Alle 8.20, dopo il TG1, un servizio di Francesca Bellino per “TG1 Dialogo” racconterà una realtà che custodisce libri, memoria e speranza. L'annuncio del presidente Daniel Cundari: «Dare spazio alla nostra biblioteca significa dare voce alla nostra terra»
Ci sono luoghi che, pur lontani dai grandi centri e dai riflettori, riescono a raccontare storie capaci di arrivare lontano. Luoghi in cui la cultura non è soltanto un patrimonio da conservare, ma una scelta quotidiana, un gesto di fiducia nel futuro, un modo per tenere unite le persone e restituire valore alle proprie radici.
La Piccola Biblioteca di Cuti è una di queste realtà. E sabato 17 ottobre avrà una vetrina d'eccezione: Rai 1.
Alle 8.20, subito dopo il TG1, all'interno della rubrica “TG1 Dialogo”, andrà in onda un servizio dedicato alla biblioteca e alla sua esperienza di impegno culturale e amore per il territorio. A realizzarlo è stata la giornalista Francesca Bellino, mentre la trasmissione è curata e condotta da Mario Prignano.
A dare l'annuncio, con entusiasmo ed emozione, è Daniel Cundari, presidente della Piccola Biblioteca di Cuti, che ha invitato amici, sostenitori e cittadini a seguire l'appuntamento televisivo e a condividere questa occasione di visibilità.
Non si tratta soltanto di un passaggio in televisione. Per una piccola realtà culturale nata e cresciuta nel territorio, l'attenzione del servizio pubblico nazionale rappresenta un riconoscimento importante. È la dimostrazione che anche dalle comunità più piccole possono partire esperienze capaci di suscitare interesse, trasmettere valori e offrire esempi positivi.
In un tempo in cui si parla spesso dei problemi delle aree interne, dello spopolamento e delle difficoltà dei piccoli centri, iniziative come quella della Piccola Biblioteca di Cuti raccontano anche un'altra faccia della Calabria: quella di chi resta, di chi si impegna, di chi continua a credere che un libro, un incontro e uno spazio aperto alla conoscenza possano contribuire a costruire una comunità più viva.
È proprio questo il significato più profondo delle parole affidate da Cundari al suo messaggio: «Dare spazio alla Piccola Biblioteca di Cuti significa dare voce alla nostra terra, alle comunità e a chi ogni giorno crede nel valore della cultura come strumento di crescita e di speranza».
Parole che vanno oltre la soddisfazione personale e restituiscono il senso di un impegno collettivo. Perché una biblioteca, soprattutto in un piccolo centro, può diventare molto più di un luogo in cui si raccolgono volumi: può essere un punto di riferimento, uno spazio di relazione, un presidio culturale capace di contrastare l'isolamento e alimentare il desiderio di partecipazione.
Nel suo annuncio, il presidente ha rivolto un ringraziamento particolare a Mario Prignano per l'attenzione dedicata alla biblioteca e ha voluto ricordare anche Sasà Calabrese, Luigi Maletta e Sandro Sottile, che lo hanno accompagnato in questa esperienza.
L'appuntamento di sabato mattina sarà dunque un momento significativo non soltanto per Daniel Cundari e per quanti condividono il percorso della biblioteca, ma anche per l'intero territorio, che avrà l'occasione di vedere raccontata su una rete nazionale una storia di passione, perseveranza e attaccamento alle proprie origini.
Perché, in fondo, è proprio questo il messaggio più bello: la cultura non ha bisogno di grandi città per diventare grande. Ha bisogno di persone che ci credano, di comunità disposte a sostenerla e di storie che meritino di essere ascoltate.
Sabato 17 ottobre, alle 8.20 su Rai 1, una di queste storie arriverà nelle case degli italiani. E partirà proprio da Cuti.









