di Antonietta Malito

La notizia della scomparsa di Maria Maio ha lasciato un velo di tristezza e un senso di vuoto in tutto il paese. Un dolore che, oltredtutto, arriva a poche settimane dalla perdita di un altro giovane.

Maria era una piccola donna, nel senso più tenero e bello dell’espressione, rimasta bambina nell’animo, nel modo di guardare il mondo, nella spontaneità delle sue domande, nella semplicità con cui viveva le piccole cose. Il suo era un universo fatto di gesti familiari, abitudini, affetti sinceri e di quella purezza che, crescendo, spesso si perde e che lei, invece, aveva conservato integra. La ricordo con il suo sorriso discreto, il suo garbo, la sua presenza gentile e silenziosa.

Francesca, sua cugina, l’ha definita non a caso un’eterna bambina e probabilmente non esiste espressione più adatta per raccontarla. Maria aveva un mondo tutto suo, nel quale la vita si misurava attraverso le cose semplici, quelle che per molti passano inosservate e che per lei avevano un valore speciale. Era autentica, buona, disarmante nella sua spontaneità. Proprio questa sua delicatezza l’aveva resa una presenza cara, familiare, riconoscibile, di quelle che, quando non ci sono più, lasciano un grande silenzio.

Accanto a lei, per tutta la sua vita, c’è stata sua madre Franca, il suo riferimento, la sua certezza, il suo riparo. Il loro è stato un legame profondo, quotidiano, indissolubile. Franca l’ha accompagnata con una dedizione instancabile, seguendola in ogni momento, custodendone i bisogni, condividendone le giornate, con un amore fatto di attenzioni continue e di una forza che soltanto il cuore di una madre può conoscere. Le è rimasta accanto fino all’ultimo, senza risparmiarsi, con la cura silenziosa che nasce dall’amore.

Tra i numerosi messaggi di cordoglio espressi sui social da amici e conoscenti, anche l’amministrazione comunale ha voluto ricordare Maria, sottolineando il segno umano che lascia nella comunità: «Una giovane donna che ha lasciato in tutti noi il segno di un animo buono, del suo sorriso discreto e del suo modo garbato e luminoso di stare tra le persone».

Nel messaggio istituzionale c’è anche un pensiero speciale per Franca, «che le è stata accanto con un amore instancabile, premuroso e pieno di forza fino all’ultimo istante». Poi una frase che racchiude il senso di un affetto collettivo: «Il ricordo di Maria resterà patrimonio di tutta la nostra comunità».

Particolarmente toccante il ricordo del cugino Vittorio Maio: «In punta di piedi e in silenzio, con la semplicità che ha da sempre caratterizzato la tua esistenza, hai deciso di volare in cielo cara Maria», si legge in un post pubblicato su Facebook. E ancora, con una tenerezza che lascia emergere tutta la profondità del loro legame: «Con te se ne va la parte più bella, pura e unica della famiglia Maio».

Vittorio la ricorda attraverso quei piccoli rituali che soltanto l’affetto sa trasformare in ricordi preziosi: le domande semplici e ripetute, il suo venire a svuotare il cestino della carta, il saluto quando lui arrivava a Grimaldi. Gesti apparentemente ordinari, che oggi acquistano un valore immenso. «Mi mancherai. Da morire». Parole, queste, in cui c’è la consapevolezza che non torneranno più quelle piccole consuetudini che sembravano scontate e che, invece, erano diventate parte della vita.

Maria se ne va così, lasciando dietro di sé l’affetto dei suoi cari, la dedizione di una mamma che ha vissuto per lei e il ricordo di un paese che le ha voluto bene, ma il modo più bello per ricordarla è proprio quello di pensare a lei come a quella piccola donna dall’animo bambino, che ha attraversato la vita con la bontà di chi non conosce malizia, con la spontaneità e dolcezza.

Alla mamma Franca, al papà Vittorio, alla sorella Giovanna, ai cugini e a tutti i familiari giungano le più sentite condoglianze. Anche La Voce del Savuto si unisce al loro dolore, custodendo il ricordo di Maria con rispetto e affetto. 

 

ANTONIETTA MALITO
Author: ANTONIETTA MALITO
Biografia:
Antonietta Malito, giornalista e scrittrice, si è laureata in Scienze Economiche e Sociali presso l’Università della Calabria, dove ha conseguito anche un Master in Management Pubblico. Coltiva, sin da bambina, una profonda passione per la scrittura, che l'ha portata a costruire un percorso professionale ricco e variegato nel mondo del giornalismo e della cultura. Direttore responsabile di Diario Pontino - Magazine di Latina, collabora stabilmente con La Voce del Savuto, di cui è stata direttore, e con La Voce agli italiani. È coordinatrice nazionale del Centro Studi "Atlantide" per le Arti e la Letteratura. Ha scritto per le testate giornalistiche: Edizione della Sera, La Provincia Cosentina, Calabria Ora, Calabria.Live (dove ha curato la rubrica domenicale “Nextelling”), il periodico Grimaldi 2000, la rivista internazionale MedAtlantic, il magazine di moda Life & People, il giornale online Italiani.it (la rete globale degli italiani nel mondo), e per i portali internazionali Malta.it, Parigi.it, Madrid.it, Toronto.it. Ha diretto la rivista culturale Tracce di un tempo. Opere pubblicate: Grimaldi, viaggio nel 2008; Grimaldi, I tesori del borgo smeraldo (vol. I); Trasparente, pensieri e poesie (Atlantide Edizioni); Fino all’alba (Bertoni Editore). Opere in coautoria: Savuto, sprazzi di folclore; Riti e tradizioni della Settimana Santa nel Savuto; Lungo le vie del tempo (Atlantide Edizioni). Ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo impegno culturale e giornalistico, tra cui il Premio Sabatum 2006 per il Giornalismo e il Premio Autori Italiani. Oltre alla scrittura, coltiva con passione anche la fotografia, l’arte, la natura e l’amore per gli animali.


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