Concetti teologici e aristotelici vengono mediati dall'Aquinate con deduttivo acume che desta meraviglia e stupore in coloro che pensano essere inconciliabili le due essenze intellettuali. Non estranei alla sua meditata vocazione sono gli epigoni di S.Domenico, supportati da quell'Alberto Magno che sarà il suo mentore nel percorso accademico in terra di Francia. Un empito mai sopito lo spinge verso studi teologici che lo porteranno verso la predicazione della parola di Dio in un magistero che consacrerà la sua profonda conoscenza dei Testi della cultura cristiana nonché di quella pagana. La Filosofia aristotelica ha per Lui un interesse culturale che travalica il limite religioso per approdare a dimensione di conoscenza di un pensiero che si discosta dalla matrice spirituale platonica, per cui gli Scritti di Aristotele, riproposti da fonti orientali vengono attentamente analizzati onde verificarne l'autenticità.
Difensore della religione di Cristo propone un serrato confronto con quei Filosofi, che per retaggio aristotelico affermano esserci un nesso tra Verità e Ragione ma che Tommaso rafferma nel configurare con cognitio ex causa la forza del Vero, rifulgente solo nella parola di Dio.
Il filosofo arabo Averroè, citato da Dante in Inf. IV, il cui commento sul pensiero di Aristotele ha subito forte contaminazione dai suoi seguaci ma che Tommaso elabora per dimostrare che la teoria "dell'unicità dell'intelletto" è in contrasto con il dogma " dell'immortalità dell'anima " e che tra Verità filosofica e Verità teologica non vi è divisione alcuna.
l'Aquinate, dall'alto dell sua immensa spazialità culturale, non si fa condizionare dal peccato di blasfemia, volando alto sulle teorie aristoteliche e cercando possibili convergenze tra queste e le istanze cristiane dopo aver purificato gli originali concetti dello Stagirita dai refusi manuali ed intellettuali dei chiosatori arabi.

 


L'intelletto umano necessita di spaziare nello studio di concetti filosofici profani, coerenti con la Fede e che "de naturali jure " vengano studiato dai Teologi cristiani per servirsene come indispensabile viatico nella ricerca del divino.
Anche le maggiori Verità di approccio all'umana razionalità possono estrinsecarsi in un cauto approfondimento della filosofia aristotelica anche se solo come base di culturale conoscenza. "Tutti gli esseri umani tendono per natura al sapere", come recita l'incipit della Metafisica aristotelica e tale asserzione viene fatta propria da Tommaso con l'ausilio dell'intelletto, proteso verso la perfezione per giungere al sapere mercé anche contezza che principio e morte non possono essere disgiunti.
È la Filosofia che assolve a tale necessaria esigenza nell'intento di guidare l'uomo verso il giusto cammino conoscitivo, supportata dalla Fisica e dalla Matematica che si fondono nell'oggettivo concetto di "speculabile" che afferisce alla Mente speculativa, quale unica entità di contatto con la Verità.
La scienza del Sapere, che ricongiunge l'uomo alla sua origine fa sì che questi percorra quel sentiero che lo porterà verso Dio perché la brama di conoscenza è la stessa Bramante di approcciarsi al Divino e dunque alla naturale destinazione.
Il pensiero filosofico pagano manifesta un' astrazione concettuale che Tommaso non disdegnerà ma cercherà di correggere attraverso la Metafisica quale Scienza della Filosofia teologica ispirata da Dio per cui Fede e Ragione convivono solo se coniugano intenti condivisi, per far sì che entrino in simbiosi e non in contrasto alla Fede.

 


Dante magnifica la Santità filosofica di Tommaso in quei Canti del Paradiso dove la figura del Santo d'Aquino rifulge di vivida luce di sapienza, accostandosi a Lui quale precursore di un nuovo modo di pensare la dottrina aristotelica come appendice del pensiero cristiano in senso razionalistico ma non di mistica condivisione. La " Summa theologica ", tedofora degli inconfutabili concetti tomistici , pur attingendo a riveduta linfa aristotelica sublima il rapporto fra Rivelazione e Teologia, legato alla Scienza dei Numeri e delle Linee, mossi dai principi rivelati da Dio, da cui tutto proviene e in cui si coagulano Essenza ed Essere.

(Da "Poetica e Filosofia" di F. Vetere, docente di discipline umanistiche)

 

Francesco Vetere
Author: Francesco Vetere
Biografia:
Docente emerito dei Licei, è uno studioso di grande valenza, acuto scrittore, poeta, saggista e critico letterario. I suoi commenti in prosa e versi sono stati apprezzati in molte manifestazioni culturali, vergati e declamati con grande afflato, carico e denso di grande significato e di “sentimento”. È autore delle seguenti sillogi poetiche: "Lo sguardo e la memoria", "Saggio poetico di storia umana", "Eroi in poesia", "Lirici Greci e Latini"; Saggi in prosa: "Apocalisse e Cristo", "Hermetica", "Egittologia", "Theologica", "Religioni orientali", "Monachesimo illuminato", "Boheme e Scapigliatura", "Saggio letterario sul primo 900", "Autori stranieri dell’800", "Gli Evi della Letteratura italiana"; "Silloge di pensieri sparsi". Le opere citate sono state da me commentate secondo il percorso tracciato dall’autore. (Antonio Aiello)


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