C’è un filo sottile, fatto di memoria, devozione e suono, che ogni anno ritorna a cucire insieme i borghi della Calabria. È il filo delle antiche melodie natalizie, quelle che attraversano le strade prima dell’alba, portate dal fiato caldo delle zampogne e dalla grazia semplice della pipita. A custodirle, come veri guardiani del tempo, sono Sandro e Giuseppe Sottile, musicisti roglianesi che da anni riportano in vita un’eredità preziosa, intrecciando musica e identità.
Dal 6 dicembre al 6 gennaio, i due zampognari del Savuto saranno protagonisti di un mese intero dedicato alla tradizione più pura. Le loro nenie, cariche di spiritualità e nostalgia, risuoneranno in numerosi comuni della provincia di Cosenza e del Catanzarese. Un viaggio musicale che non è solo calendario, ma pellegrinaggio dell’anima.
Fortemente voluti da don Santino Borrelli, apriranno le loro giornate a Mendicino, suonando la novena di Natale alle 6 del mattino, quando il cielo è ancora scuro e l’aria sa di legna e silenzio. È in quell’ora sospesa che la zampogna dialoga con l’alba, restituendo ai fedeli un’emozione antica, quasi sacra.
Poi toccherà a Cleto, Belsito, Aprigliano, San Giovanni in Fiore, Aiello Calabro, Campora San Giovanni, Mangone, Carlopoli e alla frazione Castagna, dove la loro musica attraverserà vicoli, piazze, chiese e case. E non mancheranno momenti solenni: il concerto di Natale, dedicato agli ex voto, ai canti di fede e alla tradizione, farà tappa sia a Campora San Giovanni sia a Rende, in un abbraccio musicale che unisce comunità diverse sotto lo stesso cielo d’inverno.
Sandro e Giuseppe non portano soltanto note. Portano storie. Portano ricordi. Portano il Natale così com’era un tempo, quando bastava il suono di una zampogna per far sentire il paese più vicino, più unito, più vivo.
E così, mentre le loro melodie si arrampicheranno su campanili e tetti, una certezza tornerà a farsi sentire: la tradizione non è qualcosa da conservare, ma qualcosa da vivere. E quando passa la zampogna, il paese non ascolta soltanto: respira. E ogni respiro è un brivido di Natale.
 
 
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