di Antonietta Malito
Si sono conclusi in serata i tradizionali festeggiamenti in onore di Sant’Antonio da Padova, che - come ogni anno - hanno richiamato numerosi fedeli.
Alla messa pomeridiana è seguita la solenne processione per le vie del paese, accompagnata dalla banda musicale, dalle autorità civili e religiose e dalla comunità. Al rientro in chiesa, la statua di Sant’Antonio è stata salutata da uno spettacolo di fuochi d’artificio che ha suggellato la conclusione delle celebrazioni.
La giornata era iniziata nella mattinata con uno degli appuntamenti più sentiti e caratteristici della festa: la benedizione degli animali sul sagrato. A impartirla è stato il parroco don Tiberio Nucera, davanti a una folla numerosa che ha assistito con interesse e partecipazione.
«Quest’anno – ha raccontato il sacerdote – oltre a cavalli e cani, sono stati portati una gatta e due tartarughe. Anche i bambini sono molto coinvolti e vivono questo momento con grande entusiasmo».

Al termine della cerimonia si è svolta nel chiostro del Convento la tradizionale distribuzione del pane benedetto e dei caratteristici panini offerti ai fedeli, farciti con guanciale, ricotta e toma, simbolo di condivisione e convivialità che ogni anno accompagna la festa.
Non sono mancati i tammurinari, protagonisti di una tradizione che si rinnova di anno in anno. I loro tamburi hanno risuonato alle prime luci dell’alba, regalando gli ultimi momenti di festa e mantenendo viva un’usanza profondamente radicata nella cultura locale.

Grande la partecipazione dei fedeli durante tutto il periodo delle celebrazioni religiose. Fin dai primi giorni del mese, infatti, numerose persone hanno preso parte alle funzioni religiose, confermando il forte legame che unisce la comunità al Santo di Padova.
Una festa che, ancora una volta, ha saputo intrecciare fede, tradizione e senso di appartenenza.









