COSENZA - Non capita spesso che un libro a distanza di due anni dalla sua uscita, tra l’altro romanzo d’esordio per la scrittrice Daniela Santelli, continui a riscuotere tanto successo.
Moltissime presentazioni, tanti libri venduti, tante dediche, e tanta soddisfazione per un’avvocatessa che ha realizzato un suo grande sogno, quello che coltiva fin da piccola, la scrittura.
Lei che preferiva scrivere poesie, anziché giocare con le bambole. «Un giorno, - racconta Santelli - un editore di Perugia, Jean Luc Bertoni, decide di credere in me e nel mio romanzo “A un passo dal cuore”. Un libro che nasce da un diario, quello che si scrive la sera a fine giornata e dove annoti i tuoi momenti più emozionanti.
Una storia d’amore complicata e passionale, quella dei due protagonisti, Giulia e Stefano, quelle storie che vivi senza razionalità, d’istinto, anche se sai che un giorno finiranno.
Un libro che ora è diventato oggetto di cinematografia, infatti è stata già scritta la sceneggiatura da parte del regista toscano che vive in Liguria, Giuliano Pagani.
Essa è stata già approvata dalla scrittrice e dall’editore Jean Luc Bertoni e ora è nelle mani di più produzioni che la valuteranno.
C’è molto entusiasmo per questo progetto, e tanti giovani talenti coinvolti, tra cui la pianista Veronica Rudian che sta componendo alcune musiche per il film, nonché quelle di una canzone che poi sarà una tra gli inediti del progetto cinematografico».
Daniela Santelli fa sapere di star già scrivendo il seguito.
Piero Carbone, giornalista pubblicista

Nòsside nacque alla fine del IV secolo a. C. a Locri Epizefiri (Reggio Calabria).
Nessuno sa chi sia stata realmente Nòsside, questa donna colta che ci ha lasciato bellissimi versi, ma essa è uno dei simboli della trascorsa grandezza della Magna Graecia, di cui, senza dubbio, fu la più grande poetessa.
Sono poche, dunque, le notizie che ci sono giunte su di lei. Sappiamo che fece parte di una confraternita femminile consacrata al culto di Afrodite (Venere per i Romani), dea della bellezza e dell'amore e che era di nobile famiglia.
Forse Nòsside ci affascina anche perché è avvolta nel mistero del tempo: troppi sono i secoli trascorsi.
Eppure, anche se è bello immaginarla, conoscerne il vero aspetto fisico non è importante: di un poeta fondamentale è la sua poesia,i versi in cui il nostro essere s'immerge alla ricerca di una perfezione interiore che plachi il nostro inquieto desiderio d'assoluto.
Di Nòsside ci sono giunti solo 12 epigrammi (brevi componimenti) tutti di 4 versi, per un totale di 48. 


La sua lirica si pone come un canto alla vita, all'amore, alla bellezza nelle sue varie componenti. Rimane un tratto costante della sua tensione poetica, che si avvale di raffinate allusioni,una personalità prorompente e passionale, tipicamente magno greca.
E' famoso un suo celebre epigramma: "Straniero, se navigando ti recherai a Mitilene dai bei cori,/per cogliervi il fior fiore delle grazie di Saffo,/di' che fui cara alle Muse e la terra locrese/mi generò. Il mio nome, ricordalo è Nòsside. Ora va'".
In altri componimenti, con l'acutezza di un solo verso, descrive la ricchezza interiore delle figure che tratteggia, molte delle quali sono care amiche sue, di cui mette in risalto le doti più belle: di Callò la soavità e la grazia, di Taumareta la delicata e giovane allegria, di Melinna la dolcezza, di Sabetide la maestà e bellezza. 


Infine, in un altro epigramma, è intenta a tessere, insieme alla madre Teofili, una tunica di bisso (lino) da offrire alla dea Hera Lacinia, il cui tempio si trovava a Crotone e di cui oggi è rimasta in piedi una sola colonna: "Hera venerata, che spesso dal cielo venendo/l'odoroso Lacinio scendi a guardare/accogli la veste di bisso che assieme a Nosside figlia/spendida tessè Teofili di Cleoca".
E' proprio questo epigramma sembra smentire le congetture fatte su di lei,lasciando spazio a una sola possibilità: Nòsside apparteneva a una famiglia aristocratica, perché tessere a quel tempo una tunica di lino, tessuto elegante che veniva in genere usato per vesti lussuose, e possedere la cultura necessaria a scrivere così bellissimi versi, erano prerogative della classe nobiliare. 

Giuseppe Pizzuti, docente

"Placida notte, e verecondo raggio della cadente Luna;
e tu che spunti fra la tacita selva in su la rupe;
nunzio del giorno...
mentre ignote mi fur l'Erinni e il Fato....
già non arride spettacol molle ai disperati affetti........

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COMMENTO
Un dolore cosmico pervade il Poeta nella sofferta rievocazione della enigmatica e sensibile Poetessa greca
[14:20, 1/10/2020] +39 351 871 1468: pervasa da forte passionalità intrisa di struggente umanità il cui etico nitore viene decantato dal grande lirico greco Alceo.
La di lei storia esistenziale non suffragata da oggettivi e reali riscontri è falcidiata da fallaci calunnie da parte di artisti satirici del tempo che ottemperando al loro mordace spirito sarcastico la sprofondano nell'abisso dell'ambiguità femminea denigrando la sua figura fisica non baciata da dolce e formale estetica come invece è esaltata dai Poeti lirici che ammirando il suo spirito tendente ad assoluta libertà e a straordinaria intelligenza ne compongono un'immagine di statuaria bellezza non certo propensa ad un suicidio d'amore per un oscuro e incolpevole giovane.
Il Poeta recanatese pur conoscendo il crogiuolo di storia esistenziale della Poetessa di Lesbo propende per infelice similitudine con se stesso a cantare poeticamente "il disadorno ammanto" quale causa della insanabile depressione che la spingerà alla morte.
Il pessimismo del Poeta s'innesta nella delusione di Saffo di non vivere in un universale dolore in cui la Natura diventa cinica dispensatrice.
Nostalgico incipit è la sequenza di versi che si riversano nella contemplazione di una serena notte irradiata dalla flebile luce di una Luna calante che invita a momenti di placida meditazione contrastati però da altri di angoscioso pessimismo.
Allora inizia il triste ricordo dei tempi felici quando la Natura dispensava amene visioni con cui l'animo entrava in stretta simbiosi fino a quando una oscura coltre l' avviluppava in una dimensione di tetra infelicità generando naturale astio verso di Lei matrigna quale rea di averle rapito il piacere di vivere. 

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Biografia

FRANCO VETERE, docente emerito dei Licei, è uno studioso di grande valenza, acuto scrittore, poeta, saggista e critico letterario. I suoi commenti in prosa e versi sono stati apprezzati in molte manifestazioni culturali, vergati e declamati con grande afflato, carico e denso di grande significato e di "sentimento". È autore delle seguenti sillogi poetiche: Lo sguardo e la memoria, Saggio poetico di storia umana, Eroi in poesia, Lirici greci e Latini; Saggi in prosa: Apocalisse e Cristo, Hermetica, Egittologia, Theologica, Religioni orientali, Monachesimo illuminato, Boheme e Scapigliatura, Saggìo letterario sul primo 900, Autori stranieri dell' 800, Gli Evi della Letteratura italiana; Silloge di pensieri sparsi.
Le opere citate sono state da me commentate secondo il percorso tracciato dall' Autore.
ANTONIO AIELLO

ARMONIE
Dolci note
son
le gocce della pioggia
sui fiori del prato
alla sera.
Voci del cosmo
le stelle cadenti
nelle notti d'agosto.
Sospiro del tempo
il vento che
d'estate
mi carezza la pelle
e mi ristora.

Eugenio Maria Gallo

 

Nota critica del prof. Francesco (Franco) Vetere
Armoniosa atmosfera di bucolica essenza aleggia nei versi dell'Autore, peraltro pervasi da dolce Panismo dannunziano in cui si innestano anche inobliabili momenti virgiliani, impressi e cesellati nelle amene Ecloghe. Percettibili voci si librano nell'immenso iperuranio celeste, come se volessero manifestare la loro presenza mentre una miriade di stelle, di kantiana memoria, sembra staccarsi dall'Infinito per inondare di luce la dolce bruma delle notti agostane. Così il tempo diviene per l'Autore un'agognata presenza, il cui afflato si veste di soave Zefiro per ritemprare con il suo benefico respiro il corpo e la mente.

Nella foto, Francesco Vetere

GRIMALDI - Successo di pubblico per “Obiettivo Grimaldi”, mostra fotografica amatoriale conclusasi sabato scorso. Sono state registrate duecento presenze, tra le quali visitatori provenienti dai comuni vicini, come Altilia, Belsito, Colosimi, Dipignano, Lago, Malito, Rogliano, S. Stefano di Rogliano, e da Cosenza, Marano e Soveria Mannelli.
Centosettanta scatti riportati su venti pannelli per due mesi di lavoro, con i costi a carico degli organizzatori, che si sono sentiti gratificati per le tantissime visite e i complimenti ricevuti. Gli scatti presentati, che sono stati esposti in uno dei palazzi più belli di Grimaldi, casa Filippo Amantea Mannelli, hanno suscitato molto interesse e partecipazione nonostante le misure antiCovid che si sono dovute adottare.
Il successo è da attribuirsi soprattutto all’unione di quattro sensibilità e di quattro visioni diverse dei quattro amici fotografi dilettanti che esponevano: Piero Carbone, Mario Cuglietta, Claudio Posteraro, e Franco Virzo.
Uno spaccato di storia è stato quello offerto dall’archivio fotografico delle famiglie Nigro-Posteraro, il fascino del bianco e nero ha incantato tutti. Le foto scattate al borgo da Piero Carbone negli ultimi dieci anni, hanno riportato in immagini la bellezza di vicoli, portali, piazze, paesaggi montani, personaggi: un vero e proprio racconto con avvenimenti, manifestazioni, e tradizioni. Mario Cuglietta ha sorpreso e ammaliato i visitatori con i suoi versi associati alle foto: una unione che ha costituito il punto in più della mostra. Le atmosfere tipiche del paese, sono state impresse negli scatti fotografici di Franco Virzo: nebbia, pioggia, e neve, hanno esaltato gli elementi pittorici.
La rassegna fotografica, considerate le ulteriori richieste da parte delle persone che non hanno fatto in tempo nella settimana di apertura, sarà ancora visitabile attraverso prenotazione ai numeri 3496107718 e 3389980732. 

GRIMALDI - È stata rinviata la serata finale per il “Premio Grimoaldo I” edizione 2020 del concorso nazionale di poesia in lingua italiana e in vernacolo. Il presidente dell’associazione socio culturale Alessandro Tartaro spiega così la decisione.
«Anche se entrati in una nuova fase del Covid 19, - dichiara - persistono ancora una serie di situazioni che snaturerebbero lo spirito della cerimonia di premiazione prevista per il dodici settembre: ci riferiamo alla serie di normative di distanza di sicurezza, all'uso di mascherine e di altri dispositivi di protezione, in direzione completamente opposta al senso di vicinanza che la nostra associazione ha sempre inteso perseguire sin dal suo nascere. Tutto ciò brevemente esposto, è del tutto necessario provvisoriamente fermarci e rinviare la nostra serata finale. La giuria di esperti infatti, dopo avere inizialmente riscontrato le difficoltà di portare avanti il lavoro di selezione della notevole quantità di opere pervenute, lavoro che implica incontri e scambi di opinioni, inizialmente ritenuti preferibilmente non attuabili, sarà di nuovo a lavoro sin dalla prossima settimana. Ne consegue che la data fissata per la manifestazione letteraria viene annullata. La segreteria del premio pertanto, - conclude il presidente di “Grimoaldo” chiedendo scusa per il disagio provocato, provvederà a contattare, entro il mese di ottobre, i finalisti selezionati e, in seguito, a comunicare la nuova data per la premiazione».
Piero Carbone, giornalista pubblicista

Rispolverata in occasione del 200esimo anniversario della grande opera del Maestro di Recanati


L'INFINITU

T'haiu avutu sempre dintra 'u core,
suarina muntagnella 'nnanzi a mmie,
e, stu voscu 'e spruci, c'addue te giri giri,
ammuccia puru u mare,
mentre m'assettu e po me guardu 'ntornu,
para ca 'u munnu 'nun se fruna mai,
e c'è sentu 'nu risorvu 'e pace 'ntra st'ammutazzune
chi m'arricetta queta queta u'anima.
E tantu chi m' squita li penseri mei,
me para ca ce viu u paradisu, e lu Signure,
e, me spauracchia l'anima sulu 'u penseru.
E, cumu 'nu ventu chi se 'ntramisca dintra stu voscu,
sentu ca m'accarizza 'na frugata e pace,
e viu chill'atru munnu, e sentu 'e vuci,
chi ricamanu penseri intra stu tempu,
e puru 'e chilla gente ca nun c'è cchiu.
E accussi, quetu quetu mi ce scialu
e me sentu chianu chianu, suspuiare...
e me 'mpruscinu e abballariu ccu 'nnu dicriu
intra stu vullu granne, bellu cumu 'u mare.
(Antonio Simarco. 2005)

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NOTE
Suarina: sola, soletta
Voscu e spruci: bosco e siepi
Ammuccia: nasconde
M’assettu: mi siedo
Fruna: che non finisce
Ammutazzune: muto, silenzio
M’arricetta: che mi collochi in tranquillità
Squitu: che dà quiete
Spauracchiu: momento di Paura
Frugata: brusca, ventilata
Suspuiare: essere sospeso con movimenti rilassanti
'Mpruscinu: collocarsi a terra, avvinghiarsi mescolarsi alle cose
Abballariu: movimento ritmico, felice
Dicriu: divertimento
Vullu: grande piscina d'acqua

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