Dopo la tragica morte del ventiseienne all'Università della Calabria, il Comune affida a una nota il cordoglio di un'intera comunità. Un messaggio di vicinanza alla famiglia, tra incredulità, dolore e silenzio

 

PATERNO CALABRO – Ci sono notizie che arrivano all'improvviso e cambiano il volto di un'intera comunità. Notizie che attraversano le case, spezzano la quotidianità e lasciano dietro di sé un silenzio difficile da raccontare. Perché quando a perdere la vita è un ragazzo di appena 26 anni, le parole sembrano non bastare più.

Paterno Calabro vive ore di profonda tristezza dopo la tragica scomparsa del giovane compaesano, morto nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre all'Università della Calabria, dove è precipitato dal ponte P. Bucci, nei pressi del Cubo 17. Le circostanze dell'accaduto restano ancora da chiarire.

Una vita interrotta troppo presto. Ventisei anni, un'età in cui il futuro dovrebbe essere ancora tutto da scrivere, in cui i sogni cercano la propria strada e le speranze accompagnano ogni nuovo giorno.

E invece, improvvisamente, resta un vuoto. Un vuoto che nessuna spiegazione potrà cancellare e che oggi si avverte nel cuore di un paese intero.

A interpretare questo sentimento collettivo è l'Amministrazione comunale di Paterno Calabro, che ha affidato ai social un messaggio di cordoglio, scegliendo parole semplici, profonde, cariche di umanità.

«Ci sono giorni in cui bisogna fermarsi e prendersi un momento per riflettere», si legge nella nota del Comune.

È proprio questo il sentimento che accompagna una tragedia tanto dolorosa: il bisogno di fermarsi, di lasciare per un istante da parte ogni altra cosa, di cercare un senso a ciò che appare impossibile da comprendere.

L'Amministrazione parla di notizie che scuotono un'intera comunità, lasciandola incredula, e di una tragedia sulla quale nessuno riesce a smettere di riflettere, pur nella consapevolezza che continuerà ad apparire incomprensibile.

«In giornate come questa ogni parola diventa superflua e lascia il posto a un silenzio carico di dolore e rispetto», prosegue il messaggio.

Ed è forse proprio il silenzio, in momenti come questi, la forma più sincera della partecipazione. Un silenzio che non significa indifferenza, ma vicinanza. Che custodisce il rispetto per una famiglia travolta da un dolore immenso e per una giovane esistenza spezzata.

Nei piccoli centri, dove il senso di appartenenza conserva ancora un valore profondo, il lutto di una famiglia diventa inevitabilmente una ferita condivisa. Non perché si possano davvero comprendere fino in fondo la sofferenza di una madre, di un padre o delle persone più care, ma perché davanti a una perdita così grande nessuno può restare insensibile.

La nota dell'Amministrazione si conclude con un abbraccio ideale ai familiari:

«Con immenso affetto e rispetto, la comunità di Paterno Calabro si stringe attorno alla famiglia del nostro giovane compaesano, andato via troppo, troppo presto».

Poche parole, ma sufficienti a esprimere il sentimento di un paese che oggi si raccoglie nel dolore.

Ci sono tragedie davanti alle quali non servono grandi discorsi. Non servono frasi solenni, né risposte affrettate a domande che restano aperte.

Serve soltanto rispetto. Serve la delicatezza di non invadere un dolore che appartiene prima di tutto a una famiglia. E serve quella vicinanza silenziosa che, nei momenti più bui, può far sentire meno soli.

Paterno Calabro, oggi, si ferma. E nel suo silenzio abbraccia uno dei suoi figli, volato via troppo presto.

 

 

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