Prosa poetica a cura di FRANCO VETERE

Cadenzati lustri percorrono la scia temporale fino all'immortale bisecolare traguardo dove l'inobliabile ricordo dell'Idillio leopardiano è ancora oggi temprato da vigoroso e sentito afflato poetico. Pur nella dolce essenza che anima la " pura Poesia " , quale simbolo di intellettuale sentimento, scevra da fallace erudizione ed evanescente retorica, non cela però' la profonda interiorità del Poeta di Recanati. Un velato misticismo, pregno di cosciente intuizione lo pervade di estatica meraviglia allorquando Egli s'immerge nel sacro Tempio della Natura. In Essa cerca la risposta al lacerante dubbio della sua doppia matrice nella lotta fra bene e male, rigenerando il suo desiderio di "Infinito" con accennato approccio a vaga religiosità.

 

"Lo Zenith ferma il Sole al suo massimo apice, come se volesse renderlo invitto nella Sfera celeste attraverso i Tropici"

 

"Rapian gli amici una favilla al Sole a illuminar la sotterranea notte, perché gli occhi dell'uom cercan morendo la Luce"

 

 

A cura di F. VETERE


Un arcano significato trasuda dai versi foscoliani nel carme "Dei Sepolcri", in cui gli occhi umani si dilatano per catturare, in estremo anelito di speranza la Luce, prima che l'ultimo soffio di vita abbandoni il corpo, ormai preda degli artigli della morte.

 

 
Da "Monachesimo illuminato" di F. Vetere
 
Uno scenario di profonda e religiosa spiritualità si apre nel Secolo di maggior fioritura di un nuovo sentimento che esalta i valori umani, non più contaminati da egoistici interessi ma densi di nuovi fermenti che esaltano i principi etici di povertà e carità.

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