Don Matteo spopola sui Social/ Il regista Raffaele Androsiglio: «È una favola bella»

Attualità e Società
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È una delle fiction italiane più amate e più conosciute del piccolo schermo. Una caserma dei carabinieri, un prete-detective ( interpretato magistralmente da un grande Terence Hill), storie esilaranti, adrenalina, un occhio rivolto sempre alle tematiche della vita quotidiana, questo il miscuglio sorprendente  della serie Don Matteo. La fortunata fiction targata Lux Vide  sbaraglia la concorrenza anche con le repliche.  Abbiamo raggiunto sul set di Spoleto il regista Raffaele Androsiglio, durante le registrazioni per scoprire il fantastico mondo di Don Matteo.

 

Prima di tutto voglio ringraziarti Raffaele  per aver ospitato una nostra troupe sul set a Spoleto.

Grazie a voi, per noi è stato un grande piacere, poi ho letto i tuoi articoli su Don Matteo ( sorride ndr).

Vuoi parlarmi del tuo lavoro sul set?

È molto impegnativo, devi dare sempre il meglio, ma questo sarebbe facile se non avessi l’altra variabile.

Quale variabile?

Quella del tempo (sorride ndr). Nulla serve se non è inserito in un contesto industriale, seriale:  che poi alla fine è il nostro. Contemporaneamente devi pensare alla  fiction, al racconto, senza mai uscire dai binari della formula produttiva che ti è data.

Don Matteo è una fiction che porta la gioia in tante famiglie italiane, cosa puoi dirmi?

Può essere banale dirlo: si sente il peso della responsabilità. Si sente il peso  di parlare direttamente a milioni di persone. Oggettivamente è così (sorride ndr). Mentre noi giriamo pensiamo a loro, soprattutto ai bambini. Ovviamente anche in Don Matteo c’è la sofferenza e il dolore, non solo gioia, come nella vita. La cosa più importante? Alla fine trionfa sempre il bene.

Ricordi il tuo primo ciak?

Il primo ciak da regista è stato in Abruzzo.  Posso dire che tutte le cose che ora mi vengono automatiche all’epoca erano difficilissime per me ( sorride ndr).

Terence Hill sul set? Puoi dirmi  un aggettivo per Don Matteo?

Terence è semplicemente epico, non aggiungo altro. Per don Matteo non voglio usare un aggettivo, bensì una parola: è una favola bella.

Il tuo rapporto con Terence Hill?

Il rapporto con Terence Hill non è facile per un giovane regista.  In qualsiasi momento, durante i lavori,  tu hai la percezione di quanto lui ne capisca di più di tutti quelli che stanno sul set. Oltre 50 anni di mestiere fanno questo. Sono felice di poter  imparare da lui. Viva la fiction italiana.

Omar Falvo