di Nicoletta Toselli
La scuola che guarda al futuro senza dimenticare il valore delle relazioni, della cultura e del pensiero critico. È questa la visione che emerge dalle riflessioni di Assunta Morrone, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Mendicino e scrittrice, protagonista di uno dei contributi raccolti nell’ambito del progetto JASSA AI – Borghi intelligenti e scuole del futuro.
Un percorso che sta coinvolgendo dirigenti scolastici, docenti, professionisti e amministratori locali in una riflessione condivisa sul rapporto tra innovazione, educazione e territori, con l’obiettivo di accompagnare scuole e comunità nelle trasformazioni introdotte dalle nuove tecnologie.
Per Assunta Morrone, il punto di partenza resta la persona. Anche nell’epoca dell’intelligenza artificiale, la scuola deve continuare a essere il luogo in cui si costruiscono relazioni, si sviluppa consapevolezza e si impara a leggere il mondo con uno sguardo critico.
«Scrivere mi permette di creare legami e i legami sono ponti per il nostro rapporto con il tempo, quello lineare ma anche quello emozionale», afferma la dirigente scolastica, sottolineando come l’intelligenza artificiale rappresenti una grande opportunità purché venga utilizzata con responsabilità. «I ragazzi devono, prima di ogni cosa, porsi domande e poi cercare risposte».
Una riflessione che si inserisce perfettamente nello spirito di JASSA AI, progetto che non si limita a parlare di tecnologia, ma punta a costruire una cultura dell’innovazione capace di mettere al centro le persone e i territori.
Secondo Morrone, la scuola non può essere considerata il luogo in cui si risolvono tutti i problemi, ma deve continuare a essere uno spazio in cui si impara a cercare soluzioni, sviluppando competenze che riguardano non soltanto le discipline ma anche la dimensione emotiva e relazionale.
Particolarmente significativa la sua riflessione sul valore della creatività nell’era digitale. Se oggi strumenti sempre più avanzati sono in grado di generare testi, immagini e contenuti in pochi secondi, ciò che continuerà a fare la differenza sarà la capacità tutta umana di interpretare la realtà attraverso la propria esperienza.
«La creatività autentica diventerà ancora più centrale. Quando tutto può essere generato rapidamente, ciò che conta davvero è la qualità dello sguardo. La creatività nasce dall’esperienza, dalla memoria, dall’immaginazione, dai desideri e dalle contraddizioni che appartengono a ciascuno di noi».
Un pensiero che si lega anche al valore delle identità territoriali. Per la dirigente scolastica, innovazione e tradizione non rappresentano mondi contrapposti. Al contrario, possono convivere e rafforzarsi reciprocamente.
«Mendicino, con la sua storia e le sue tradizioni, dimostra come la cultura locale non sia un limite ma una base viva sulla quale costruire nuove forme di sapere e di creatività».
Nel suo intervento emerge inoltre una forte fiducia nei confronti delle nuove generazioni. Pur riconoscendo i rischi di una comunicazione sempre più veloce e superficiale, Morrone ritiene che i ragazzi conservino il desiderio di raccontarsi e di costruire relazioni autentiche. Compito della scuola è intercettare questi linguaggi e trasformarli in occasioni di crescita.
Importante anche il richiamo al ruolo delle scuole nei territori interni. «Le scuole sono da sempre presìdi di democrazia», sottolinea la dirigente. Luoghi che spesso rappresentano il principale punto di riferimento culturale di una comunità e che possono diventare motori di progettazione condivisa e sviluppo sociale
Da qui l’apprezzamento per iniziative come JASSA AI, considerate occasioni preziose per favorire il dialogo tra innovazione e tradizione e per creare nuove opportunità di crescita nei borghi.
Infine, il messaggio rivolto ai giovani. Un invito semplice ma profondo, che sintetizza l’intera visione educativa della dirigente scolastica: vivere pienamente gli anni della scuola, riconoscendone il valore non solo come periodo di studio, ma come esperienza fondamentale di formazione umana.
Perché, come ricorda Assunta Morrone, le competenze si costruiscono nel tempo, ma è la capacità di pensare, comprendere e interrogarsi sul mondo che permette davvero di affrontare il futuro.









