VALLE DEL SAVUTO – Il caro carburanti e l'aumento del costo della vita continuano a pesare sulle famiglie e sulle attività produttive della provincia di Cosenza. Una situazione particolarmente difficile nella valle del Savuto, dove l'automobile è spesso indispensabile per raggiungere il lavoro, le scuole, gli ospedali e i servizi essenziali.
Da Rogliano a Mangone, da Grimaldi a Malito, fino agli altri centri del comprensorio, cresce la preoccupazione per l'aumento delle spese quotidiane, mentre stipendi e pensioni faticano a sostenere il peso dei rincari.
Le proteste degli agricoltori e degli autotrasportatori hanno portato alla luce difficoltà che coinvolgono l'intera economia locale. Il costo del gasolio incide sulle aziende agricole, sui trasporti e sulla distribuzione delle merci, con conseguenze che finiscono per ricadere anche sui consumatori.
Un segnale significativo è arrivato ieri, venerdì 23 ottobre, da Amantea, dove circa duemila persone, secondo le cronache locali, hanno partecipato alla manifestazione contro il carovita. Il corteo, partito da piazza Cappuccini e proseguito fino al lungomare, ha visto la presenza di cittadini, lavoratori, agricoltori, autotrasportatori, studenti e amministratori locali. Dieci sindaci hanno sostenuto l'iniziativa, conclusa con la sottoscrizione di un documento rivolto al Governo e alla Regione Calabria per chiedere interventi concreti.
Anche nel Savuto le istituzioni locali hanno fatto sentire la propria voce. Il 20 ottobre, diciannove sindaci del comprensorio hanno sottoscritto un documento congiunto per esprimere solidarietà alle categorie in difficoltà e sollecitare risposte urgenti.
Il problema, tuttavia, va oltre il prezzo dei carburanti. Nelle aree interne del Cosentino, i rincari si sommano alle difficoltà dei collegamenti, alla riduzione di alcuni servizi e alla fragilità delle piccole attività economiche.
Gli interventi di sostegno possono offrire un sollievo immediato, ma occorrono soluzioni durature per tutelare il lavoro, le imprese e il potere d'acquisto delle famiglie.
La manifestazione di Amantea e la mobilitazione dei sindaci del Savuto confermano che il malessere non riguarda più soltanto singole categorie produttive, ma coinvolge intere comunità.
Dal Savuto al Tirreno cosentino arriva una richiesta comune: poter lavorare, vivere dignitosamente e guardare al futuro senza il timore che ogni nuovo rincaro renda ancora più difficile arrivare alla fine del mese.









