A Rogliano ci sono immagini che appartengono ai luoghi quasi quanto le pietre, i palazzi e le strade. Restano nella memoria di chi le ha viste per anni e, quando il tempo finisce per cancellarle, lasciano comunque una traccia. È da una di queste immagini che nasce la nuova opera realizzata da Edoardo Ettorre con Gulìa Urbana, consegnata alla comunità nella centralissima piazza P. Buffone.

Il protagonista è Vincenzo Gallo (1811-1865), il poeta roglianese conosciuto come “U Chitarraru”, figura profondamente legata alla memoria popolare del paese.

Dal murale di Salvatore Diana alla nuova opera

La storia comincia nel 1991, quando il maestro roglianese Salvatore Diana dipinse un murale dedicato proprio a U Chitarraru. Per trentacinque anni quell'immagine ha accompagnato la vita quotidiana della piazza, fino a quando il trascorrere del tempo ne ha progressivamente consumato forme e colori.

Di quel lavoro era rimasto soprattutto il ricordo. Ed è proprio da quel ricordo che Ettorre e il gruppo di Gulìa Urbana hanno deciso di ripartire.

Non si è cercato di riprodurre semplicemente ciò che esisteva. L'idea è stata più delicata: continuare idealmente il racconto iniziato da Salvatore Diana, rispettandone il significato e affidandolo allo sguardo di un altro artista e a un diverso linguaggio pittorico.

Nel vecchio murale U Chitarraru era raffigurato nella sua stanza mentre scriveva una lettera d'amore. Poco più in basso, appoggiata, compariva la sua chitarra.

Trentacinque anni dopo la scena sembra riprendere da dove si era interrotta.

La lettera è ormai scritta. La chitarra non è più appoggiata: U Chitarraru la tiene tra le braccia e la accorda, quasi fosse pronto a trasformare quelle parole d'amore in musica.

È probabilmente questo il particolare che restituisce meglio il senso dell'intervento. Il murale di Ettorre non cancella quello di Diana e non pretende di prenderne il posto. Lo prosegue. Le due opere diventano due fotogrammi della stessa storia, separati da oltre tre decenni.

Una piazza che ritrova un pezzo della propria memoria

L'intervento assume così un significato particolare per Rogliano. Piazza P. Buffone non accoglie soltanto una nuova opera di arte urbana: ritrova un personaggio della propria storia e una presenza che per molti roglianesi era diventata familiare.

È anche uno degli aspetti più interessanti del percorso di Gulìa Urbana: utilizzare i muri non come semplici superfici da decorare, ma come luoghi nei quali recuperare storie, personaggi e frammenti dell'identità locale.

La realizzazione di Edoardo Ettorre nasce infatti dopo un lavoro di studio del precedente murale e della figura di Vincenzo Gallo. Un passaggio necessario per evitare che la nuova pittura diventasse qualcosa di estraneo al luogo nel quale sarebbe stata realizzata.

Ed è forse per questo che, attorno al lavoro, si è creata una partecipazione particolarmente sentita. Questa volta non si trattava soltanto di vedere nascere un murale, ma di assistere al ritorno di qualcosa che Rogliano aveva già conosciuto e fatto proprio.

Gulìa Urbana ha raccontato questa esperienza come una delle curatele più belle del proprio viaggio, sottolineando le emozioni vissute durante la realizzazione e ringraziando Ettorre per «la sensibilità, la cura e il cuore» messi nell'opera.

Ora U Chitarraru è nuovamente lì, nel cuore di Rogliano. La stanza immaginata nel 1991 sembra essersi riaperta: le parole sono diventate una canzone ancora da suonare e la memoria, invece di fermarsi al passato, ha trovato un modo per continuare a raccontarsi.

Il progetto è stato finanziato con risorse POC 2014/2020 – Azione 6.8.3, nell'ambito dell'Avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale”, D.D.G. n. 8026/2025 della Regione Calabria.

 

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