di Giuseppe Pizzuti

MALITO

I "fochi" (I fuochi) - 24 e 30 dicembre/5 gennaio
La vigilia di Natale, Capodanno e il giorno dell'Epifania si allestiscono dei grandi fuochi per le strade,intorno ai quali si canta e si narrano episodi della propria vita. Ognuno, anche i più piccoli, aggiunge un pezzo di legno al "foco".

"Pignateddru e S. Antonio" (Pentolino di S. Antonio) - 13 giugno
Si è soliti riempire una "pignatta" (pentola di terracotta) di strutto di maiale e offrirlo agli indigenti, come segno di devozione verso Sant'Antonio.

"U riconsulo" (Che consola)
In occasione di un lutto si è soliti preparare il pranzo, detto "u riconsulo" (che consola),per i parenti dell'estinto. A Natale e Pasqua si portano loro anche i dolci.

 

MANGONE

Fiaccolata della Madonna dell'Arco - 4 ottobre
Il 4 ottobre 1870, un forte terremoto colpì il paese. Molti Mangonesi si salvarono grazie all'intercessione della Madonna dell'Arco. I sopravvissuti, in segno di gratitudine, si recarono con le "jacchère" (fiaccole accese) nel luogo dove sorgeva la Chiesa dedicata alla Madonna. Sono centocinquant'anni che si ripete la fiaccolata.

Il presepe vivente
Nel periodo natalizio, l'intero paese è coinvolto nell'iniziativa. Le abitazioni del centro storico vengono trasformate in botteghe artigiane, dove fabbri, falegnami e sarti sono intenti all'opera. Le strade, cosparse di paglia, rendono l'atmosfera più reale.

 

MARZI

La "strina" di Natale
La "strina" è una delle più importanti tradizioni folkloristiche, che racchiude nei versi e nella musica il sapore vero della Calabria. Nel periodo natalizio, il canto riecheggia per le vie del paese, a partire dalla vigilia di Natale fino all'Epifania. La sua esecuzione è ben augurale per chi la riceve. Un gruppo di amici, accompagnati dal suono delle chitarre, dello "zuchi-zuchi" (strumento musicale artigianale tipico dei pastori) e delle fisarmoniche, canta le strofe di antica memoria, poetiche e irriverenti, alle porte di conoscenti e parenti. Finita la "strina", la porta della famiglia scelta si spalanca e gli "strinari" vengono invitati a entrare. Intorno al banchetto si fanno brindisi, si mangiano piatti tipici e, soprattutto, si raccontano tante storie sulla vita del paese.

 

PANETTIERI

"A testa 'i morti"
I ragazzini,nel periodo estivo, come avviene in America ad Halloween, vanno alla ricerca di grosse zucche mature, tonde e gialle, da svuotare con il coltello. Sulla parte esterna, poi, incidono quattro fori (occhi, naso,bocca) e la zucca assume le sembianze di una testa di un morto. Per renderla più suggestiva, all'interno viene messo un lumino. I ragazzi, quindi, la sera vanno in giro per il paese, tenendola per il gambo. Quelli più vivaci si divertono a lasciarla sul davanzale delle finestre.

"A focara" (il falò)
Alla vigilia dell'Immacolata, di Natale, di Capodanno e dell'Epifania, è tradizione allestire, con enormi ceppi, un grande fuoco nella piazza principale del paese, per celebrare le festività. Spesso la realizzazione della "focara" diventa momento di competizione con i paesi limitrofi. 

 

Giuseppe Pizzuti
Author: Giuseppe Pizzuti
Biografia:
Giuseppe Pizzuti insegna Letteratura italiana e Letteratura latina presso i Licei ed è anche un appassionato di letteratura e sport. Non è un giornalista professionista, ma ha sempre collaborato con diversi giornali, come il "Guerin Sportivo', "La Voce degli Italiani" (Gran Bretagna), "Corriere del Nord" (Gran Bretagna), "Il Lavoro" (Belgio), "Dita Jote" (Santa Sofia d'Epiro).


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