Ad aprire il concerto Marco Cozza e Andrea Filice. Un appuntamento speciale tra musica dal vivo, ricordi ed emozioni, con le canzoni di un artista che ha attraversato generazioni

 

di Stefania Pettinato

CARPANZANO – Ci sono canzoni che appartengono a un cantante e altre che, con il passare degli anni, finiscono per appartenere a tutti. Hanno accompagnato amori, partenze, ritorni, estati lontane. Sono rimaste nella memoria e basta ascoltarne poche note perché riaffiorino volti, luoghi e pezzi della propria vita.

Domani sera, sabato 26 settembre, Carpanzano avrà l’occasione di ritrovare alcune di quelle emozioni con Don Backy, protagonista del concerto inserito nei festeggiamenti in onore della Madonna della Grazia. L’appuntamento è alle 21.30.

Un nome, quello di Don Backy, che porta con sé una lunga e importante pagina della musica leggera italiana.

Al secolo Aldo Caponi, toscano, classe 1939, Don Backy attraversa la scena musicale nazionale fin dai primi anni Sessanta. Il suo percorso artistico si lega anche alla stagione del Clan di Adriano Celentano, mentre nel tempo la sua figura si afferma non soltanto come interprete, ma anche come autore capace di trasformare sentimenti e storie in canzoni destinate a rimanere.

E c’è soprattutto un titolo che basta pronunciare per riportare alla mente un’intera stagione della musica italiana: “L’immensità”.

Presentata al Festival di Sanremo del 1967 da Don Backy e Johnny Dorelli, è diventata negli anni uno dei brani più conosciuti del suo repertorio, continuando a vivere attraverso nuove interpretazioni e nuove generazioni di ascoltatori.

Ma la storia musicale di Don Backy è fatta anche di “Poesia”, “Canzone”, “Casa bianca”, “Sognando”, “Un sorriso”, “Cara”, “Non piangere stasera”, “Cronaca”, “Samba” e “Bianchi cristalli sereni”.

Brani diversi tra loro, ma attraversati spesso da un filo comune: la capacità di parlare dei sentimenti con immediatezza. Amore, nostalgia, solitudine, ricordi e speranze diventano parole nelle quali tante persone hanno finito per riconoscere anche qualcosa della propria storia.

È forse proprio questa una delle ragioni per cui Don Backy continua a rappresentare un nome familiare della canzone italiana: le sue melodie sono entrate nella memoria collettiva e alcune di esse hanno superato il tempo nel quale sono nate.

E domani sera quelle canzoni arriveranno nel cuore di un piccolo paese del Savuto.

Non sarà soltanto un concerto. Per qualcuno potrà essere un ritorno alla giovinezza, a una radio accesa in casa, a un vecchio disco, a un amore lontano o a una persona che una determinata canzone riesce ancora oggi a riportare accanto.

Ad aprire il concerto saranno Marco Cozza e Andrea Filice, che presentano l’appuntamento parlando dell’arrivo a Carpanzano di «una vera leggenda della canzone italiana».

La direzione musicale è affidata a Elio Cozza, come riportato anche nel materiale promozionale della serata.

Cozza e Filice hanno scelto inoltre di accompagnare il reel dedicato all’evento con “Brinderò”, il brano di Don Backy dedicato alla donna: una canzone che descrivono come «intensa, elegante e ricca di sentimento».

Musica e spettacolo si inseriranno in giorni che per Carpanzano hanno soprattutto il significato della fede e della tradizione.

La festa della Madonna della Grazia conserva infatti quel legame profondo che nei piccoli centri calabresi continua a unire generazioni diverse. È il tempo del ritorno, dell’incontro, della preghiera, delle famiglie che si ritrovano e di una comunità che rinnova il proprio legame con una devozione ricevuta da chi è venuto prima.

In questo clima arriverà la musica di Don Backy.

E c’è qualcosa di particolarmente suggestivo nell’immaginare le sue canzoni risuonare tra le case e le strade di Carpanzano.

Perché cambiano gli anni, cambiano le generazioni e cambiano persino i modi di ascoltare la musica. Una grande canzone, però, conserva un dono raro: può far tornare vicino, per pochi minuti, qualcosa che credevamo lontanissimo.

Il concerto rappresenterà così uno dei momenti dei festeggiamenti in onore della Madonna della Grazia, profondamente legati alla fede e alla tradizione della comunità di Carpanzano: una festa che vede protagonista la Parrocchia San Felice Martire di Carpanzano, nel cammino ecclesiale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, e che ancora una volta unisce devozione, memoria, incontro e partecipazione popolare.

Domani sera la musica farà il resto.

E quando a Carpanzano risuoneranno le canzoni di Don Backy, passato e presente si incontreranno ancora una volta, perché certe melodie non appartengono soltanto a un’epoca. 

Appartengono alla vita di chi le ha amate. 

 

STEFANIA PETTINATO
Author: STEFANIA PETTINATO
Biografia:
Maria Stefania Pettinato Vive a Scigliano, è madre di due figli e lavora nel comparto scuola come operatrice addetta alle aziende agricole. Ha studiato come agrotecnico e operatore agrituristico. Il suo mondo ruota attorno alla famiglia, alla natura, all’agricoltura e al silenzio che queste sanno offrire. Dal 2009 al 2023 ha conseguito vari attestati, tra cui: • Corso di potatura dell’olivo a vaso policonico • Tecniche agronomiche di potatura e innesto a vari livelli • Conservazione della biodiversità Ha partecipato a sei campionati regionali calabresi di potatura dell’olivo, classificandosi anche al terzo posto. Nel 2010 è nato il suo sogno: “Antica Fattoria – Azienda Agricola Elicicola di Stefania Pettinato”, dedicata all’allevamento e alla vendita di lumache da gastronomia. Nel 2018 ha avviato anche la produzione di caffè di cicoria, bevanda usata nel periodo di guerra e resa celebre dal commento di Totò come “una ciofeca”... ma che, in realtà, è un caffè salutare e benefico. Sin da bambina, grazie alla fortuna di crescere con i nonni, conosce le erbe aromatiche, selvatiche e officinali: una passione che ancora oggi coltiva preparando tisane, unguenti, oleoliti e creme. È in possesso di patente agricola e forestale, appassionata di trekking e qualificata anche come operatrice socio-sanitaria. Ha frequentato un corso di formazione per volontari della Croce Rossa Italiana. E poi… ama sorridere, essere empatica e vivere profondamente la vita e la terra: godere del sole, della pioggia, della neve e delle stagioni. Ama la vita e la libertà di viverla.


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