di Antonietta Malito
Sono passati dieci lunghi anni da quando il professore Antonio Guerriero ci ha lasciati, in un silenzioso mattino di luglio, e ancora oggi la sua assenza si fa sentire come un vuoto profondo nella coscienza collettiva della comunità grimaldese.
Nel pomeriggio di oggi, i familiari hanno fatto celebrare una messa in suffragio della sua anima, ma il suo ricordo vive ogni giorno, nei gesti, nelle parole, nei luoghi che lui ha saputo raccontare con passione e delicatezza.
Uomo riservato, dallo sguardo attento e dal cuore colmo di sensibilità, Antonio Guerriero, oltre che insegnante e studioso, è stato un custode dell’identità di Grimaldi. Nato il 27 ottobre 1936, ha dedicato tutta la sua vita a proteggere e valorizzare le radici di questo paese, raccogliendone le storie, riscoprendone i volti, i riti, le voci dimenticate. Attraverso le pagine del periodico “Grimaldi 2000”, che ha diretto con rigore e passione, ha saputo dare voce a una memoria collettiva spesso trascurata, illuminando con la parola scritta ogni angolo della vita locale. I suoi articoli, precisi e ricchi di umanità, rimangono piccoli affreschi che tratteggiano con dolcezza le fatiche, i sogni e le speranze di un’intera comunità.

Antonio Guerriero era anche poeta, e nelle sue liriche, sia in lingua che in dialetto grimaldese, emergeva una malinconia profonda, il tormento di un’anima pensosa, incline alla riflessione, capace di trasformare il dolore in versi struggenti. Nei suoi componimenti si legge la stanchezza dell’uomo che ha amato intensamente la vita pur conoscendone le ferite più profonde. Nel libro “Grimaldi tra passato e presente”, curato dal compianto don Franco Vercillo, ha saputo raccontare con toccante empatia le vite più semplici e umili, quelle spesso dimenticate dalla grande storia. Lì si coglie, più che altrove, la sua straordinaria capacità di vedere la bellezza anche dove sembrava non esserci nulla da raccontare.
Nel volume “La chitarra de li guai”, ha invece riportato alla luce la figura del poeta ottocentesco Costantino Iaccino, regalandoci uno spaccato prezioso della Grimaldi di un tempo, fatta di sacrifici e speranze. Anche il suo impegno civile ha lasciato un segno importante. Nominato difensore civico del Comune di Grimaldi nel 2005, ha incarnato con dignità e dedizione i valori della giustizia, dell’equità, del rispetto per ogni cittadino, sempre con discrezione, senza clamori, con quella sobrietà d’animo che lo ha sempre contraddistinto.
A distanza di un decennio dalla sua scomparsa, il suo ricordo è un dovere morale, perché dimenticarlo significherebbe dimenticare ciò che siamo stati, ciò che ci ha resi comunità. La sua eredità, fatta di parole, valori, amore per il sapere, resta un faro per chi crede nella cultura come strumento di crescita e coesione. Onesto, garbato, profondamente rispettoso degli altri e della vita, è stato un esempio silenzioso ma potente e Grimaldi gli deve molto. Oggi più che mai, il suo insegnamento è un invito a non dimenticare, a continuare a raccontare, a custodire. Perché finché ci sarà qualcuno che leggerà le sue parole o ne pronuncerà il nome con gratitudine, Antonio Guerriero continuerà a vivere.









