Savuto. Sulle orme dei folletti.Creature leggendarie e sfuggenti / Un tuffo nella tradizione popolare

Attualità e Società
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Fiabe, aneddoti, pensieri,  sono questi  i pilastri per eccellenza di un “sentiero” delle meraviglie . Una sorta di percorso della memoria,  tramandato oralmente da un lontano passato. Abbiamo focalizzato la nostra attenzione sulla valle del Savuto. Questi territori, ancora oggi inesplorati, generano e nascondono storie leggendarie. Un tempo, dopo una certosina ricostruzione portata avanti  dalla nostra redazione, gli orsi gironzolavano nei boschi della valle.  Le dichiarazioni di Giuseppe Scalzo, poliedrico conoscitore di questi luoghi, hanno acceso i riflettori  su queste tematiche. Le sue affermazioni salpano, quasi come un veliero maestoso, ovviamente metaforicamente parlando, da Orsara, piccolo borgo di montagna nel Comune di Marzi (Cs). Al timone di questa “Signora del vento”, per utilizzare un linguaggio nautico, navighiamo nel cuore dell’ultima fortezza  di questi straordinari mammiferi. “Ara dell’orso”, questo il significato del termine Orsara, riportato in alcuni documenti in nostro possesso.Querceti, castagneti dalla rara bellezza, anfratti nascosti, grotte, sorgenti, costituiscono un patrimonio da salvaguardare, e soprattutto da  dover conoscere. Delle vere e proprie meraviglie tutte da scoprire.  Un perimetro ben definito, dai contorni autentici,  plasma un paradiso terrestre.  Fin dalla notte dei tempi, i folletti vivevano nei boschi del Savuto. Queste creature, tipiche delle tradizioni popolari, da sempre descritte come dispettose e spesso invisibili, sbeffeggiavano i poveri contadini.   Presumibilmente, la memoria del focolare, ovvero le fiabe  raccontate per i bambini dinanzi al tepore del camino, per contrastare i freddi inverni, rappresenta la linfa di questi aneddoti fantastici. Con un pizzico di immaginazione, anche per assaporare la vera bellezza dei boschi, si può navigare verso la magia passato, e riscoprire le nostre tradizioni troppe volte dimenticate. E' proprio il caso di dirlo, ne vedremo delle belle.

 

Omar Falvo 

Giornalista Pubblicista

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Foto da Google