Ci sono libri che nascono in una casa editrice, altri in una biblioteca, altri ancora da anni di ricerca accademica. E poi ci sono libri che nascono tra i banchi di scuola, dove le parole non sono soltanto materia di studio, ma diventano scoperta, emozione e persino avventura.

È il caso di C’era una volta il Duale… la lingua perduta dell’amore, una raccolta nata dall’entusiasmo e dalla curiosità degli alunni della 1^ e ^ D   del Liceo Classico B. Telesio che si sono lasciati ispirare e guidare dall’insegnante di latino e greco, prof.ssa Daniela Filice, in un percorso originale e coinvolgente. È stata proprio la sensibilità della docente a cogliere l’interesse degli studenti, valorizzandone le domande, l’immaginazione e il desiderio di andare oltre la semplice lezione di grammatica.

Da quell’ascolto è nata l’idea capace di trasformare una particolarità della lingua greca antica in una riflessione profonda sui legami umani. Al centro del libro c’è infatti il duale, una forma grammaticale oggi quasi dimenticata, che nella lingua greca indicava non il singolare né il plurale, ma precisamente “due”: due amici, due fratelli, due compagni inseparabili.

A prima vista potrebbe sembrare soltanto una curiosità linguistica. In realtà, il duale racconta un modo completamente diverso di guardare il mondo. La grammatica, in questo caso, diventa testimonianza di una civiltà che riconosceva valore speciale ai rapporti tra due persone unite da un legame profondo.

Ed è proprio da qui che nasce il cuore del libro: l’idea che una semplice struttura grammaticale possa custodire una visione dell’umanità fatta di relazione, complicità e condivisione.

Tra le pagine del racconto, la lingua antica smette di essere esercizio scolastico e torna a vivere. Il duale diventa simbolo di amicizie indissolubili, di eroi che affrontano il destino fianco a fianco, di incontri capaci di cambiare la storia. Achille e Patroclo, Castore e Polluce, compagni di viaggio e di battaglia: il mondo greco era popolato da coppie inseparabili, unite da un vincolo che la lingua stessa riconosceva e celebrava.

Il libro riesce così in un’impresa rara: trasformare la grammatica in narrazione e il sapere scolastico in emozione. Gli studenti non sono più semplici lettori, ma protagonisti di un percorso creativo e culturale che li ha portati a scoprire quanto le lingue antiche possano ancora parlare al presente.

Nato dall’esperienza viva della scuola, C’era una volta il Duale… la lingua perduta dell’amore dimostra come l’insegnamento possa diventare occasione di crescita condivisa. Quando un docente sa ascoltare e valorizzare la curiosità degli alunni, anche una regola grammaticale apparentemente lontana può trasformarsi in un viaggio affascinante tra parole, emozioni e umanità.

A rendere ancora più significativo il progetto è anche il suo valore solidale: il ricavato della pubblicazione sarà infatti devoluto in beneficienza, affinché la cultura e la conoscenza possano tradursi concretamente in un gesto di aiuto e attenzione verso gli altri. Un modo per trasformare il sapere in condivisione e la creatività degli studenti in un piccolo ma importante contributo di solidarietà.

Il volume, edito da Falco Editore, sarà presentato venerdì 5 giugno alle ore 17:00 presso la Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza, in un incontro dedicato alla valorizzazione della cultura classica, della scuola e del lavoro creativo degli studenti.

Il duale, scomparso dalle lingue moderne, riaffiora così come metafora di vicinanza, alleanza e amore. Una “lingua perduta”, sì, ma ancora capace di parlare al cuore.

E forse è proprio questo il messaggio più bello nato tra quei banchi di scuola: che la conoscenza diventa davvero viva quando incontra passione, ascolto e condivisione.

 

Redazione
Author: Redazione
Biografia:
La Voce del Savuto – 27 anni di informazione libera al servizio delle comunità Fondata nel giugno del 1998 dal giornalista Fiore Sansalone, che ne è anche il direttore responsabile, La Voce del Savuto rappresenta oggi una delle realtà editoriali più longeve e radicate del territorio calabrese. Nata con l’obiettivo di raccontare la vita, le tradizioni, la cultura e le problematiche delle comunità del Savuto, la testata ha saputo conquistarsi nel tempo la fiducia dei lettori grazie a un’informazione chiara, indipendente e profondamente ancorata ai valori dell’etica giornalistica. Da oltre 27 anni, La Voce del Savuto è un punto di riferimento per chi cerca notizie autentiche, inchieste puntuali e approfondimenti che diano voce a un territorio spesso trascurato dai grandi media. Il giornale ha seguito da vicino gli eventi locali più significativi, dando spazio a protagonisti del mondo culturale, politico, sociale ed ecclesiale, contribuendo alla costruzione di una memoria collettiva condivisa. Grazie alla guida appassionata di Fiore Sansalone, professionista attento e sensibile alle dinamiche umane e sociali del comprensorio, la testata ha attraversato oltre due decenni di trasformazioni mantenendo sempre salda la sua missione: essere al servizio del cittadino, raccontare la verità dei fatti, e promuovere un’informazione libera da condizionamenti. Con uno sguardo rivolto al futuro ma con solide radici nel territorio, La Voce del Savuto continua a rappresentare un esempio di giornalismo fatto con cuore, competenza e spirito di servizio.


Notizie

Premium Sabatum

Visitatori

2114891
OggiOggi1159
IeriIeri3020
Questa SettimanaQuesta Settimana4179
Questo MeseQuesto Mese71767
TotaliTotali2114891
Highest 07-05-2026 : 4820
2600:1f28:365:80b0:c1f2:7109:5cb2:2caa
?
?
UNKNOWN

Photo Gallery (2)