Premiato dalla Fondazione Italia-USA, il giovane roglianese racconta a La Voce del Savuto il suo percorso, i ricordi di famiglia e il sogno di diventare professore universitario

 

di  Monica Vendrame

«Tecnicamente sono nato a Cosenza, ma mi piace pensare di essere nato nel nostro bellissimo paese, di essere cresciuto qui e di aver avuto la possibilità di coltivare il mio sogno».

Sono parole che raccontano molto più di un'appartenenza geografica. Racchiudono affetti, ricordi e un legame che la distanza non è riuscita a indebolire. A pronunciarle è Vincenzo Spataro, 28 anni, originario di Rogliano, recentemente insignito del Premio America Giovani, riconoscimento conferito dalla Fondazione Italia-USA alle eccellenze universitarie italiane.

Un traguardo importante, raggiunto al termine di un percorso tutt'altro che semplice.

Vincenzo aveva inizialmente intrapreso gli studi alla Sapienza di Roma, un'esperienza successivamente interrotta per motivi personali ed economici. Il suo percorso di vita è stato segnato anche dalla prematura perdita del padre, scomparso nel 2001, quando era ancora bambino. Un dolore profondo, parte di una storia personale segnata da ostacoli e sacrifici, ma anche dalla determinazione a non rinunciare alle proprie aspirazioni.

All'Università della Calabria ha poi proseguito gli studi, conseguendo due lauree, l'ultima delle quali, la magistrale in Scienze filosofiche, con il massimo dei voti.

Un risultato che porta con sé sacrifici, determinazione e una profonda riconoscenza verso la madre, alla quale il giovane ha attribuito un ruolo fondamentale nel proprio percorso: «Senza mia madre non sarei arrivato dove sono oggi».

Ma dietro il riconoscimento accademico c'è anche una storia di appartenenza, fatta di persone e luoghi che continuano a vivere nella memoria.

Raggiunto personalmente dalla redazione de La Voce del Savuto, Vincenzo ha voluto condividere alcune riflessioni sul significato del premio e sul rapporto che lo lega al paese della sua infanzia e giovinezza.

«Come ho già detto in privato al mio caro Antonio Simarco, questa onorificenza ha per me un enorme valore personale. È anche un modo per ringraziare Rogliano e le persone con cui sono cresciuto e che, ancora oggi, continuano ad accompagnarmi nel mio percorso».

E poi un ricordo particolarmente caro, che certamente risveglierà la memoria di tanti roglianesi:

«Non abito più a Rogliano, ma continuo a sentirlo profondamente mio. Lo considero una sorta di eredità dei miei genitori, che qui sono stati accolti da persone calorose e gentili. Sono consapevole che chiunque abbia conosciuto la mia famiglia conservi nel cuore il ricordo del negozio di fiori di mio padre e mia madre, situato lungo il Corso, o quello del negozio di videocassette».

Due attività commerciali, due luoghi della quotidianità di un paese, che oggi riaffiorano nelle parole di un figlio come parte preziosa della propria storia familiare.

Il successo universitario non ha cancellato quei ricordi. Al contrario, sembra averli resi ancora più significativi.

«Con queste parole voglio rinnovare il mio amore per Rogliano e per i roglianesi. Anche se la mia strada mi porterà, con ogni probabilità, lontano dalla mia terra, sono certo che porterò sempre con me ogni singola parte del paese, i suoi luoghi, i suoi ricordi e, soprattutto, le persone che lo hanno reso casa».

Parole che raccontano una realtà familiare a molti giovani calabresi: quella di chi coltiva ambizioni professionali che potrebbero portarlo altrove, senza per questo recidere il legame con la propria terra.

E Vincenzo ha le idee chiare anche sul futuro.

«Vedo in questo premio il coronamento di un percorso di studi che ancora non si è concluso. Il mio sogno più grande, che sono certo si realizzerà, è quello di diventare professore universitario, avere una cattedra di filosofia ed essere ricordato come un bravo insegnante».

Non soltanto una cattedra, dunque, ma il desiderio di lasciare qualcosa agli altri attraverso l'insegnamento. Un'ambizione che rivela quanto, per Vincenzo, la filosofia non rappresenti semplicemente un percorso di studi, ma una passione da trasformare in professione.

La storia di questo giovane roglianese ci ricorda che dietro una laurea, un premio o un riconoscimento ci sono spesso vicende personali che nessuna pergamena può raccontare fino in fondo.

Ci sono le difficoltà superate, gli affetti che sostengono, le persone che non ci sono più e quelle che continuano a credere nei nostri sogni.

E c'è un ragazzo che, pur guardando al futuro con determinazione, non dimentica il negozio di fiori dei suoi genitori, le strade della sua infanzia e il paese che continua a chiamare casa.

A Vincenzo Spataro le congratulazioni della nostra redazione, con l'augurio che possa realizzare il suo sogno e diventare, come desidera, un bravo professore di filosofia.

Fonte per le informazioni biografiche e accademiche: Corriere della Calabria. Dichiarazioni personali rilasciate alla redazione de La Voce del Savuto.

 

Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, redattrice de "La Voce del Savuto", unisce rigore giornalistico e sensibilità umana, occupandosi di attualità, cultura e temi sociali. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide, promuove eventi e progetti dedicati all’arte e alla parola. Scrittrice e poetessa, sta lavorando al suo primo volume di liriche. Ama la fotografia, la lettura, l’arte in ogni forma e ha uno sguardo attento alle sfumature della vita.


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