Sabato 5 e domenica 6 settembre la VII edizione di “Ricoglitive – Ritroviamoci a Mangone”. Dal pomeriggio fino a notte fonda il centro storico diventa un grande palcoscenico tra concerti, teatro, trekking urbano, arte, gastronomia e iniziative per i bambini

 

di Fiore Sansalone

MANGONE – Mancano ormai poche ore. Le porte delle case si aprono, le piazze si preparano, nelle strade cresce il fermento e il centro storico attende di riempirsi nuovamente di voci, musica, profumi e incontri. Mangone è pronto a ritrovarsi.

Sabato 5 e domenica 6 settembre torna “Ricoglitive – Ritroviamoci a Mangone”, manifestazione giunta alla sua settima edizione e diventata negli anni uno degli appuntamenti di maggiore richiamo del Savuto e della provincia di Cosenza.

Ma “Ricoglitive” è qualcosa che va oltre il programma di una festa. Lo suggerisce già quel nome, così profondamente legato al linguaggio e all'anima del territorio: ritornare al paese, ritrovarsi, raccogliersi. Significa riappropriarsi per due giorni delle strade del paese, incontrare chi non si vede da tempo, accogliere chi arriva da fuori e restituire al centro storico la sua funzione più autentica: essere luogo di comunità.

Il Festival è organizzato dal Comune di Mangone, in collaborazione con le associazioni MangnEventi, I Pignatari, Re Marcone e la Nuova Compagnia Teatro Mangonese. La struttura conserva la formula che ne ha decretato il successo: due giornate praticamente senza sosta nelle quali arte e cultura, artisti di strada, musica e cibo della tradizione si incontrano tra vicoli e piazze.

E quest'anno il programma costruisce un vero viaggio dentro Mangone. 

Sabato 5 settembre si comincia alle 16.30, nella piazza antistante il Comune, con “Bonivenuti – Festa dell'Accoglienza”: musica e intrattenimento con Roberto Bozzo per dare simbolicamente il benvenuto a quanti raggiungeranno il borgo.

Alle 18.30, nel centro storico, sul sagrato della Chiesa di San Giovanni Evangelista, spazio a “Ricoglitive Cultura – Inside the Stone”, un viaggio oltre la materia, dove la pietra si fa suono, energia ed esperienza sensoriale. Arte e spettacolo dal vivo saranno affidati a Gabriele Ferrari e Antonio De Rose, con la partecipazione straordinaria di Daniel Cundari.

Dalle 20 apriranno gli stand gastronomici nel centro storico. Sarà il momento in cui ai suoni della festa si uniranno i profumi della cucina, riportando in tavola piatti e sapori della tradizione.

Alle 21.30 il cuore antico del paese diventerà un grande palcoscenico diffuso con “Piazze in Festa”: tre concerti in contemporanea e tre differenti atmosfere musicali. In programma il Tribute Band Show, L&B Acoustic Duo e Carmine Mazzotta & Castrum.

E quando la serata sembrerà avviarsi alla conclusione, Mangone continuerà invece a ballare: alle 23.30, sempre nel centro storico, DJ set “Mix anni ’80-’90” con Paolo Scebba, per riportare in piazza le sonorità e le emozioni di due decenni entrati nella memoria collettiva.

La festa ripartirà già dalla mattina di domenica 6 settembre. 

Alle 10, da via Madonna dell'Arco a Piazza Biviero, è previsto il trekking urbano con teatro popolare. Non una semplice passeggiata, ma un modo diverso di attraversare e conoscere Mangone. Ad accompagnare il percorso sarà “Il dispetto del pastore invisibile”, scritto e diretto da Giuseppe Grimaldi, con la Nuova Compagnia Teatro Mangonese.

Camminare diventerà così un modo per ascoltare il paese: osservare scorci magari attraversati centinaia di volte, fermarsi davanti alle pietre, riscoprire storie e lasciare che il teatro popolare restituisca voce alla memoria.

Alle 12.30 apriranno nuovamente gli stand gastronomici nel centro storico, trasformando il pranzo in un'altra occasione di convivialità e incontro.

Il pomeriggio sarà dedicato anche ai più giovani. Alle 17 arriva “Ricoglitive Bambini”, con musica, natura, laboratori, arte di strada, giocoleria, equilibrismo e contorsionismo. Uno spazio pensato affinché anche i bambini possano vivere il Festival da protagonisti, attraverso creatività, gioco e meraviglia.

Alle 17.30, 18 e 19, nell'area di Monte di Pietà, sarà proiettato il docufilm “Le parole perdute”, a cura di Luca Soda, dedicato al teatro dialettale di Giuseppe Grimaldi e della Nuova Compagnia Teatro Mangonese.

Ed è forse uno dei passaggi che meglio racconta lo spirito dell'intera manifestazione: recuperare le parole significa anche impedire che scompaiano pezzi della nostra identità. Il dialetto, il teatro popolare, le espressioni tramandate dagli anziani non appartengono soltanto al passato, ma rappresentano una memoria da consegnare a chi verrà dopo.

Alle 20 torneranno ad aprire gli stand gastronomici, mentre, alla stessa ora, prenderà il via la Special Edition di “Piazze in Festa”.

Questa volta saranno quattro i concerti live che animeranno contemporaneamente il centro storico: Fabio Curto in concerto, I Ragazzi del Juke Box feat. Roberta Cleo, Antonello Armieri Band e Polaroid. Quattro proposte per una lunga serata di musica da vivere spostandosi da una piazza all'altra, facendo del paese stesso il vero spazio scenico del Festival.

Per due giorni, dunque, Mangone diventerà un paese da percorrere e non semplicemente un evento da guardare. Si potrà mangiare, ascoltare musica, assistere agli spettacoli, camminare tra gli scorci del borgo, incontrare artisti, riscoprire il teatro e il dialetto, fermarsi a parlare con qualcuno e lasciare ai bambini la libertà di meravigliarsi.

Ed è probabilmente qui la forza di “Ricoglitive”. Non soltanto nell'ampiezza del programma, ma nella capacità di utilizzare una festa per ricucire il rapporto tra persone, luoghi e memoria.

In un tempo in cui i piccoli centri dell'entroterra combattono ogni giorno contro spopolamento, distanze e perdita dei luoghi di socialità, vedere un borgo tornare a riempirsi assume anche un significato diverso.

Perché un paese vive davvero quando le sue piazze tornano ad avere voci, quando una strada diventa luogo d'incontro, quando una ricetta racconta una famiglia, quando una parola dialettale non viene dimenticata e quando qualcuno decide di tornare, anche soltanto per una sera.

Il 5 e 6 settembre Mangone farà esattamente questo: tornerà a raccogliersi.

E forse il senso più bello di “Ricoglitive” è racchiuso proprio lì: ritrovarsi per ricordare da dove veniamo e, insieme, continuare a immaginare dove vogliamo andare. 

 

FIORE SANSALONE
Author: FIORE SANSALONE
Biografia:
Fiore Sansalone vive e lavora a Rogliano, in provincia di Cosenza. Editore e giornalista pubblicista, è iscritto all'albo della Calabria dal 2003. Ha studiato Scienze economiche presso l'Unical di Cosenza e Scienze politiche all'università "Aldo Moro" degli studi di Bari. Ha collaborato con il quotidiano "La Provincia cosentina". Dal 1998 dirige il periodico del territorio a sud di Cosenza, "La Voce del Savuto"; per alcuni anni ha diretto il mensile "Grimaldi 2000", edito dall'amministrazione comunale. Ed ancora, è stato editore e direttore responsabile de "La Voce del Savuto in Canada". È ideatore del "Premio Sabatum", un'importante rassegna che rende testimonianza ai protagonisti attivi delle arti, della cultura, delle scienze, dello spettacolo e del giornalismo che, negli anni, con passione e professione, hanno dato lustro alla terra del Savuto. Organizzatore di eventi, da un trentennio promuove concorsi letterari, mostre e rassegne culturali e musicali. Per 18 anni è stato direttore artistico del concorso regionale della canzone "Città di Rogliano". Studioso di tradizioni, da 22 anni pubblica "Il calendario del Savuto", ed è coautore in numerosi volumi sulla ricerca popolare. Nel 1980 ha pubblicato, insieme all'insegnante Brunella Aiello, "Trilogia della vita - Quannu sona la campana - Nascita, matrimonio e morte nella cultura contadina". È presidente dell'associazione culturale "Atlantide - Centro studi nazionale per le arti e la letteratura", con sede a Rogliano (Cosenza) e Pegli (Genova). Suona la chitarra e ama la pittura, la fotografia e la poesia.


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