Oggi, domenica 20 settembre, il momento più atteso dei festeggiamenti: Messe fin dalle prime ore del mattino, processione per le vie del paese e celebrazione solenne nel pomeriggio. In serata l’omaggio musicale a Pino Mango e, a seguire, i fuochi pirotecnici
di Fiore Sansalone
SANTO STEFANO DI ROGLIANO – È il giorno di Santa Liberata. Quello che Santo Stefano di Rogliano attende per un anno intero e che riporta il paese alle sue radici più profonde, tra fede, memoria e tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Oggi, domenica 20 settembre, si conclude il lungo programma dei festeggiamenti iniziato il 10 settembre e promosso dal Santuario diocesano di Santa Liberata e dalla Parrocchia Santo Stefano Protomartire, con la collaborazione dell'associazione “Amici per S. Liberata” e il contributo dell'Amministrazione comunale.
È la giornata più importante, quella nella quale la devozione esce dal Santuario e attraversa le strade, incontra le case e riunisce famiglie, anziani, giovani e anche tanti santostefanesi che vivono lontano ma continuano a custodire un legame particolare con la festa.
Le celebrazioni di oggi
Il programma religioso comincia prestissimo. Alle ore 6 viene celebrata la prima Santa Messa, presieduta da don Franco Zumpano.
Alle 9 un'altra celebrazione precederà uno dei momenti più sentiti dell'intera festa: la processione con il simulacro e la reliquia di Santa Liberata. Il corteo raggiungerà la Chiesa Madre, dove sarà celebrata la Santa Messa, per poi proseguire lungo le vie del paese e fare ritorno al Santuario, dove verrà impartita la benedizione.
Un cammino che ogni anno rinnova un legame antico. Il passaggio di Santa Liberata tra la sua gente non è soltanto un appuntamento religioso: per molti è un momento intimo, fatto di preghiere, promesse, ricordi e ringraziamenti.
Alle ore 18 sarà infine celebrata la Santa Messa solenne, ultimo grande appuntamento liturgico della giornata.
Il Santuario conserva, secondo la tradizione, una reliquia della Santa ed è stato elevato alla dignità di Santuario Diocesano nel 2019. La processione con il simulacro e la reliquia rappresenta da lungo tempo il cuore della festa della terza domenica di settembre.
Una festa cominciata dieci giorni fa
La giornata odierna arriva al termine di un intenso percorso spirituale. Durante il novenario, predicato da don Antonio Buffone, la comunità si è ritrovata quotidianamente per il Rosario, i Vespri e la Santa Messa. Le diverse giornate sono state accompagnate da intenzioni di preghiera rivolte, tra gli altri, agli ammalati, alle mamme, ai bambini, alle gestanti, ai defunti e ai santostefanesi che vivono lontano. Mercoledì 16 settembre la celebrazione è stata presieduta dall'arcivescovo di Cosenza-Bisignano monsignor Giovanni Checchinato.
E nelle mattine che hanno preceduto la festa è tornato un suono che a Santo Stefano di Rogliano significa settembre e Santa Liberata: quello delle zampogne. Dal 14 al 19 settembre gli zampognari hanno attraversato strade, quartieri e contrade, rinnovando una consuetudine che appartiene ormai alla memoria collettiva del paese.
Accanto alle celebrazioni religiose non sono mancati gli appuntamenti civili e culturali: dalla sesta edizione dell'“Alba Day” al “Roveto Ardente”, dal concerto della Banda Città di Marano Marchesato alla “Notte dei desideri”, fino alla musica dei Sabatum Quartet e alla partecipata serata di ieri con Bianca Atzei, seguita dal dj set di Doctor Keos.
Questa sera l'omaggio a Pino Mango
Dopo le emozioni delle celebrazioni religiose, la festa proseguirà questa sera in piazza.
Alle ore 21 è in programma “Enea canta Mango: omaggio a Pino Mango”, serata musicale dedicata alle canzoni e alla memoria dell'indimenticato artista lucano, proposta a cura dell'Amministrazione comunale.
A seguire, lo spettacolo dei fuochi pirotecnici accompagnerà la conclusione dei festeggiamenti. A fare da cornice alla festa anche le luminarie e un'altra tradizione particolarmente cara alla comunità, quella del volo dei palloni, realizzati dai giovani del luogo secondo un sapere artigianale tramandato nel tempo.
Sono proprio questi palloni che salgono verso il cielo, insieme alle zampogne e alla processione, a raccontare forse meglio di tante parole quanto Santa Liberata appartenga alla storia di Santo Stefano di Rogliano.
Una devozione che tiene insieme le generazioni
Quando questa sera si spegneranno le ultime luci della festa, resterà qualcosa che va ben oltre un calendario di appuntamenti.
Resterà il legame di una comunità con Santa Liberata.
Un legame costruito nel tempo attraverso i racconti dei nonni, le preghiere imparate da bambini, il suono delle campane, le salite verso il Santuario e l'attesa della processione. E anche attraverso chi torna a Santo Stefano proprio in questi giorni, magari dopo mesi trascorsi lontano.
La festa cambia, si arricchisce di nuovi appuntamenti, incontra nuove generazioni. Ma alcuni gesti restano gli stessi.
La Santa portata tra la gente. Le zampogne all'alba. I palloni che prendono lentamente quota. Le famiglie che si ritrovano.
È dentro questi gesti che una tradizione continua a vivere.
E oggi Santo Stefano di Rogliano li rinnoverà ancora una volta, stringendosi attorno a Santa Liberata nel giorno più atteso dell'anno, prima che i fuochi nel cielo salutino una festa destinata, da domani, a trasformarsi nuovamente in attesa.










