ROGLIANO – Una presa di posizione netta, dura e soprattutto finalizzata a difendere il buon nome dell’ospedale “Santa Barbara” di Rogliano. L’amministrazione comunale e la direzione del presidio sanitario hanno deciso di intervenire pubblicamente dopo la diffusione di alcuni articoli giornalistici che collegavano il nosocomio roglianese a una sentenza del Tribunale Civile di Cosenza relativa a un presunto caso di malasanità culminato con un risarcimento milionario ai familiari di un paziente deceduto nel gennaio 2021.
Secondo quanto chiarito nella nota ufficiale pubblicata sulla pagina Facebook del Comune, il coinvolgimento dell’ospedale “Santa Barbara” sarebbe frutto di un evidente errore materiale contenuto nelle prime righe della sentenza. Nel provvedimento giudiziario, infatti, comparirebbe erroneamente la denominazione del presidio roglianese, mentre il soggetto sanitario realmente interessato dalla vicenda sarebbe l’Azienda Ospedaliera di Cosenza, che comprende le strutture dell’Annunziata e del Mariano Santo.
Una precisazione che l’amministrazione considera fondamentale per evitare equivoci e tutelare l’immagine di una struttura sanitaria che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento importante per il territorio del Savuto.
A fare ulteriore chiarezza è stato direttamente il sindaco Giovanni Altomare, che ha ricostruito la reale cronologia dei fatti clinici, sottolineando come il paziente deceduto non sia mai transitato né tantomeno ricoverato presso l’ospedale di Rogliano.
L’uomo, infatti, secondo quanto spiegato dal primo cittadino, si era recato il 20 dicembre 2020 al Pronto Soccorso dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza, venendo successivamente trasferito nel reparto di rianimazione della stessa struttura e poi al Policlinico di Germaneto.
Un dettaglio tutt’altro che marginale, anche alla luce di un dato logistico incontestabile richiamato nella nota: il “Santa Barbara” di Rogliano non dispone di un reparto di Pronto Soccorso da oltre dieci anni. Circostanza che, di fatto, renderebbe incompatibile qualsiasi collegamento diretto con la gestione iniziale dell’emergenza sanitaria descritta nella sentenza.
Parole chiare anche quelle del sindaco Altomare, che ha voluto rivendicare il lavoro svolto dal personale sanitario del presidio roglianese, soprattutto durante la fase più drammatica della pandemia.
«Il nostro ospedale è da sempre apprezzato per la riconosciuta qualità delle sue prestazioni e per l'altissima professionalità del personale» – ha dichiarato il primo cittadino – «Anche durante i mesi più duri dell’emergenza Covid, il presidio ha svolto il proprio ruolo con generoso impegno e abnegazione, senza che si siano mai registrati rilievi o episodi di malasanità legati a quella drammatica fase.»
La vicenda, oltre ad alimentare il dibattito sulla correttezza delle informazioni diffuse pubblicamente, riaccende inevitabilmente anche l’attenzione sul delicato tema della sanità territoriale e sul ruolo che il “Santa Barbara” continua a rivestire per l’intera area del Savuto.
Per l’amministrazione comunale, però, su un punto non possono esserci ambiguità: l’ospedale di Rogliano non ha avuto alcun coinvolgimento nella vicenda giudiziaria oggetto della sentenza del Tribunale di Cosenza.









