di Graziella Crisci
Dipignano si prepara ad accogliere una delle manifestazioni più attese dell’anno. Dal 4 al 6 settembre torna la Sagra della Polenta, appuntamento giunto alla 61ª edizione e ormai entrato a pieno titolo nella storia del paese.
Non sarà soltanto una festa dedicata alla gastronomia. Dietro la grande polenta preparata in piazza c’è infatti una vicenda che racconta emigrazione, mestieri antichi e legami nati lontano dalla Calabria.
Protagonisti di questa storia sono i quadarari di Dipignano, artigiani specializzati nella lavorazione del rame che per lungo tempo lasciarono il paese per esercitare il proprio mestiere anche in altre regioni italiane.
Fu proprio attraverso questi spostamenti che nacque il rapporto con Ponti, in provincia di Alessandria, destinato a trasformarsi in un’amicizia duratura tra le due comunità. Nel 1965 quel rapporto venne suggellato ufficialmente con il gemellaggio tra i due Comuni, del quale nel 2026 ricorre il 61° anniversario.
Ed è anche da questa lunga storia che deriva la presenza della polenta nella tradizione dipignanese: un piatto apparentemente lontano dalla cucina calabrese, diventato invece nel tempo simbolo dell’incontro tra Sud e Nord.
La manifestazione animerà il paese per tre giorni con la preparazione e la degustazione della polenta, spettacoli, musica e momenti dedicati alla rievocazione della storia locale.
Tra gli appuntamenti annunciati figura anche l’incontro previsto per domenica 6 settembre alle 18 in Piazza Senatore Mele, dedicato al valore culturale della polenta e alla storia dei calderai dipignanesi.
A rendere ancora più significativo l’appuntamento sarà la presenza della comunità di Ponti, a testimonianza di un legame che ha attraversato decenni e generazioni.
La Sagra della Polenta di Dipignano, dunque, non celebra soltanto un’antica ricetta. Celebra soprattutto un pezzo di storia del paese, il lavoro dei suoi artigiani e un’amicizia nata lontano da casa e mai interrotta.









