrare che la carenza di vitamina D, a seconda della sua gravità e durata, può alterare l’integrità nucleare degli spermatozoi e può anche portare alla perdita della capacità degli spermatozoi di sostenere lo sviluppo embrionale.

Materiali e metodi

Un modello murino di VDD indotta che combina l’azione di una dieta carente di vitamina D, la limitazione dell’esposizione ai raggi UV e le iniezioni di paricalcitolo; un analogo della vitamina D2 che catabolizza la vitamina D endogena aumentando l’espressione del CYP24A, un membro della famiglia del citocromo P450, è stato utilizzato per creare diversi gradi di VDD.

Risultati

Lo studio ha dimostrato che il difetto più significativo registrato riguarda l’integrità del nucleo paterno, che è sia decondensato e frammentato in situazioni di VDD da moderata a grave. Coerentemente con le conseguenze note della fecondazione con spermatozoi danneggiati dal DNA, si dimostra che la VDD paterna riduce la capacità degli spermatozoi di supportare in modo ottimale la fecondazione e lo sviluppo embrionale.

Discussione e conclusione

Data l’elevata prevalenza mondiale di VDD nell’uomo e sebbene ottenuta in un modello animale, i dati qui presentati suggeriscono che i maschi sub-fertili / infertili potrebbero trarre beneficio dai test VDD e che i tentativi di correggere i livelli sierici di vitamina D potrebbero essere considerati prima del concepimento, naturalmente o tramite ART.

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