C’è un profumo che non si dimentica. È quello del pane appena sfornato, caldo, sincero, capace di riportarti indietro nel tempo, quando le mani delle nonne impastavano con amore e il forno era il cuore pulsante della casa. A Rogliano quel profumo vive ancora, ogni giorno, nel Panificio Rogliano.

Nato nel marzo del 2003 dalla volontà di due amici fraterni, Vincenzo Altomare e Francesco Coccari, questo panificio non è solo un’attività commerciale, ma una storia di legami veri, sacrificio e amore per le cose fatte bene. Da oltre vent’anni, con una conduzione familiare che profuma di autenticità, qui si sforna un pane d’altri tempi, preparato come una volta, seguendo una ricetta antica e popolare che non ha mai tradito le sue origini. 

Il pane del Panificio Rogliano non è solo cibo: è memoria, è identità, è quotidianità che consola. Accanto al pane casereccio trovano spazio pitte e filoni, rosette, panini ai cinque cereali, taralli e focacce artigianali, frese e freselle che sanno di estate e di semplicità. E poi i dolci della tradizione, quelli che parlano il dialetto del cuore: la pitta ’mpigliata, i cantucci alle mandorle, i mastaccioli, i turdilli… sapori che raccontano feste di paese, tavole imbandite e sorrisi condivisi. 

Il pane di Via Eugenio Altomare viaggia lontano, arriva a Rogliano, Cosenza, Rende e in tanti comuni a sud del Cosentino – Piano Lago, Aprigliano, Figline Vegliaturo, Donnici – portando ovunque un messaggio semplice ma potente: la bontà nasce dalla cura. 

E così, ogni giorno, davanti al panificio, c’è un via vai continuo di persone. Gente che entra, saluta, sorride, aspetta il proprio turno come si faceva una volta. Perché qui non si compra solo il pane, si ritrova un pezzo di casa. E quando si esce, con la busta calda tra le mani, viene spontaneo pensarlo, quasi dirlo sottovoce, con gratitudine: “BENEDICA.”

Perché il pane, quando è fatto con il cuore, benedice davvero chi lo prepara e chi lo porta a tavola. 

 

 

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