Partecipazione straordinaria al concerto della storica formazione napoletana. Il sindaco Giovanni Altomare: «Ri.Cuti ripopola Rogliano». Sul palco la bandiera della Palestina, la dichiarata identità comunista del gruppo e un finale travolgente sulle note di “Bella ciao”
di Fiore Sansalone
ROGLIANO – Rogliano invasa dalla musica e da una straordinaria partecipazione di pubblico per il concerto dei 99 Posse, protagonisti venerdì 4 settembre della serata clou della terza edizione di Ri.Cuti.
Il Piazzale Stazione si è riempito di persone arrivate non soltanto da Rogliano, ma da tutto il Savuto, da Cosenza e da numerosi centri della provincia, confermando il grande richiamo esercitato dalla storica formazione napoletana.
Raggiante il sindaco Giovanni Altomare, che sui social ha commentato il successo della serata parlando di una «partecipazione straordinaria» e sottolineando come «Ri.Cuti ripopola Rogliano».

E il colpo d’occhio del Piazzale Stazione gli ha dato ragione: una folla eterogenea, composta da giovani e meno giovani, ha seguito il concerto dall’inizio alla fine, cantando insieme alla band e accompagnando con entusiasmo i brani più conosciuti.
Tra il pubblico non sono mancati commenti entusiasti. Giovanni, arrivato da Mangone, ha definito il concerto «una serata bellissima, con un’energia incredibile dal primo all’ultimo brano». Antonio, da Scigliano, ha sottolineato «la forza e il carisma dei 99 Posse, ancora capaci di coinvolgere generazioni diverse». Francesco, giunto da Grimaldi, non ha avuto dubbi: «Un concerto vero, potente, che meritava il viaggio». E Pino, di Rogliano, ha espresso tutta la soddisfazione per una serata così partecipata: «Vedere Piazzale Stazione pieno e coinvolto è stato uno spettacolo nello spettacolo».
Sul palco i 99 Posse non hanno tradito la loro storia. Guidata dalla voce di Luca Persico, in arte ’O Zulù, la formazione partenopea ha alternato musica e interventi, rivendicando apertamente la propria identità comunista, elemento che accompagna il gruppo fin dalla sua nascita nel 1991 nell’ambiente del centro sociale Officina 99 di Napoli.
Durante il concerto è comparsa sul palco anche la bandiera della Palestina, un gesto coerente con l’impegno che i 99 Posse hanno più volte manifestato a favore di Gaza e del popolo palestinese.
Non è mancato anche il riferimento a Che Guevara, figura alla quale ’O Zulù ha più volte dichiarato la propria vicinanza ideale.
Una storia artistica e politica lunga oltre trent’anni, quella dei 99 Posse, scandita da canzoni diventate simbolo della formazione, tra cui “Curre curre guagliò”, “Cerco tiempo”, “Quello che”, “Rigurgito antifascista” e “Rafaniello”.
Poi il gran finale.
I 99 Posse hanno concluso il concerto sulle note di “Bella ciao” e il Piazzale Stazione è letteralmente esploso, con il pubblico che ha cantato insieme alla band trasformando gli ultimi minuti dell’esibizione in una grande festa.
Una serata destinata a rimanere tra le immagini più significative dell’edizione 2026 e che ha confermato la capacità di Ri.Cuti di richiamare pubblico ben oltre i confini cittadini.
Oggi, sabato 5 settembre, calerà il sipario sull’edizione 2026 di Ri.Cuti, dopo tre giornate dedicate a musica, cultura, spettacolo, tradizioni e gastronomia.
Dopo la notte dei 99 Posse, però, un risultato è già scritto: Rogliano ha risposto presente. E lo ha fatto con una piazza piena di musica e di gente.










