Mammografia: che cos’è e perché va fatta

 

Per una corretta prevenzione uno degli strumenti a disposizione è la mammografia, che permette lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario.

Il tumore al seno è il più frequente nel sesso femminile: ogni anno in Italia vengono diagnosticati 48.000 nuovi casi. I continui progressi della medicina e gli screening per la diagnosi precoce hanno permesso che l’incidenza dei decessi diminuisse.

Un ampio studio pubblicato nel settembre 2012 sul Journal of Medical Screening ha mostrato che la mortalità si riduce del 25% per le donne che si sottopongono allo screening.

La prevenzione: quando e come va fatta

La prevenzione deve cominciare a partire dai 20 anni con l'autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese.

È indispensabile, poi, proseguire con controlli annuali del seno eseguiti dal ginecologo o da uno specialista senologo affiancati alla mammografia biennale dopo i 50 anni o all'ecografia, ma solo in caso di necessità, in donne giovani.

 Tra i 20 e i 40 anni generalmente non sono previsti esami particolari, se non una visita annuale del seno dal ginecologo o da un medico esperto. Solo in situazioni particolari, per esempio in caso di familiarità o di scoperta di noduli, è possibile approfondire l'analisi con una ecografia o una biopsia (agoaspirato) del nodulo sospetto. La mammografia non è raccomandata perché la struttura troppo densa del tessuto mammario in questa fascia di età renderebbe poco chiari i risultati.

 Tra i 40 e i 50 anni le donne con presenza di casi di tumore del seno in famiglia dovrebbero cominciare a sottoporsi a mammografia, meglio se associata a ecografia vista la struttura ancora densa del seno

Tra i 50 e i 69 anni il rischio di sviluppare un tumore del seno è piuttosto alto e di conseguenza le donne in questa fascia di età devono sottoporsi a controllo mammografico con cadenza biennale.

Nelle donne positive al test genetico per BRCA1 o 2 è indicata un'ecografia semestrale e una risonanza annuale, anche in giovane età Anche se la mammografia rimane uno strumento molto efficace per la diagnosi precoce del tumore del seno, oggi sono disponibili anche altre tecniche diagnostiche come larisonanza magnetica (ancora limitata a casi selezionati), laPEM (una tomografia a emissione di positroni - PET - specifica per le mammelle) e un nuovo esame già definito il Pap-test del seno che consiste nell'introduzione di liquido nei dotti galattofori (i canali attraverso i quali passa il latte) e nella successiva raccolta di questo liquido che porta con sé anche alcune cellule.

La mammografia è una radiografia in cui si comprime il seno tra due lastre per individuare la presenza di formazioni potenzialmente tumorali. Viene quindi eseguita quando alla palpazione della mammella si avverte la presenza di un nodulo oppure ci sono altri segnali che richiedono un approfondimento diagnostico.

La mammografia è inoltre effettuata come test di screening per cercare di scoprire la malattia prima che si manifesti.

Alcune donne trovano dolorosa la compressione delle mammelle tra le due piastre dell'apparecchiatura per la mammografia, ma il disagio dura solo il breve tempo necessario per l'esame.

 

Dire donna

Francesca Romana Buffetti 

5 febbraio 2016

 

 

 

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