di Manuel Francesco Arena 

Siamo in Sila Grande, di preciso a Zagaria, nel comune di Spezzano della Sila.

Qui si trova un angolo nascosto dell’Altopiano che nessuno si aspetta. Colui che ha dato il volto a questo luogo, a due passi dalle suggestive rive del lago Cecita, si chiama Francesco Sirianni, imprenditore agricolo visionario che ha voluto trasformare l’azienda di famiglia in un piccolo eden di pace e bellezza.

La storia dell’azienda agricola Sirianni, lunga ben cinque generazioni, si perde nel tempo. Acquistata nel 1903 da un avo di Francesco tornato dall’America, essa è stata tramandata in seguito di generazione in generazione. Una menzione la merita sicuramente l’agriturismo dove è possibile degustare i piatti migliori della tradizione silana a chilometro zero ed il caciocavallo prodotto con il latte di mucche libere di pascolare allo stato brado. Ma il passo avanti che Francesco ha voluto imprimere all’azienda rivoluzionando un po’ tutto è arrivato quasi per gioco circa tre anni fa.

Come mi racconta, all’epoca volle fare l’esperimento di piantare qualche piantina di lavanda. Lo fece un po’ contro tutto e tutti con l’ostinazione buona che illumina chi non si arrende alle evidenze. Finale? L’esperimento alla fine gli è riuscito alla grande. Ora, proprio dirimpetto all’agriturismo di famiglia, a distanza di poco tempo è sorto un vero e proprio meraviglioso parco della lavanda. Immaginate un piccolo pezzettino di Provenza che sorge nella suggestiva cornice della Sila a pochi chilometri da Camigliatello Silano. Il che rappresenta un vero e proprio unicum nel suo genere. La lavanda in questo periodo di luglio è al culmine della fioritura ed il profumo intenso mischiato all’allegro svolazzare delle api regala un senso assoluto di meraviglia e pace.

Nel parco dove guardiani sono alcuni immensi esemplari di castagno i quali posseggono un’età che varia tra i due ed i tre secoli, Francesco ha scatenato il suo estro arricchendolo di lupi e cervi intagliati nel legno, casette per gli uccellini ed un grande cuore che fa da sfondo romantico ad una splendida cartolina con vista proprio sul lago Cecita.

La lavanda raccolta alla fine viene trasformata in saponi, cosmetici vari ed anche oli essenziali dal risaputo potere benefico per la salute. In tutto questo paesaggio fiabesco dove il tempo sembra esser sospeso, c’è anche spazio per un piccolo dono che il vulcanico proprietario ha voluto fare ai viandanti: ovvero la fontana dedicata a San Charbel dalla quale sgorgano le freschissime e pure acque provenienti direttamente dal Fallistro.

È soddisfatto di ciò che ha creato Francesco. Il motivo più grande della sua felicità è dovuto al fatto di aver dato un’apparente nuova linfa a questo che per lui è il suo piccolo regno. Tra le mucche, i vitelli, la campagna, la cornice della Sila, la visione del placido lago e lo scorrere delle stagioni lento solo in apparenza, si sente in armonia con il creato. In fondo è il suo mondo questo, mi spiega: quello che in passato, senza andare troppo lontano nell’albero genealogico, fu anche di suo nonno e suo padre prima di lui. Mentre nelle ultime ore del pomeriggio lentamente passeggiamo in questo campo simile ad un mare di fiorellini dal colore lilla, con la brezza fresca dei 1.200 metri di quota che sale dal lago ed anche nel pieno dell’estate quassù ti sfiora con delicatezza, Francesco mi racconta di avere ancora diversi progetti e sorprese per il futuro. Chissà ancora cosa si inventerà, ciò di cui sono certo è che riuscirà sicuramente a stupirci trasformando le sue fantasticherie in realtà: una realtà in cui crede profondamente dove a muoverla è il sano ideale poetico di chi crede ancora che la bellezza sia in fondo l’unica ricetta per salvare il pianeta. 

 

MANUEL FRANCESCO ARENA
Author: MANUEL FRANCESCO ARENA
Biografia:
Manuel Francesco Arena, classe 1993, è nato e vive ad Acri, nel cuore della Sila Greca. Appassionato di libri, natura e sport, in particolare del ciclismo, che pratica a livello amatoriale, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Il treno della vita” nel 2012. È inoltre autore dei romanzi “Il ritorno della rondine”, “La figlia del padrone”, “Il sapore agro del tramonto”, “Lì, dove il mare è più blu”, “Il sole che amerai” e di “Pedalando sulle strade dell’Altopiano”, diario di bordo di un viaggio in bicicletta fatto dall’autore stesso nel 2020 tra la Sila Greca e la Sila Grande. Nel 2022 si è affacciato di nuovo alla poesia con la raccolta “Lungo la via di un abbraccio”. Arena si definisce un semplice autodidatta artigiano della scrittura che scrive e racconta per pura emozione. Su Facebook cura la sua pagina condividendo viaggi in bici sull’Altopiano, meraviglie del territorio silano, poesie e vari racconti di sprazzi di vita.


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