di Fiore Sansalone

ROGLIANO – Ci sono persone che attraversano la vita senza fare rumore, senza cercare applausi, senza pretendere nulla. Eppure, quando se ne vanno, lasciano un silenzio immenso. Un vuoto che si avverte nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di sempre. Perché certe persone non appartengono soltanto alla propria famiglia: appartengono, in qualche modo, a un'intera comunità.

Giovanni Bonaccorso era una di queste.

Se n'è andato improvvisamente, a 75 anni, lasciando increduli e profondamente addolorati quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo. E a Rogliano, dove aveva lavorato per tanti anni come dipendente comunale, erano davvero in tanti.

Giovanni era un uomo buono. Di quella bontà autentica, discreta, che non ha bisogno di essere raccontata perché si riconosce nei piccoli gesti quotidiani. Nell'educazione con cui salutava, nella sincerità di una stretta di mano, nella premura di chiedere come stessero i familiari, nella capacità di fermarsi a scambiare due parole senza mai avere fretta di andare via.

Aveva un cuore nobile, Giovanni. E una qualità sempre più rara: sapeva voler bene alle persone.

Per tutti, o quasi, era semplicemente “Mazzola”.

Un soprannome che racchiudeva una delle sue grandi passioni: l'Inter. Nerazzurro nell'anima, tifoso appassionato e fedele, Giovanni portava nel cuore i colori della sua squadra. E quei suoi baffi, così caratteristici, ricordavano quelli del grande Sandro Mazzola, indimenticabile campione interista. Da lì quel nome affettuoso che negli anni era diventato parte della sua identità, quasi più familiare del nome di battesimo.

Bastava incontrarlo per riconoscerlo. I baffi, il sorriso, lo sguardo sincero. E quella voglia di parlare, di condividere una battuta, un pensiero, una passione.

Ma accanto al calcio c'era un altro mondo che lo affascinava profondamente: la politica locale.

Seguiva con curiosità e partecipazione le vicende amministrative, soprattutto quando si avvicinavano le elezioni comunali. Gli piaceva conoscere i possibili candidati, immaginare gli schieramenti, discutere delle indiscrezioni che animavano la vita politica del paese.

E qui il ricordo diventa inevitabilmente personale.

Quante volte, incontrandolo per le vie di Rogliano, mi fermava per parlare delle prossime amministrative. Mi incoraggiava a scrivere, a raccontare, a cercare notizie sui papabili candidati. Voleva sapere, capire, confrontarsi. Lo faceva con quell'entusiasmo genuino che appartiene a chi continua a sentirsi parte viva della propria comunità.

Oggi ripenso a quegli incontri, a quelle conversazioni apparentemente semplici, e mi accorgo di quanto fossero preziose.

Perché è proprio questo che fa più male quando una persona cara scompare: rendersi conto che un saluto dato distrattamente, una chiacchierata lungo la strada, un sorriso scambiato in una giornata qualsiasi erano piccoli frammenti di vita destinati, un giorno, a diventare ricordi.

E adesso, passando per quelle stesse strade, sarà impossibile non cercarlo con lo sguardo.

Lo scorso 5 luglio Giovanni aveva festeggiato il suo 75° compleanno a Santo Stefano di Rogliano, dove risiedeva, circondato dall'affetto dei suoi familiari.

Settantacinque anni. Una vita fatta di lavoro, affetti, amicizie, passioni e gesti semplici. Una vita che sembrava avere ancora tanti giorni da regalare, tante partite dell'Inter da seguire, tante discussioni politiche da affrontare, tante persone da salutare.

Poi, improvvisamente, il destino ha scritto una pagina che nessuno avrebbe voluto leggere.

La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione anche nell'Amministrazione comunale di Rogliano, che ha voluto ricordarlo con parole cariche di affetto e riconoscenza.

Nel messaggio di cordoglio, il Comune ha sottolineato le sue qualità umane, la disponibilità, il sorriso affettuoso e quella premura sincera con cui si interessava sempre degli altri. Un amico leale, un grande sportivo, una persona perbene, capace di lasciare un segno profondo nella vita quotidiana della comunità.

Parole che restituiscono il ritratto di un uomo che non aveva bisogno di grandi gesti per farsi amare.

Perché Giovanni era così. Semplice, educato, rispettoso. Uno di quegli uomini che rappresentano la parte più bella dei nostri paesi, quella fatta di rapporti umani veri, di amicizie coltivate negli anni, di volti familiari che rendono una comunità qualcosa di più di un insieme di case e di strade.

E forse il dolore più grande è proprio questo: sapere che da oggi Rogliano e Santo Stefano avranno un sorriso in meno. Una voce amica in meno. Un uomo buono in meno.

Resteranno i ricordi. Resteranno le sue passioni, i suoi racconti, i suoi inconfondibili baffi da “Mazzola”. Resterà il ricordo di quel tifoso nerazzurro che amava la sua Inter e di quell'amico che non perdeva occasione per parlare di politica.

Ma soprattutto resterà il bene che ha saputo seminare.

Perché una persona buona non se ne va mai completamente. Continua a vivere nel cuore di chi l'ha amata, nella memoria di chi l'ha incontrata, nella gratitudine di chi ha ricevuto anche soltanto una parola gentile.

In questo momento di immenso dolore, La Voce del Savuto si stringe con sincero affetto alla moglie Celestina, alla figlia Jessica, ai fratelli, alle sorelle e a tutti i familiari, condividendo il loro dolore con profonda partecipazione.

A loro giunga l'abbraccio più sentito, nella consapevolezza che nessuna parola potrà colmare un'assenza così grande.

Ciao, Giovanni. Ciao, Mazzola.

Ci mancheranno i tuoi baffi, il tuo sorriso, le tue chiacchierate sull'Inter e quelle indiscrezioni sulle elezioni che tanto ti appassionavano.

Ci mancherà soprattutto la tua bontà.

E quando ci incontreremo per le strade di Rogliano, noi che ti abbiamo conosciuto continueremo, almeno per un istante, ad aspettarci di vederti arrivare.

Con quel sorriso di sempre.

Con una parola buona per tutti.

Perché gli uomini come te non lasciano soltanto un ricordo. Lasciano un esempio. E gli esempi belli non muoiono mai. 

 

FIORE SANSALONE
Author: FIORE SANSALONE
Biografia:
Fiore Sansalone vive e lavora a Rogliano, in provincia di Cosenza. Editore e giornalista pubblicista, è iscritto all'albo della Calabria dal 2003. Ha studiato Scienze economiche presso l'Unical di Cosenza e Scienze politiche all'università "Aldo Moro" degli studi di Bari. Ha collaborato con il quotidiano "La Provincia cosentina". Dal 1998 dirige il periodico del territorio a sud di Cosenza, "La Voce del Savuto"; per alcuni anni ha diretto il mensile "Grimaldi 2000", edito dall'amministrazione comunale. Ed ancora, è stato editore e direttore responsabile de "La Voce del Savuto in Canada". È ideatore del "Premio Sabatum", un'importante rassegna che rende testimonianza ai protagonisti attivi delle arti, della cultura, delle scienze, dello spettacolo e del giornalismo che, negli anni, con passione e professione, hanno dato lustro alla terra del Savuto. Organizzatore di eventi, da un trentennio promuove concorsi letterari, mostre e rassegne culturali e musicali. Per 18 anni è stato direttore artistico del concorso regionale della canzone "Città di Rogliano". Studioso di tradizioni, da 22 anni pubblica "Il calendario del Savuto", ed è coautore in numerosi volumi sulla ricerca popolare. Nel 1980 ha pubblicato, insieme all'insegnante Brunella Aiello, "Trilogia della vita - Quannu sona la campana - Nascita, matrimonio e morte nella cultura contadina". È presidente dell'associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura", con sede a Rogliano (Cosenza) e Pegli (Genova). Suona la chitarra e ama la pittura, la fotografia e la poesia.


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