di Fiore Sansalone

Fare la spesa, pagare le bollette, acquistare i medicinali, sostenere le spese scolastiche dei figli e affrontare gli imprevisti quotidiani. Gesti normali, necessità alle quali nessuna famiglia può sottrarsi, ma che per molti calabresi stanno diventando una preoccupazione costante.

Il caro vita continua a farsi sentire e, in una regione già segnata da difficoltà occupazionali, redditi spesso insufficienti e profonde disuguaglianze economiche, ogni aumento rischia di compromettere ulteriormente equilibri familiari sempre più fragili.

Non si tratta soltanto di numeri o percentuali. Dietro i dati ci sono pensionati che devono amministrare con attenzione ogni euro, lavoratori che vedono ridursi il potere d'acquisto del proprio stipendio, giovani che faticano a costruirsi un futuro e famiglie costrette a rivedere continuamente le proprie priorità.

I NUMERI DELL'ISTAT: IN CALABRIA SI SPENDE MENO, MA IL CIBO PESA DI PIÙ

A confermare le difficoltà economiche è l'ultimo rapporto dell'Istat sulle spese per consumi delle famiglie, pubblicato l'8 ottobre 2026 e riferito all'anno 2025.

In Calabria la spesa media mensile familiare si attesta a 2.042 euro, contro una media nazionale di 2.782 euro. Soltanto la Puglia, con 1.975 euro, registra un valore inferiore.

Ma il dato che dovrebbe far riflettere maggiormente riguarda la composizione della spesa: le famiglie calabresi destinano il 28,9% dei propri consumi all'acquisto di prodotti alimentari e bevande analcoliche, la percentuale più alta d'Italia.

Quasi tre euro ogni dieci vengono dunque impiegati per acquistare generi alimentari.

Una percentuale che racconta quanto le necessità quotidiane incidano sulle risorse disponibili, lasciando meno spazio ad altre spese, al risparmio e alle attività ricreative.

Spendere meno, del resto, non significa necessariamente vivere meglio. Può anche voler dire rinunciare a qualcosa, rimandare un acquisto o limitare consumi che altrove vengono considerati del tutto normali.

L'INFLAZIONE TORNA A CORRERE: PREOCCUPANO ENERGIA E ALIMENTARI

A rendere ancora più delicato il quadro economico sono i dati sull'inflazione.

Secondo le rilevazioni definitive dell'Istat, nel settembre 2026 i prezzi al consumo in Italia sono aumentati del 4,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, in accelerazione rispetto al 3,3% registrato ad agosto.

Particolarmente rilevanti gli aumenti dei prodotti energetici, cresciuti complessivamente del 22,6% su base annua, mentre gli alimentari non lavorati hanno registrato un incremento del 5,5%.

Anche Reggio Calabria figura tra le città italiane con gli aumenti più elevati: a settembre l'inflazione ha raggiunto il 5,3%.

Numeri che meritano attenzione, soprattutto in una regione dove il bilancio di tante famiglie lascia poco margine per affrontare nuove spese.

Quando aumentano energia, carburanti e prodotti alimentari, le conseguenze si avvertono immediatamente nella vita quotidiana.

LA SPESA AL SUPERMERCATO DIVENTA UNA QUESTIONE DI PRIORITÀ

È soprattutto davanti agli scaffali dei supermercati e nei negozi di alimentari che il caro vita assume un significato concreto.

Pane, latte, carne, frutta, verdura e altri prodotti di prima necessità rappresentano spese alle quali non si può rinunciare facilmente.

Eppure, quando le disponibilità economiche sono limitate, anche riempire il carrello richiede maggiore attenzione.

Si confrontano i prezzi, si cercano le offerte, si acquistano prodotti meno costosi e si cerca di evitare qualsiasi spreco.

Una prudenza comprensibile, che però diventa motivo di preoccupazione quando non nasce da una libera scelta di risparmio, ma dalla necessità di far quadrare conti sempre più difficili.

Il problema non riguarda esclusivamente le famiglie senza lavoro. Anche chi percepisce uno stipendio o una pensione può trovarsi in difficoltà quando le entrate non riescono a tenere il passo con il costo della vita.

BOLLETTE E RISCALDAMENTO: L'INVERNO AGGIUNGE NUOVE PREOCCUPAZIONI

Con l'arrivo dei mesi più freddi torna anche il problema delle spese per il riscaldamento.

Nei centri montani e nelle aree interne della Calabria, dove le temperature invernali possono essere particolarmente rigide, riscaldare un'abitazione rappresenta una necessità e non certo un lusso.

Dalla Sila al Pollino, passando per i piccoli comuni dell'entroterra cosentino, catanzarese e reggino, molte famiglie devono mettere in conto costi energetici che possono incidere pesantemente sul bilancio domestico.

L'aumento dei prezzi dell'energia rende ancora più importante il tema degli aiuti alle famiglie economicamente vulnerabili, dell'efficienza energetica delle abitazioni e della tutela dei consumatori.

Per un pensionato che vive da solo o per una famiglia monoreddito, anche una bolletta più alta del previsto può rappresentare una difficoltà concreta.

GIOVANI, PENSIONATI E LAVORATORI: IL PESO DI UNA CRISI CHE NON RISPARMIA NESSUNO

Le conseguenze del caro vita attraversano generazioni e condizioni sociali differenti.

I pensionati con assegni modesti devono fare i conti con spese incomprimibili, a cominciare da alimentazione, utenze e salute.

Le famiglie con figli affrontano costi legati alla scuola, ai trasporti, all'abbigliamento e alle attività quotidiane.

I giovani, invece, si confrontano con le difficoltà di trovare un'occupazione stabile e con il costo necessario per raggiungere una reale autonomia economica.

Anche per i piccoli commercianti e gli artigiani la situazione presenta criticità: quando le famiglie riducono gli acquisti, le conseguenze possono ripercuotersi sulle attività economiche del territorio.

Si crea così un circolo difficile da interrompere: diminuisce la capacità di spesa, si riducono i consumi non indispensabili e anche l'economia locale rischia di risentirne.

LA CALABRIA DEI PICCOLI COMUNI RISCHIA DI PAGARE IL PREZZO PIÙ ALTO

Una riflessione particolare merita la condizione dei piccoli centri dell'entroterra.

In numerosi comuni calabresi, alle difficoltà economiche si aggiungono la distanza dai servizi, la necessità di utilizzare l'automobile per gli spostamenti e le opportunità lavorative spesso limitate.

Per raggiungere un ospedale, un ufficio pubblico, un luogo di lavoro o un centro commerciale può essere necessario percorrere diversi chilometri.

Questo significa ulteriori spese per carburante e trasporti, che si sommano a quelle già sostenute quotidianamente.

Il rischio è che il caro vita accentui le differenze tra chi vive nei centri maggiori e chi abita nei territori più periferici, contribuendo ad aggravare problemi già esistenti, come lo spopolamento e l'invecchiamento della popolazione.

SERVONO RISPOSTE CONCRETE, NON SOLTANTO PREOCCUPAZIONI

Di fronte a una situazione del genere, il tema del costo della vita non può essere affrontato esclusivamente attraverso statistiche e dichiarazioni.

Occorrono interventi capaci di sostenere il potere d'acquisto delle famiglie, tutelare i redditi più bassi, favorire l'occupazione e migliorare l'accessibilità dei servizi essenziali.

Particolare attenzione dovrebbe essere riservata ai pensionati, ai nuclei familiari con figli, ai lavoratori con retribuzioni modeste e alle persone che vivono nelle aree interne.

Altrettanto importante è sostenere le attività commerciali e produttive locali, che rappresentano una risorsa fondamentale per l'economia e la vitalità dei nostri paesi.

La Calabria possiede grandi potenzialità, ma queste devono tradursi anche in opportunità concrete per chi vi abita e desidera continuare a costruire qui il proprio futuro.

IL DIRITTO DI VIVERE DIGNITOSAMENTE NON PUÒ DIVENTARE UN PRIVILEGIO

C'è un aspetto del caro vita che nessuna statistica riesce a raccontare fino in fondo: la preoccupazione di chi, ogni mese, deve decidere quali spese affrontare subito e quali rimandare.

È la difficoltà di chi lavora e non riesce a mettere nulla da parte. È l'incertezza di chi teme una bolletta imprevista. È il disagio di chi vorrebbe garantire qualcosa in più ai propri figli, ma deve fare continuamente i conti con le possibilità economiche della famiglia.

La questione non riguarda soltanto il denaro, ma anche la serenità, la dignità e la qualità della vita.

In una terra come la Calabria, dove il legame con la famiglia, il lavoro e il proprio territorio conserva un valore profondo, queste difficoltà assumono un significato ancora più importante.

Non si può chiedere alle persone di vivere costantemente facendo rinunce, né considerare normale che le necessità fondamentali diventino un peso sempre più difficile da sostenere.

Perché riuscire a fare la spesa, pagare le bollette, curarsi e vivere con dignità non dovrebbe essere un traguardo da conquistare ogni mese, ma una condizione normale per ogni cittadino.

Ed è proprio da questa semplice considerazione che dovrebbe partire ogni risposta seria al caro vita. 

 

FIORE SANSALONE
Author: FIORE SANSALONE
Biografia:
Fiore Sansalone vive e lavora a Rogliano, in provincia di Cosenza. Editore e giornalista pubblicista, è iscritto all'albo della Calabria dal 2003. Ha studiato Scienze economiche presso l'Unical di Cosenza e Scienze politiche all'università "Aldo Moro" degli studi di Bari. Ha collaborato con il quotidiano "La Provincia cosentina". Dal 1998 dirige il periodico del territorio a sud di Cosenza, "La Voce del Savuto"; per alcuni anni ha diretto il mensile "Grimaldi 2000", edito dall'amministrazione comunale. Ed ancora, è stato editore e direttore responsabile de "La Voce del Savuto in Canada". È ideatore del "Premio Sabatum", un'importante rassegna che rende testimonianza ai protagonisti attivi delle arti, della cultura, delle scienze, dello spettacolo e del giornalismo che, negli anni, con passione e professione, hanno dato lustro alla terra del Savuto. Organizzatore di eventi, da un trentennio promuove concorsi letterari, mostre e rassegne culturali e musicali. Per 18 anni è stato direttore artistico del concorso regionale della canzone "Città di Rogliano". Studioso di tradizioni, da 22 anni pubblica "Il calendario del Savuto", ed è coautore in numerosi volumi sulla ricerca popolare. Nel 1980 ha pubblicato, insieme all'insegnante Brunella Aiello, "Trilogia della vita - Quannu sona la campana - Nascita, matrimonio e morte nella cultura contadina". È presidente dell'associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura", con sede a Rogliano (Cosenza) e Pegli (Genova). Suona la chitarra e ama la pittura, la fotografia e la poesia.


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