di Luigi Muto
MARTIRANO ANTICO – C'è un angolo di Calabria che custodisce ancora il fascino dei fiumi selvaggi. È la valle dove il torrente Salso, che nasce dalle pendici del massiccio del Reventino, incontra il più celebre fiume Savuto.
Un corso d'acqua minore solo sulla carta, il Salso. Scendendo a valle, raccoglie le acque di numerosi ruscelli, bagna una piccola parte del territorio di Conflenti e attraversa buona parte del territorio di Martirano, nelle sue frazioni di Muraglie, Catalano e Scavarelle.

Il Savuto, invece, è ormai noto per la sua lunghezza, per la sua posizione geografica e per la sua maestosità. A renderlo celebre sono anche i monumenti storici che lo attraversano: il Ponte Romano di Sant'Angelo, il Ponte delle Fratte e il Ponte di Tavoleria del XVI secolo, senza dimenticare le spettacolari Cascate di Cannavina, di rara bellezza. Dopo aver accolto le acque del Salso, sfocia nel Mar Tirreno tra Nocera Terinese e Campora San Giovanni.
Non è la Mezzaluna Fertile della Mesopotamia, ma il cammino tra i due fiumi regala la stessa emozione di un'oasi.

Il percorso, promosso dal gruppo di trekking «I Viandanti del Savuto – Cammina con noi», ha avuto inizio dalla località Scavarelle, nel territorio di Martirano, più comunemente conosciuto come Martirano Antico o Martirano Vecchio.
Un borgo che sorge in una posizione strategica, dalla quale domina l'intera valle del Savuto, e che vanta origini antichissime e un ricco patrimonio storico e monumentale. Devastato dal terremoto del 1905, subì danni gravissimi e fu quasi raso al suolo.
Seguendo la corrente del torrente Salso verso sud, tra due costoni rocciosi, ci si immerge in una vegetazione quasi selvaggia. Un territorio ricco di fauna ittica e selvatica, un ecosistema ancora integro che custodisce una straordinaria biodiversità.
Si raggiunge così il fiume Savuto che, risalito controcorrente verso nord, offre paesaggi mozzafiato. Le sue acque placide richiamano numerose specie di uccelli pescatori e trasmettono un senso di pace e tranquillità a chiunque percorra le sue sponde.

Un cammino lento, tra natura e storia, che si è concluso nei pressi dell'Hotel Ristorante «L'Isola di Aurora», nel territorio di Martirano, dove i partecipanti hanno potuto condividere il ristoro finale e il racconto di una giornata immersa nella valle.
Un'iniziativa che conferma, ancora una volta, quanto il Savuto possa essere non solo un confine geografico, ma anche un filo conduttore di comunità, memoria e futuro.











