Dopo l'assoluzione del magistrato, il presidente dell'associazione Savuto Libero chiede tempi rapidi per le decisioni sulla sua posizione. Un appello anche al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia
di Fiore Sansalone
SCIGLIANO (CS) – La vicenda giudiziaria di Eugenio Facciolla continua a far discutere. Dopo le assoluzioni dalle accuse di corruzione e falso e le pronunce della giustizia amministrativa favorevoli all'ex procuratore della Repubblica di Castrovillari, arriva una nuova, decisa presa di posizione di Eugenio Canino, presidente dell'associazione Savuto Libero di Scigliano, che chiede al Consiglio superiore della magistratura di intervenire senza ulteriori ritardi.
Canino non nasconde la propria amarezza per una vicenda che si trascina ormai da quasi otto anni e che, a suo giudizio, ha segnato profondamente il percorso umano e professionale di un magistrato del quale continua a difendere pubblicamente l'integrità.
La richiesta è chiara: il Csm affronti con tempestività la posizione di Facciolla e assuma le determinazioni necessarie sulla sua eventuale conferma alla guida della Procura di Castrovillari.
In caso contrario, il presidente di Savuto Libero annuncia la possibilità di una forte mobilitazione mediatica davanti al Tribunale della città del Pollino, per richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica su una vicenda che considera non più rinviabile.
«Se il Csm non farà presto, siamo pronti a una forte mobilitazione mediatica davanti al Tribunale di Castrovillari», è il messaggio lanciato da Canino.
Una presa di posizione che arriva a pochi giorni dall'ultimo sviluppo giudiziario.
Il 27 ottobre, infatti, è stata resa nota la decisione del Tribunale collegiale di Salerno che ha dichiarato inammissibile l'impugnazione della Procura contro l'assoluzione di Facciolla dall'accusa di falso. L'assoluzione per corruzione era già divenuta definitiva, dopo la mancata impugnazione da parte dell'accusa.
A questo risultato si aggiunge la sentenza del Consiglio di Stato del 24 agosto 2026, che ha confermato l'annullamento della delibera con cui il Csm aveva negato al magistrato la conferma nell'incarico direttivo di procuratore della Repubblica di Castrovillari.
Resta tuttavia un passaggio istituzionale fondamentale: l'annullamento della delibera non determina automaticamente il ritorno di Facciolla alla guida dell'ufficio giudiziario. Spetta al Consiglio superiore della magistratura adottare le decisioni conseguenti, nel rispetto delle pronunce intervenute.
Ed è proprio su questo punto che si concentra l'intervento di Canino.
Il presidente dell'associazione si rivolge anche al Presidente della Repubblica, nella sua qualità di presidente del Csm, e al Ministro della Giustizia, chiedendo che venga fatta piena chiarezza su una storia giudiziaria che definisce «vergognosa» per la sua durata e per le conseguenze che ritiene abbia prodotto.
Canino si domanda perché, alla luce degli ultimi pronunciamenti, non si giunga rapidamente a una definizione della posizione del magistrato, che descrive come una persona seria e onesta.
Parole che testimoniano un sostegno mai venuto meno nel corso degli anni.
Già dopo la sentenza del Consiglio di Stato, nell'agosto scorso, il presidente di Savuto Libero aveva espresso pubblicamente la propria soddisfazione, sottolineando il legame di amicizia e la stima personale nei confronti di Facciolla.
Oggi, però, alla soddisfazione per gli esiti giudiziari si accompagna l'impazienza per una questione amministrativa ancora aperta.
La vicenda pone infatti un interrogativo che va oltre il singolo caso: quali conseguenze devono produrre, sulla posizione professionale di un magistrato, le sentenze che modificano il quadro sul quale si erano fondate precedenti valutazioni?
Una domanda alla quale dovrà essere il Csm a rispondere attraverso gli atti di propria competenza.
Nel frattempo, da Scigliano arriva un segnale preciso. Eugenio Canino e l'associazione Savuto Libero intendono mantenere alta l'attenzione sulla vicenda e non escludono iniziative pubbliche qualora i tempi della decisione dovessero ulteriormente allungarsi.
Dopo quasi otto anni, per Canino è arrivato il momento di dare una risposta definitiva.
E l'annunciata mobilitazione davanti al Tribunale di Castrovillari, qualora venisse organizzata, rappresenterebbe un nuovo capitolo di una vicenda che continua a suscitare attenzione ben oltre gli ambienti giudiziari.









