Una donna solare, sincera e generosa, sempre pronta a tendere la mano agli altri. La sua prematura scomparsa lascia un dolore immenso nel marito Vincenzo, nel figlio Valerio e nella sorella Rosanna, alla quale era legata da un affetto profondo. Lunedì 12 ottobre l'ultimo saluto

 

di Fiore Sansalone

SANTO STEFANO DI ROGLIANO – Ci sono addii che non si riescono ad accettare. Arrivano troppo presto, portandosi via una voce familiare, un sorriso, una presenza che sembrava impossibile perdere. E lasciano dietro di sé un silenzio che fa male, soprattutto a chi aveva costruito intorno a quella presenza una parte importante della propria vita.

La scomparsa di Giuseppina Garofalo, in Palermo, ha gettato nello sconforto quanti l'hanno conosciuta e amata.

Santo Stefano perde una donna perbene, una moglie premurosa, una madre esemplare. Una persona dalla sensibilità rara, leale, sincera, solare, educata, sempre disponibile verso gli altri. Di quelle persone che non hanno bisogno di grandi parole per farsi apprezzare, perché sono i comportamenti, giorno dopo giorno, a raccontarne il valore.

Giuseppina sapeva voler bene. E sapeva dimostrarlo.

Nella sua vita gli affetti occupavano un posto speciale. La famiglia era il suo riferimento più importante, il luogo in cui riversava amore, attenzioni e premure. Un amore che oggi rende ancora più dolorosa la sua assenza.

Per il marito Vincenzo e per il figlio Valerio si apre un vuoto difficile persino da raccontare. Vengono a mancare la sua presenza quotidiana, la dolcezza dei gesti, quella capacità di esserci che rende una casa un luogo pieno d'amore.

Ci sono abitudini che sembrano piccole finché non vengono a mancare. Una parola scambiata durante la giornata, una telefonata, una premura, il semplice sapere che una persona amata è lì. È anche attraverso queste assenze che si misura quanto fosse preziosa la sua presenza.

Un legame particolarmente intenso era quello che univa Giuseppina alla sorella Rosanna. Non soltanto un rapporto di sangue, ma un affetto profondo, fatto di vicinanza, confidenza e reciproco attaccamento.

Erano molto legate. Un legame di quelli che accompagnano l'esistenza, che custodiscono ricordi comuni e che resistono al passare degli anni.

Per Rosanna, la perdita di Giuseppina significa dover salutare non soltanto una sorella, ma una persona che occupava un posto insostituibile nel suo cuore. Un dolore intimo, difficile da esprimere, perché certi affetti hanno un linguaggio tutto loro e nessuna parola riesce a restituirne fino in fondo la profondità.

Giuseppina ha dovuto affrontare anche momenti particolarmente difficili, sostenendo con coraggio e dignità una dura prova legata alla salute. Lo ha fatto senza perdere quei tratti di umanità e sensibilità che l'hanno sempre contraddistinta.

Era una convinta sostenitrice dell'AIRC, l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, a testimonianza dell'attenzione che riservava alla ricerca e alla speranza di un futuro migliore per tante persone e famiglie.

Ma oggi, più di ogni altra cosa, è giusto ricordare Giuseppina per come ha vissuto, per il bene che ha saputo donare e per l'affetto che ha seminato intorno a sé.

Per il suo sorriso. Per la sua educazione. Per quella sincerità che la rendeva una persona autentica. Per la disponibilità verso chiunque avesse bisogno di una parola, di un gesto o semplicemente di essere ascoltato.

La sua scomparsa lascia tanta tristezza e una domanda alla quale è impossibile rispondere: perché una persona così amata debba andare via tanto presto.

Resteranno i ricordi. Quelli custoditi dal marito Vincenzo, dal figlio Valerio, dalla sorella Rosanna e da tutti i familiari. Ricordi che oggi fanno scendere le lacrime, ma che custodiscono anche la parte più bella della sua esistenza.

Perché l'amore ricevuto non scompare con chi ce lo ha donato. Rimane nei gesti che impariamo a ripetere, nelle parole che ci tornano alla mente, nelle fotografie che guardiamo cercando ancora quel sorriso.

E forse sarà proprio quel sorriso, così familiare a chi le ha voluto bene, a rendere Giuseppina sempre presente nei loro cuori.

L'ultimo saluto a Giuseppina sarà dato lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 11:00, nella Chiesa di Santa Liberata, a Santo Stefano di Rogliano, dove familiari, amici e quanti le hanno voluto bene potranno stringersi nel dolore e nella preghiera.

Alla famiglia, e in particolare al marito Vincenzo, al figlio Valerio e alla sorella Rosanna, giungano le più sincere e affettuose condoglianze della direzione e della redazione de La Voce del Savuto, che partecipano con profonda commozione al dolore per questa perdita.

Ciao, Giuseppina. Te ne sei andata troppo presto, ma il bene che hai lasciato continuerà a parlare di te. E chi ti ha amata. 

 

FIORE SANSALONE
Author: FIORE SANSALONE
Biografia:
Fiore Sansalone vive e lavora a Rogliano, in provincia di Cosenza. Editore e giornalista pubblicista, è iscritto all'albo della Calabria dal 2003. Ha studiato Scienze economiche presso l'Unical di Cosenza e Scienze politiche all'università "Aldo Moro" degli studi di Bari. Ha collaborato con il quotidiano "La Provincia cosentina". Dal 1998 dirige il periodico del territorio a sud di Cosenza, "La Voce del Savuto"; per alcuni anni ha diretto il mensile "Grimaldi 2000", edito dall'amministrazione comunale. Ed ancora, è stato editore e direttore responsabile de "La Voce del Savuto in Canada". È ideatore del "Premio Sabatum", un'importante rassegna che rende testimonianza ai protagonisti attivi delle arti, della cultura, delle scienze, dello spettacolo e del giornalismo che, negli anni, con passione e professione, hanno dato lustro alla terra del Savuto. Organizzatore di eventi, da un trentennio promuove concorsi letterari, mostre e rassegne culturali e musicali. Per 18 anni è stato direttore artistico del concorso regionale della canzone "Città di Rogliano". Studioso di tradizioni, da 22 anni pubblica "Il calendario del Savuto", ed è coautore in numerosi volumi sulla ricerca popolare. Nel 1980 ha pubblicato, insieme all'insegnante Brunella Aiello, "Trilogia della vita - Quannu sona la campana - Nascita, matrimonio e morte nella cultura contadina". È presidente dell'associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura", con sede a Rogliano (Cosenza) e Pegli (Genova). Suona la chitarra e ama la pittura, la fotografia e la poesia.


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